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lo smerdatore universale

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ferragosto 2010


lo SMERDATORE universale



Trascorrendo agosto in Italia, non è possibile evitare di essere trascinati nel pollaio della 'nostra' politica.

Avevo giurato a me stesso che non me ne sarei occupato, almeno per questo periodo.

Chiedo scusa e mi concedo quest'unica breve parentesi.

(Mi auguro che gli eventi facciano sì che sia veramente la sola)

Fin da quando si è presentato agli italiani, ho sempre considerato il padrone delle televisioni come l'individuo più pericoloso non tanto per la politica, quanto per la società italiana.

C'era chi temeva
Fini e Alleanza Nazionale e chi puntava il dito contro Bossi e la Lega Nord: io insistevo nell'affermare che l'unico personaggio deleterio per il nostro Paese era Lui, solo Lui.

I fatti mi hanno dato ragione.

Ancora adesso mi stanno dando ragione, giorno dopo giorno.


Mi dispiace solo che tanti l'abbiano capito troppo tardi, che alcuni si ostinino a non capirlo, che chi l'ha capito faccia finta di niente.

In realtà la verità nuda e cruda l'ha detta tutta
Bossi, nel 1994, quando, dopo aver rotto la maggioranza, ha cominciato a parlare del 'Mafioso di Arcore'; quando ha denunciato pubblicamente e a più riprese la collusione di Berlusconi con la Mafia e l'origine malavitosa dei suoi consistenti capitali.

Perché nessuno ha dato seguito a quelle accuse precise e circostanziate?

Perché non le hanno impugnate le opposizioni?

Perché non ha indagato la magistratura?


Quelle accuse sono state poi in qualche modo
confermate da numerose altre circostanze: *. la condanna per mafia di Mangano, lo stalliere berlusconiano di Arcore; *. i processi per mafia intentati contro Dell'Utri co-fondatore della fortuna politica di Berlusconi (senatore della Repubblica, per la vergogna di tutti noi, assertore convinto dell'innocenza del pluri condannato Mangano che continua a definire 'un martire'); *. le rivelazioni 'informate' di Spatuzza e del figlio di Ciancimino.

Nonostante tutto e tutti, il padrone delle televisioni è rimasto e rimane ben saldo in arcione.


Niente e nessuno sembra in grado di inchiodarlo alle sue malefatte.

Per alcuni motivi, sostanzialmente, tra i quali: + l'uso spregiudicato delle televisioni e dei giornali di proprietà o che sono sotto il suo controllo (il che vuol dire quasi tutte le televisioni e la carta stampata più scatenata e disinibita); + l'insipienza e la debolezza delle opposizioni che, anziché reagire unite con determinazione e a viso aperto, hanno pensato solo a dividersi e a combattersi per un piatto di lenticchie; + la totale cecità della Chiesa che invece di badare al costume e alla morale, quella vera, ha tenuto d'occhio unicamente il suo tornaconto materiale e il mantenimento del proprio risicato potere.

E siamo all'oggi.


Che è come ieri - ricordate il caso Boffo? - e forse, consoliamoci, è ancora meglio di ciò che potrà essere domani.

Chiunque osi contrastare la smania di potere assoluto che spinge il Padrone a reclamare per sé l'impunità totale ed eterna, viene messo sotto tiro dai suoi giornali di famiglia che non esitano a rimestare nel torbido per pescare e ingigantire qualche 'marachella' dei malcapitati di turno.

Adesso è la volta di Fini.


Naturalmente non mi voglio addentrare nell'analisi dei fatti che riguardano il Presidente della Camera: la storia della
casa di Montecarlo è ancora tutta da chiarire e non sta certo a me farlo.

Il punto non è questo.


Voglio addirittura dare per scontato che ci sia stata in Fini una certa disponibilità, verso il cognato: comunque una non integra sensibilità nei confronti della legalità.

Sfido chiunque (che sia magari arrivato attorno ai 60) a dimostrare di non aver mai infranto alcuna legge dello Stato, di non essere mai incorso in alcuna contravvenzione, di non aver mai violato alcun regolamento né alcuna norma dei codici dello Stato o di qualsivoglia altra pubblica Istituzione.

In che cosa consiste l'abilità del padrone delle televisioni, del despota della politica italiana, dello smerdatore universale?

Nel nascondere i suoi misfatti, grandi come iceberg, e nell'ingigantire le colpe 'ordinarie' dell'oppositore di turno.

E mentre riversa tonnellate di fango e di vera e propria merda su chi vuol distruggere, acceca il mondo intero rendendolo incapace di vedere i suoi crimini.

Pompe irradiatrici di questa melma asfissiante sono, naturalmente, 'Il giornale' e 'Libero': che qualcuno si ostina a considerare 'quotidiani', che le rubriche della Rai 'indipendente' inseriscono ogni giorno con il massimo risalto tra i giornali 'indipendenti'.

Non so come andrà a finire: non conosco le capacità reattive e la forza di resistenza di Fini e meno ancora mi sono note quelle dei suoi.


Non ho tuttavia molti elementi per essere fiducioso.


+ La Lega Nord.

Con tanta chiarezza, ai suoi albori, aveva messo a fuoco la 'situazione' del 'cavaliere', poi si è turata il naso e le orecchie e bendata gli occhi: pur di conseguire il suo obiettivo - il federalismo - sembra disposta a rinunciare ad ogni forma di legalità.

+ Il popolo italiano …

Mi dispiace pensarlo e dirlo ma del popolo italiano, in quanto maggioranza, non ho alcuna fiducia.

Quel che ha fatto di buono negli ultimi due secoli di Storia l'ha fatto come minoranza: mi riferisco al Risorgimento e alla Resistenza.

Come massa ha sostenuto e comunque accettato il regime di Mussolini e, ai nostri giorni, la dittatura televisiva dello 'smerdatore' di Arcore.


Ci è voluta la seconda guerra mondiale per strappare Mussolini al popolo italiano: non oso immaginare che cosa ci vorrà per togliergli il 'mafioso milanese'.

+ L'opposizione.

Qui il discorso si fa doloroso e la mia pena rasenta l'insopportabile.

Mi rendo conto che il 'cavaliere dell'etere', per tutta una serie di motivi, è un osso duro da combattere ma il centro sinistra, per un certo periodo, ha pure avuto in mano le redini del governo.

Ebbene, com'è noto, in tutto quel tempo l'opposizione non è riuscita a varare una riforma della televisione, a votare una legge sul conflitto di interessi, ad approvare una riforma elettorale seria e 'democratica'.

Non solo.

Non sono mancati i momenti, come l'attuale, in cui il padrone delle televisioni si è trovato in difficoltà: che cosa ha fatto l'opposizione?

Assolutamente niente.

Anzi, di tutto pur di favorire la rinascita del piccolo despota.

(Ne sa qualcosa D'Alema)


Sembra che non abbia ancora capito che, al momento, il vero e unico pericolo per la democrazia in Italia è lui e solo lui.

E così perde il suo tempo a disquisire sulle alleanze, inventandosi sempre dei motivi per escludere qualche potenziale alleato: quando sarebbe necessario tirar dentro anche il diavolo, pur di conseguire lo scopo.


Siamo vicini a ferragosto e non mi va di concludere con un messaggio di totale impotenza.


Non voglio cedere al fatalismo.

Voglio sperare che, prima o poi, succeda qualcosa.


Anche
l'imponderabile ha un suo ruolo nella storia.

A volte basta un niente per mettere in moto dei meccanismi fino a poco prima inimmaginabili.


E' successo che una pioggia abbia deciso il destino di una battaglia che, a sua volta, ha determinato le sorti di popoli e nazioni.

E' sufficiente un raffreddore o una indigestione per portare alla rovina una persona, anche la più potente della Terra.

E' l'imponderabile, appunto.

Il 'non previsto' che parte in sordina e che piano piano riesce ad ingrippare anche il motore più oleato.

E' un evento che potrebbe anche non verificarsi ma che nessuno può escludere a priori.

A questo affido le mie speranze.

In questo confido.


BUON FERRAGOSTO!
















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