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'l'insozzatore del nido'

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI


13/04/2010

'l'insozzatore del nido'



Sto leggendo un libricino di Vannuccini-Predazzi (Feltrinelli ed.) intitolato 'Piccolo viaggio nell'anima tedesca'.

Descrive brevemente il modo tedesco di affrontare le cose, analizzando alcuni vocaboli: com'è noto ( anche a chi, come me, non conosce quella lingua) il tedesco ricorre frequentemente a parole composte che, spesso, come tali non si trovano nei vocabolari e il cui significato è quasi sempre intraducibile.

Tra tutte
tre hanno attirato in modo particolare la mia attenzione.



*.

Querdenker.


Viene tradotto con '
pensatore laterale'.

E' un termine che deriva dall'olandese e indicava chi, andando per mare, ad un certo punto deviava dalla sua rotta, andava di traverso, per storto, finendo talvolta con l'intralciare il percorso di altri natanti.

Da qui è stato ricavato il significato di 'testa storta', di persona che fa a modo suo, senza seguire le vie maestre seguite dalle masse.

Inutile dire che per tanto tempo '
Querdenker', in Germania, indicò una persona scomoda, abituata a pensare con la propria testa e a sostenere delle idee anticonformistiche.

Ad un certo punto i tedeschi si accorsero che un po' di
pensiero originale e creativo non guastava alla loro società: poteva essere, anzi, produttivo non solo per la cultura ma anche per l'economia.


Il vocabolo cominciò quindi ad assumere quella valenza positiva che ancora mantiene, almeno in certi ambienti.



*.

Nestbeschmutzer.


Vuol dire '
insozzatore del nido'.

Il nido è, naturalmente, la patria, la propria cultura, la famiglia e la società, il proprio Paese, le tradizioni, la propria storia.

'
Insozzatore dl nido' è un epiteto che solitamente viene lanciato dai conservatori contro i progressisti.

Tutti coloro che osano criticare i costumi tradizionali e proporre idee di cambiamento possono essere visti come 'insozzatori del nido'.

Ancora di più chi ardisce mettere in discussione la storia patria e i sacri valori che sono alla base dell'ethos del proprio popolo.

Quando il cancelliere tedesco
Willy Brandt è andato a inginocchiarsi dentro il ghetto di Varsavia è stato sentito da molti tedeschi come un Nestbeschmutzer.

Brandt, con quel gesto, voleva chiedere perdono per ciò che i nazisti avevano fatto al mondo e, in particolare, agli Ebrei: la destra tedesca visse quell'atto come una vergogna inaccettabile.


*.

Schadenfreude
.

'
Godere delle disgrazie altrui'.

E' un'azione che non ha il vocabolo appropriato in quasi nessun'altra lingua ma che, sicuramente, tutti conoscono e molti praticano.

Soprattutto nei nostri tempi.

Diciamo che adesso lo si fa con meno scrupoli, più platealmente.

Una volta lo si faceva lo stesso, quasi sicuramente, ma più di nascosto, mostrando, pubblicamente, sentimenti opposti.


Più ipocrisia?

Può darsi.


Di fatto, ai nostri giorni, se qualcuno incappa in una qualche disgrazia, viene subito preso di mira dai giornali e dalle televisioni (per non parlare di Internet) che lo mettono sulla graticola e non lo tolgono fino a che non è completamente arrostito.

Si tratta, comunque, di
sentimenti che tutti avvertiamo, anche se teniamo gelosamente sepolti nell'intimità più profonda: emozioni spontanee che sbocciano non solo nei confronti delle persone che detestiamo ma anche nei riguardi di individui che ci dovrebbero essere indifferenti e, dispiace ma bisogna dirlo, perfino verso degli amici.

No, non possiamo (né dobbiamo) confessarlo a nessuno, neanche a noi stessi, altrimenti rischiamo di arrossire: ma è così.


Basta rileggersi Freud e sarà tutto chiaro.




Non voglio, per concludere, aggiungere delle riflessioni moralistiche a questo brevissimo e dilettantesco excursus.

Voglio finire con degli
interrogativi 'aperti'?



Com'è visto, oggi, da noi un 'Querdenker'?

Chi è, oggi, in Italia il 'Nestbeschmutzer'?

E' sempre abominevole 'schadenfreude'?


















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