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lettere aperte

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21/06/2009


LETTERE APERTE


Mi permetto di disturbare le loro eccellenze con qualche estemporanea riflessione.

I destinatari in questione sono due.


Il primo è il 'puntuto'
cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, arcivescovo di Genova e, forse non tutti lo sanno, generale di corpo d'armata dell'esercito italiano.

Magro, sempre tirato e serissimo, severo bastonatore dei devianti, attentissimo fustigatore dei costumi, giudice implacabile della vita e della morte, vera e propria lancia di Dio nel mondo a colpire i reprobi.


Il secondo è il nostro
Presidente della Repubblica che non trascura occasione per esortare alla concordia e alla collaborazione, che mostra un'instancabile solerzia nel ricordare al popolo i sacri valori della Costituzione repubblicana.


Entrambi sarebbero al di fuori di ogni umana considerazione, assolutamente al di là di qualsiasi tipo di strale.


Il primo, infatti, riferisce soltanto al papa e, tramite questi, direttamente a Dio.


Il secondo è, per legge, 'irresponsabile': nel senso che può essere indagato soltanto in caso di alto tradimento o di attentato contro la Costituzione.


E tuttavia io non credo esistano sulla Terra degli esseri umani immuni da critiche (tranne forse il solito …).

Tutti gli individui, qualunque sia lo status o il ruolo, sono soggetti a sbagliare, nessuno escluso.

Non c'è sulla Terra ufficio o mansione che possa mettere al riparo dall'errore.

Nemmeno se chi lo esercita si fa chiamare santità, eminenza, beatitudine, felicità o altro.

Penso quindi che qualche osservazione possa essere indirizzata anche ai su menzionati.

Con tutto il rispetto.


NOTA
Questi due testi li invierò, tramite canale elettronico, ai legittimi destinatari.

Per quel che vale.



CARDINAL BAGNASCO



PRESIDENTE NAPOLITANO















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