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l'isola della confusione

2007-2010 > 2008 > COSTUME

(26/11/2998)


I tempi sono difficili, è vero: ormai l'ha riconosciuto perfino Berlusconi.

Che l'aveva negato fino al giorno prima.

In tempi duri si è disposti a fare quasi di tutto, per portare a casa la pagnotta.

E' umano e comprensibile.

Non solo, ma in questi periodi è facile anche perdere il controllo delle situazioni.

Diventa normale travisare, fraintendere, presumere, mentire agli altri e a se stessi, scambiare lucciole per lanterne, sgomitare, urlare, essere aggressivi e intolleranti, imporre se stessi e il proprio clan con improntitudine e arroganza …

Non che di solito non si facciano queste cose: è prassi quotidiana, qualunque sia la contingenza.

Tuttavia, in tempi 'normali', le azioni vengono chiamate con il loro nome.

Di uno che mente si dice che è un bugiardo.

Di chi è aggressivo si dice che è prepotente.

Di chi cambia bandiera solo per stare a galla o per mero interesse, si dice che è un voltagabbana.

A chi, avendo alle spalle un passato penoso, si azzarda a dare lezioni di moralità si risponde invitandolo a pensare a se stesso.

Di chi, senza alcun merito, occupa posti di responsabilità si dice che è un mezzano e un imbroglione.

Chi si fa in quattro per salire i pioli sdrucciolevoli della scala sociale e per sistemare figli e nipoti, qualunque sia il loro valore, è chiamato arrampicatore e nepotista.
… … …

Adesso il bugiardo alza la voce e ti zittisce.

Il prepotente ti cita in giudizio.

Il voltagabbana si impanca a moralista.

Quelli che dovrebbero stare nell'ombra a meditare sulle tante scelte sbagliate fatte nella loro vita, si proprongono come educatori.

L'arrampicatore e primo benefattore della propria famiglia, squaderna sotto gli occhi del mondo intero i propri meriti e titoli e senza pudore tesse l'elogio dei propri cari.


Mi viene in mente qualche frammento dell'intervista rilasciata poco tempo fa da Mara Carfagna: sì, proprio lei, sempre lei.

Dopo averci informato della sua giovanile simpatia per il MSI (ci mancava!) e del successivo 'innamoramento' per il partito di Berlusconi, ci rivela che i suoi valori sono sempre stati 'Dio, patria e famiglia'.

Chi l'avrebbe detto?

Che relazione c'è (direbbe Crozza) tra i calendari per soli uomini e le tante altre performance che navigano dentro Internet e quei valori?

Non fanno a pugni?

E invece la 'miracolata' assume un tono spavaldo e uno sguardo di sfida: alza l'indice minaccioso contro tutti coloro che osano eccepire sulla sua adeguatezza al compito che il capo le ha assegnato.

Non contenta si paragona ad Obama.
**

E qui non solo sfonda ogni limite ma precipita tutta intera nell'indecenza.



Ma è su un altro episodio che mi vorrei soffermare: la vittoriosa partecipazione di Vladimir Luxuria al programma televisivo 'L'isola dei famosi'.

A più di 50 anni dalla sua comparsa bisogna riconoscere che la maggior parte dei programmi televisivi sono confezionati per vendere dei prodotti.

Sono costruiti per la pubblicità.

Questo ha portato soldi alla televisione e le ha permesso di migliorarsi notevolmente sotto il profilo tecnologico ma ha anche notevolmente peggiorato i contenuti proposti.

Gran parte di ciò che oggi viene trasmesso, anche dalla televisione di Stato, è non solo spazzatura, ma vera e propria immondizia al veleno.

L'inventore, il propugnatore, l'alfiere e il beneficiario massimo di questa esiziale discarica è sempre lui, il presidente del consiglio in carica.

Lui ha creato quei programmi e li ha 'imposti' anche alla televisione pubblica: con quei programmi ha cresciuto il suo pubblico, ha formato i suoi elettori.
*

Tra i programmi più negativi si collocano, a mio avviso, proprio i cosiddetti 'reality': che di reale, di normale, di quotidiano non hanno assolutamente niente essendo falsati, fin dall'inizio e dalle fondamenta, dalla presenza del mezzo televisivo.

Con la scusa della realtà iniettano nella testa dei loro numerosi e incauti fruitori, dosi massicce di banalità, tonnellate di volgarità, vagonate di qualunquismo.

In quelle trasmissioni tutto è mercificato, tutto è appiattito, tutto è desacralizzato.

Se è possibile stilare una graduatoria di questi programmi direi che tra i peggiori si colloca proprio 'L'isola': per tanti motivi.

Soprattutto per l'idea stessa di collocare su una sorta di piedestallo questi cosiddetti famosi che molto spesso non sanno offrire al pubblico che la propria disarmante pochezza intellettuale e l'evidente povertà morale.

A me era sembrata una cosa scandalosa che a una simile trasmissione partecipasse una persona che era appena stata in Parlamento come deputato di Rifondazione Comunista.

Che questo individuo, definito da Bertinotti un grande intellettuale della sinistra, impiegasse il suo tempo ad alimentare pettegolezzi e a duettare 'amorosamente' con la 'tosta' Ventura, nota amica di Briatore, mi era parso subito una enormità.

Qualcosa di profondamente stonato.

Un vistoso segno dei tempi nebbiosi in cui siamo precipitati.

Ora Luxuria non solo ha partecipato a quella specie di gara, ma ha addirittura vinto.

Il che ha dato la stura ad uno spumeggiante rincorrersi di commenti positivi ed entusiastici: in prima fila, com'era da attendersi, i movimenti per i diritti dei gay e dei transessuali.

Coloro che mi hanno stupito di più sono stati, ancora una volta, i signori di Rifondazione.

Il segretario del partito ed ex ministro del governo Prodi, Paolo Ferrero, gli ha subito offerto una candidatura alle prossime europee.

Il giornale del Partito, 'Liberazione', ha fatto di più e di meglio: ha pubblicato in prima pagina una foto di Luxuria accompagnata da un vero e proprio peana a firma di Angela Azzaro.

La quale ad un certo punto si chiede (anche lei!): 'Vladimir come Obama?'.
**

E si risponde:
'E' un po' esagerato, ma fatecelo dire. Con il primo presidente afroamericano che va alla Casa Bianca si rompe il pregiudizio che per più di un secolo ha tenuto un popolo lontano dalla più importante istituzione americana, con Vladimir all'Isola si rompe il tabù dell'eterosessualità a tutti i costi'.

E non contenta e senza più remore ringrazia anche Simona Ventura per avere tirato su non solo gli ascolti
'ma anche il nostro morale'. (plurale maiestatis, spero, visto che il mio è andato ancora più giù, nell'occasione).

La stessa grande firma di Liberazione, en passant, bacchetta tutti coloro che non condividono il suo entusiasmo etichettandoli come moralisti e bigotti.

Ma quale moralismo, eccelsa Azzaro!

Che c'entra la bigotteria con L'isola dei famosi!

Era un programma spazzatura, trash, e tale è rimasto nonostante la partecipazione e la vittoria di Luxuria.

Che, sicuramente, con la sua presenza non ha spostato in avanti di un millimetro la mentalità degli italiani, nemmeno di quelli che l'hanno votato.

Un giornale come Liberazione dovrebbe smascherare continuamente i meccanismi perversi di questa televisione che ha consegnato il Paese nelle mani del signore delle televisioni.

Altro che incensare la Ventura e sciogliere epinici all'Isola.

Che Liberazione esulti è proprio un segno dei tempi, della gran confusione dei tempi.

Soprattutto della gran confusione che regna nelle teste di chi dovrebbe fare gli interessi della parte più debole della popolazione.


In questa totale perdita di punti di riferimento diventano, ahimè, chiari alcuni eventi che avevano destato stupore e perplessità.

Innanzi tutto si capisce perché Berlusconi, con il suo partito personale, abbia vinto a man bassa le ultime elezioni.

Diventa chiaro perché Rifondazione e tutta la compagnia di sinistra sia sparita dalle aule parlamentari.

Con queste premesse è anche evidente che il dominio del cavaliere si protrarrà a lungo nel tempo.

A meno di eventi clamorosi che, in ogni caso, avranno poco a che fare con questa Rifondazione.



* Qualche giorno fa, imbeccato da uno dei suoi fan a proposito del non completo servilismo del TG3, Berlusconi ha buttato là: bisognerebbe non pagare più il canone, per questa Rai.

Come ho detto sopra, l'improntitudine non ha più limiti: non contento di governare l'Italia anche grazie a molti programmi RAI, pretenderebbe che tutti ma proprio tutti, accettassero senza fiatare le sue direttive e fossero anche prodighi di lodi e di ringraziamenti.



** Perché non lasciate stare Obama?

Che c'entra la Carfagna con Obama?

Cosa c'entra Luxuria con Obama?

Assolutamente niente.

Perché dileggiare il neo Presidente americano?

Perché volgarizzarlo prima del tempo?

Non si può proprio tenere a freno l'ormai generalizzata spudoratezza?

























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