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l'informazione in Italia

2007-2010 > 2009 > STILLE


03/11/2009




l'informazione in Italia



Una breve nota, solo per mettere a nudo lo stato dell'informazione.

Alcuni eventi.


*)

La nave dei veleni in Calabria e l'inquinamento nella città di Taranto.

Solo qualche accenno, nei telegiornali, un flash di tanto in tanto: proprio perché non se ne può fare a meno.

Per non perdere la faccia.

Il rischio per le due aree rimane altissimo e la salute di tutti noi è in grave pericolo.


*)

L'emergenza rifiuti a Palermo.

La città è stata assediata dai rifiuti.

La popolazione è scesa in strada.

Dappertutto, soprattutto di notte, venivano incendiati i cumuli di immondizia: con sprigionamento di gas tossici.

Nessuna notizia è mai stata data da alcuna rete televisiva.


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Omicidi e suicidi.

Omicidi spaventosi ed efferati vengono compiuti e ripetuti senza che mai sia proposta un'analisi sociologica seria, degna di questo nome.

I suicidi in carcere (per non parlare dei pestaggi di giovani indifesi da parte delle forze dell'ordine) si susseguono a ritmo incessante.

I nostri telegiornali sono da qualche altra parte, hanno altro da fare.


*)

Gli
incidenti stradali continuano a mietere vittime, come e più di prima.

Solo che non fanno più notizia.

Al massimo è riservato loro un breve passaggio, qualche secondo, come per uno spot, tanto per dare all'insieme un po' di colore, per mettere un po' di pepe nella pappa molliccia e informe che viene quotidianamente scodellata.


*)

I disoccupati aumentano vertiginosamente e i giovani non trovano alcun impiego degno di questo nome.

Eppure va tutto bene, siamo messi molto meglio degli altri Paesi europei, nessuno è lasciato solo.

Una mostruosa 'balla' inventata di sana pianta, al posto del dato reale nudo e crudo.


*)

Si continua a morire per il
virus influenzale H1N1.

Il nostro Paese è del tutto impreparato ad affrontare la grave situazione che minaccia la salute di tutti.

I vaccini, di fatto, non ci sono.

Eppure si continua a dire che si muore meno che negli altri Paesi dell'UE (gran consolazione!), che il virus non è così pericoloso (provoca solo la morte!) e che, solitamente, muoiono solo le persone affette da altre patologie (il che non è assolutamente vero).


*)

E i
campi nomadi?

Il Casilino 900 trabocca di baracche, di sporcizia, di rifiuti e di illegalità.

Il Casilino 900 sta ormai per invadere la stessa via Casilina.

Eppure non una parola, nemmeno nei telegiornali regionali che si occupano invece del Cinema e dell'immenso e vuoto 'red carpet' della mostra.


Sono solo alcuni esempi.

Di che cosa si occupa la nostra informazione?

Che cosa stanno facendo gli uomini di governo?

In che cosa sono indaffarati gli aiutanti del Capo?

Nel predisporre la 'riforma' della Giustizia.

Questa 'l'emergenza' nazionale imposta dall'alto.


Un'emergenza che ha anche risvolti reali, come ho sottolineato più volte, ma che adesso è tirata in ballo perché sono in gioco i processi di Berlusconi.

Che i processi non li vuole proprio fare.

Che, chissà perché, nonostante si proclami innocente ad ogni piè sospinto, teme di essere condannato.

E mentre vuole triturare i PM e i giudici ordinari, inventa nuovi privilegi e nuove prebende per i magistrati di Cassazione, quelli che alla fine possono mandarlo assolto e impunito.

Di questo si parla ogni giorno, ogni minuto, ossessivamente.

Questa sola è l'emergenza.


A parte tutto (per non ripetere sempre le solite cose già arcinote) vi voglio proporre
un semplice, banalissimo esercizio.

Pensate agli eventi totalmente 'ignorati' sopra elencati (e non sono certo tutti: come se la passano, ad esempio, gli 'attendati' dell'Aquila, con le temperature notturne sullo zero?):
pensate a quello che sarebbe successo durante il governo Prodi.

Ricordate l'omicidio Reggiani?

Il tema della sicurezza?

Ricordate Alemanno sui campi Rom?


Io credo che se fosse ancora in carica il governo Prodi tutti i telegiornali, tutti i giornali radio (per non parlare de Il Giornale e di tutta l'altra carta stampata di regime) ci martellerebbero ogni giorno con le tragedie in atto, fino al punto da farci scendere tutti insieme per le strade a urlare
'BASTA!'.

I rifiuti di Palermo avrebbero condito i nostri pasti quotidiani, come è successo per quelli di Napoli.

L'influenza sarebbe diventata una sorta di peste, trascurata dal governo per un puro e semplice calcolo economico.

I disoccupati e i non occupati sarebbero stati incitati a invadere tutti i giorni le strade e le piazze, sarebbero stati intervistati in tutti i telegiornali, sarebbero diventati una presenza costante degli editoriali di Feltri.

E così via.


Qualcuno può negare questa semplice evidenza?

Quando si negano le evidenze vuol dire che si è abbandonato il campo della politica e del civile confronto per entrare in quello della superstizione.

Vuol dire che un Paese sta per arrivare al capolinea.

Se non ci è già arrivato.






















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