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leggerezza ... pesantezza

2007-2010 > 2009 > FLUTTUAZIONI


06/09/2009


leggerezza e ... pesantezza



Qualcuno mi ha fatto osservare che l'ultimo mio scritto sulle 'illusioni' (del 1° settembre u.s.), era eccessivamente 'pesante'.

Nel senso che conteneva troppi rimandi, richiedeva troppe pre - conoscenze: era insomma di difficile lettura.

Per questo ho deciso di riparare parlando un po' di
'leggerezza'.

A questo proposito non è possibile ignorare il libro di Milan Kundera
'L'insostenibile leggerezza dell'essere': tutte le citazioni che seguono, sono tratte da quel romanzo (Adelphi ed.)

Il capostipite di tutti i discorsi sull'essere, come si sa, è
Parmenide che introdusse nel pensiero filosofico occidentale l'opposizione fondamentale Essere - Non Essere.

Di opposizioni aveva già parlato Anassimandro e così Parmenide ne approfitta per mettere in mostra le sue preferenze.

Positiva, diceva, è la leggerezza dell'Essere, negativa la pesantezza.

Kundera osserva.

'L'opposizione pesante - leggero è la più misteriosa e la più ambigua di tutte le opposizioni'.


Lasciando da parte l'Essere (col permesso di Parmenide e di Heidegger) ed interessandoci degli enti (non solo in quanto enti, come voleva Aristotele, ma anche come persone in carne ed ossa, come chiedeva Kierkegaard o, se preferite, Feuerbach), c'è da domandarsi:
che cosa è pesante?

E che cosa è leggero?

Sono pesanti gli oppositori del signore delle televisioni con la loro pervicace insistenza o sono pesanti i suoi fedelissimi con la loro cieca devozione?

O, semplicemente, è pesante lui: con la sua smania di protagonismo, con la sua ossessione di predominio, la sua insaziabile sete di potere assoluto?


E' leggero il TG1 di Minzolini che parla solo delle nobili gesta del cavaliere tralasciando tutto il resto o è pesante Di Pietro che individua nello stesso soggetto un emulo di Hitler, il grande capo di tutte le mafie?



Leggerezza è vivere la vita come viene, senza impegni né preoccupazioni, senza programmi né preclusioni, senza necessità né doveri.

Pronti a tutto e a niente.

Come viene viene.



Pesanti sono gli ideali, i valori, i principi, i doveri, i programmi, gli impegni, le incombenze.

Pesantissimo è il 'tu devi!'.

Pesante è la consapevolezza del proprio destino, l'impellenza a seguirlo e a dargli compimento.


Leggerezza è scegliersi un lavoro 'indifferente', tale che permetta di vivere senza ansie o coinvolgimenti emotivi.

Pesantezza è impegnarsi allo spasimo, notte e giorno, in una professione che si è scelta come missione, per vocazione.


'La grandezza di un uomo risiede nel fatto che egli porta il suo destino come Atlante portava sulle spalle la volta del cielo'.


Leggerezza può consistere nel confessare un tradimento.

Pesantezza è continuare a mentire al proprio partner tenendo in piedi più storie contemporaneamente, faticosamente.

Leggerezza è 'vivere nella verità': espressione che nel romanzo è attribuita a Kafka.

Eliminando le ipocrisie e le menzogne cui il vivere sociale costringe.

'Vivere nella verità' dice Kafka: ma se, come uno dei protagonisti del romanzo di Kundera, avessimo a che fare con la polizia segreta, 'dire la verità' potrebbe significare la disgrazia di qualche persona perbene o anche la nostra rovina.

In quel caso non sarebbe meglio prescindere dalla pesantezza della morale e recuperare un po' di leggera menzogna?

E se fossimo completamente leggeri?



'La storia con l'ingegnere le ha forse insegnato che le avventure amorose non hanno nulla a che fare con l'amore? Che sono leggere e non pesano nulla?'



Ma
anche la leggerezza ha i suoi strascichi: abbandonare e venire abbandonati può essere un facile gioco se non sono coinvolti i sentimenti e le passioni. Diversamente può diventare un calvario.

E la pesantezza?

Non ha anch'essa i suoi risvolti poco raccomandabili?

Quanti ufficiali nazisti o fascisti, quanti commissari del popolo sovietici hanno commesso crimini orrendi per dovere, per obbedienza ai capi, per pura e semplice sottomissione alla legge!

Quante persone si sono suicidate perché non si sentivano all'altezza di ciò che veniva loro richiesto o anche semplicemente di ciò che si erano imposte!


La vita è fatta sia di leggerezza che di pesantezza.


C'è un tempo per l'una e un tempo per l'altra; ci sono situazioni che richiedono la prima, altre che domandano la seconda.

La sola pesantezza può schiacciare, la sola leggerezza può svuotare.


Sono necessarie sia la determinazione che la flessibilità.



'Una missione è una cosa stupida. Io non ho nessuna missione. Nessun uomo ha una missione. Ed è un sollievo enorme scoprire di essere liberi, di non avere una missione'.



E' una delle ultime frasi del romanzo, quasi il suo suggello.

Eppure possono gli uomini, tutti, vivere senza missioni?

Che accadrebbe alla Terra?

Ai nostri discendenti?

Si può dire: 'basta che non accada a me', 'basta che non succeda fin che son vivo io'?

Si può affermare: 'del dopo non m'importa niente', 'morto io finito il mondo'?

Io credo di no.

Il dopo in sé e per sé forse non ci tocca, può anche non interessarci.

E' l'oggi che ci riguarda e che ci angustia.


Operare in modo da preparare per l'umanità dei disastri spaventosi non ci lascia certo tranquilli; non ci permette di sorridere ingenuamente ai nostri figli.

Ci rende assolutamente infelici.

Oggi.


Certo!

Molte generazioni prima di noi hanno agito in modo dissennato, non hanno lasciato a noi un mondo migliore di quello che hanno trovato.

Ma non avevano la nostra stessa consapevolezza.

E in ogni caso non possono costituire un alibi.

Anche perché potremmo essere vicini al capolinea.

Gli sconvolgimenti potrebbero non essere più per dopo domani.

Molto probabilmente sono già per domani.

Potrebbero addirittura lambire l'oggi.




Leggera è la primavera con la sua vitalità e leggero è l'autunno con i suoi colori; leggero è un tramonto e leggera è una notte stellata; leggero è il vento che fa stormire il bosco, leggere sono le brezze che accarezzano e trascinano gli innamorati; leggera è la poesia che smuove i sentimenti e leggera è la musica che illumina le profondità …

La bellezza del mondo è leggerezza.



Per conservarla ci vuole un po' di
pesantezza.

C'è bisogno di qualche rinuncia, di un po' di attenzione, di uno stile di vita semplice e controllato.


Per vivere può bastare un po' di leggerezza.

Per salvarsi occorre una certa dose di pesantezza.



















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