ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


MARZO

2007-2010 > 2010 > GIORNO PER GIORNO

LUNEDI' 28 MARZO 2010


il baciamano a Gheddafi


http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-bacia-la-mano-di-gheddafi/44664?video


Una cosa che non avrei mai voluto vedere: un 'nostro' presidente del consiglio dei ministri che bacia la mano del dittatore Gheddafi.

E' vero che gli italiani, in Libia, al tempo della colonizzazione, hanno commesso crimini orrendi: ne abbiamo fatto pubblica ammenda e ci siamo impegnati per sostanziose riparazioni.


E, in ogni caso,
nessun bacio al mondo può cancellare delle atrocità.

Baci che, se mai, andrebbero dati agli 'offesi' o ai loro discendenti.


Non a un dittatoruncolo che si è imposto nel suo Paese con la forza e che lo governa con il pugno di ferro.


Non riesco a trovare per quel gesto giustificazione alcuna.


Forse solo il 'baciatore' ne conosce le arcane motivazioni che devono essere, per forza, collegate non al decoro e alla dignità nazionali, ma ai suoi personalissimi e crassi interessi.


Quel bacio aumenterà ancora di più la ricchezza sua e quella dei suoi figli: forse anche quella dei suoi amici e sodali.


Ma che pena per gli italiani comuni.

E, se permettete, che vergogna!





SABATO 27 MARZO 2010

raccomandazioni e connivenze


http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/27/news/parentopoli_bertolaso-2932413/


Fino a quando i giovani, neo laureati, neo diplomati e non, accetteranno questo sistema?

Fino a quando lo subiranno in silenzio gli adulti che hanno figli e nipoti in cerca di un posto di lavoro
?

Possibile che tutti abbiano la possibilità di 'sistemarsi' grazie alle amicizie, alle conoscenze, agli intrallazzi e alle raccomandazioni
?

Non c'è forse una maggioranza che sa di restare fuori?

Di essere preventivamente 'condannata'?

Che fa, questa maggioranza?

Niente?

Va bene così?

Allora va bene così.

Con tanti auguri.








GIOVEDI' 25 MARZO 2010

aborto e pedofilia



Emergono ogni giorno nuove rivelazioni e nuovi scandali (vedi link sottostanti).



http://espresso.repubblica.it/dettaglio/preti-pedofili-a-processo/2123509/8

http://www.nytimes.com/2010/03/25/world/europe/25vatican.html?hp

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/PEDOFILIA-DUE-VITTIME-USA-DIFFONDONO-VOLANTINI-A-SPIETRO/news-dettaglio/3763801


Coinvolgono sempre più pesantemente le alte gerarchie cattoliche, lambiscono in maniera significativa perfino il papa.

Le precisazioni del
padre gesuita Federico Lombardi, addetto alla sala stampa vaticana, sono sempre più 'ansimanti' e inadeguate.


Più che fugare perplessità e dubbi, li suscitano.


La Chiesa tenta di correre in ogni modo ai ripari, ma non riesce ad arginare questo vero e proprio tsunami che, se non la travolge, sicuramente la 'sporca', forse in maniera indelebile.

Ad oggi, l'unico uomo politico che si sia lanciato in una difesa non richiesta e acritica della gerarchia ecclesiastica è lui,
Berlusconi.

Naturalmente è intervenuto senza conoscere minimamente i dati di fatto, senza preoccuparsi del fondamento delle sue parole, ma solo per calcolo politico, in vista delle elezioni.

Senza nemmeno valutare un possibile effetto boomerang.


Ma lasciando da parte il personaggio che, si sa, è abituato a ben altre performances in fatto di verità e di aderenza ai dati di fatto, torniamo alla Chiesa e alle sue prese di posizione.


Non mi va di fare il bacchettone o il moralizzatore inflessibile: anche se le violenze sessuali su bambini sordomuti sono, a mio modesto parere, particolarmente gravi e odiose.


Sono serenamente convinto che tutti gli uomini possono sbagliare: TUTTI.

Anche chi è investito della massima autorità morale e spirituale.


Ma quando ti viene dimostrato che hai sbagliato e in maniera anche grave, allora non ti rimane altro che chiedere perdono, pagarne le conseguenze e rifugiarti nell'umiltà del silenzio.


(
Come ho scritto in una mia recente riflessione: http://www.onlywordsnoblog.net/la_pedofilia_nella_chiesa.html )

Lungi dallo stare zitta, la Chiesa non ha perso l'occasione di intervenire pesantemente nella campagna elettorale per le regionali, ritirando fuori la vexata quaestio dell'aborto (vedi più sotto il mio intervento di martedì).

Con tutta la buona volontà non riesco a capire questa ostinazione nel voler difendere il feto, sempre e comunque, e la corrispondente indifferenza verso chi non è più feto, ma persona viva e senziente a tutti gli effetti.

Mai una parola sulle donne che si trovano ad affrontare il dramma indicibile dell'aborto; parole di circostanza su quei poveri bambini indifesi e malati, costretti a subire la violenza psicologica e i brutali assalti fisici dei ministri di Dio.


A volte mi sembra che la Chiesa si comporti come ha fatto Bush a Haiti:
http://tv.repubblica.it/copertina/bush-si-pulisce-la-mano-su-clinton/44480?video :
con finta umanità e molta ipocrisia.




MARTEDI' 23 MARZO 2010

quaresima e voto



'La Stampa' scrive che '
casualmente' il card. Bagnasco ha deciso di riunire il parlamento dei vescovi italiani il 22 marzo, a una settimana dal voto.

Ci si aspettava che, data la
quaresima e visti i recenti episodi che hanno scosso la Chiesa, il cardinale recitasse un contrito mea culpa e invitasse tutti alla penitenza.

Le prime pagine della sua
prolusione sono dedicate alla pedofilia degli ecclesiastici: la scabrosa questione è sommersa in un tale profluvio di citazioni (soprattutto da Benedetto 16°) che alla fine non si capisce se ci sia più commiserazione per i preti caduti nel peccato o dolore per i bambini violentati.

Il corpo centrale del documento richiama la
crisi economica, l'importanza del lavoro e il dramma dell'immigrazione. Con espressioni e riflessioni che sono spesso condivisibili.

Tutta la parte finale è dedicata alla difesa della vita e alla condanna dell'aborto. (*)


Qua il cardinale chiama a raccolta i cattolici affinché votino per i candidati antiabortisti.

La Chiesa ritorna alla campagna degli anni '70: una campagna politica che la vide perdente, perché la maggioranza degli italiani e quindi anche larga parte dei cattolici, difese la legge e respinse il tentativo della Chiesa di risospingere le donne nelle mani delle mammane e dei praticoni.

L'invito del cardinale a difendere i valori della vita e della famiglia da chi è stato raccolto?


Dal centro destra, naturalmente, che, a partire dal suo capo, non ha mai seguito né segue la dottrina della Chiesa sulla famiglia.

Ma tant'è.

Cosa c'entra l'aborto con le elezioni regionali?

Assolutamente niente.

Ma, come si sa, una mano non si nega mai.


Qualche giorno fa
Berlusconi ha impegnato tutto il governo italiano a sostegno di Benedetto 16° e della sua posizione sulla pedofilia: prendendo spunto dalla lettera del papa ai cattolici irlandesi.

Cosa c'entrava?

Assolutamente niente.


Oppure c'entrava il fatto che qualche giorno dopo Bagnasco ha espresso pubblicamente la sua intenzione di voto (dimenticando che i cattolici sono così maturi da votare, quando lo ritengono opportuno, anche contro le indicazioni delle gerarchie).

Berlusconi e Bagnasco (B&B), non so se in base a un preciso accordo, hanno deciso di aiutarsi reciprocamente: dovrebbero, in realtà, lavorare nella più assoluta autonomia e indipendenza ma, in caso di bisogno, come detto sopra, una mano non si nega mai.

Una mano lava l'altra.

E tutt'e due mantengono il potere.


Il prossimo passo sarà un intervento del cardinal Bagnasco dal palco di una manifestazione del Pdl, con tanto di mano di Silvio sulla spalla.

E un'accorata prolusione di Berlusconi all'assemblea dei vescovi italiani.

Che bel 'quadro' quaresimale!

Che lezione di alta spiritualità!


(*)

L'aborto
non è certo una passeggiata: nessuno l'ha mai detto.

E' sempre stato e rimane un dramma tremendo, prima di tutto per la donna che vi si sottopone.

Tuttavia, è a volte una tristissima realtà.

La 194 del 1978 non introduce l'aborto (che è sempre esistito) né, tanto meno, lo favorisce.

Semplicemente regolamenta una incresciosa necessità.

Assiste alla luce del sole le donne (le famiglie) che sentono di non poterne fare a meno: evitando loro il calvario dell'aborto clandestino.

Che tante volte, con il feto, si porta via anche la madre.

E' quindi una legge che impedisce allo Stato di bendarsi gli occhi e che tutela la vita delle donne.

Per questo gli italiani, cattolici e non, hanno sempre respinto ogni tentativo di abrogarla.






DOMENICA 21 MARZO 2010

1)

amore ... amore ... basta!




'L'amore vince sempre sull'odio'


Sembra lo slogan di un movimento religioso, di uno setta evangelica.

E invece era lo striscione principale della manifestazione del Pdl.

Naturalmente il raduno era punteggiato da molti altri cartelli dello stesso tenore.

Già ho parlato della questione più volte: spero di non ripetermi e mi auguro che sia l'ultima volta.


Amore e odio non sono due categorie politiche: hanno a che fare con la morale e con la psicologia.

In politica non hanno alcun significato.

Tanto è vero che mai nessuno vi era ricorso,
prima.

Le ha introdotte chi ne parla continuamente.


Le ha introdotte il signore delle televisioni quando è entrato in politica, lanciando contro tutti gli oppositori una violenta campagna d'odio, appunto.

Ha cominciato lui a usare l'odio come arma politica, pretendendo amore dagli avversari.


D'altra parte
basta guardarlo quando parla: se avete cuore e fegato, rivedetevi i video del suo discorso di ieri, guardate bene la sua faccia, analizzatene le espressioni (per non dire delle parole) e vedrete quanto amore esprimono.

Se poi non siete convinti guardate le facce dei Bondi, dei Cicchitto, dei Gasparri, dei Capezzone, dei Bonaiuti ... e constaterete come l'amore si sia fatto carne e sia disceso tra noi.

Hanno inventato questa storia per incantare i gonzi:
spargono livore, disprezzo e acredine e pretendono in cambio riconoscenza, rispetto e ammirazione.

Vogliono, con ogni mezzo, controllare tutta l'informazione ed esigono in cambio silenzio e acquiescenza.

Pretendono di addomesticare la magistratura e chiedono onore e venerazione.

Non è chiaro, ancora?





2)

i due mondi



Da qualche tempo ho scoperto che
esistono due mondi.


Uno sponsorizzato dal padrone dell'etere e da tutti i suoi fedeli servitori (meno, per la verità, dal ministro dell'economia): è il mondo del tutto va bene, della crisi che non c'è mai stata e che comunque è già superata, dei consumi che tirano, delle imprese che ricominciano a produrre a buon ritmo, dei posti di lavoro che ci sono basta volerli e basta sapersi adattare, delle scuole che educano e istruiscono a dovere, dell'università che sforna laureati con in tasca la chiamata professionale, della sanità che funziona, dei rifiuti che non esistono, dell'energia nucleare che ci salverà ...

L'altro è il mondo che vive fuori dalla maggior parte dei palinsesti televisivi, quello delle famiglie e dei giovani, delle piccole medie imprese, della gente che incontri per strada o che abita nel tuo stesso palazzo: è il mondo della crisi, della difficoltà di arrivare a fine mese, delle fabbriche che chiudono, delle multinazionali che se ne vanno, del lavoro assente e, quando va bene, precario, delle scuole che non preparano, delle università che sfornano sotto occupati, nella migliore delle ipotesi, dei rifiuti che soffocano Palermo e che qua e là ricompaiono in Campania, dell'acqua che da bene indispensabile viene trasformata in occasione di guadagno per i privati ...

I signori del primo mondo bollano i secondi come pessimisti e disfattisti.

Chi illustra il secondo mondo considera i pittori del primo, dei demagoghi e degli imbroglioni.


Non sarà mica che il primo è il mondo dell'amore e il secondo quello dell'odio?

Dove sta la verità?


Credo che tutti coloro che hanno una qualche capacità di guardarsi intorno e di leggere la realtà hanno gli strumenti per farsi una propria meditata opinione.

Io, per conto mio, credo di averla.


E non credo che, in questo caso, la verità stia nel mezzo: come pretende la saggezza antica.

Forse starà a tre quarti.

Non nel mezzo.









VENERDI' 19 MARZO 2010

al ladro, al ladro!


L'ex vice presidente della Regione Puglia Frisullo, del Pd, è stato arrestato per associazione a delinquere, corruzione e turbativa d'asta.

E' stato incastrato da quel
Tarantini che ha orchestrato il giro di prostitute a favore di Berlusconi.

Sono sempre stato nel campo progressista e ho sempre votato da quella parte: lo dico e lo ripeto per sgombrare ogni equivoco.


Ho sempre pensato che quelli di sinistra dovevano mantenersi immuni da certi vizi e, comunque, dovevano evitare nel modo più assoluto certe pratiche.

Per un po' di tempo questo, forse, è stato vero.


Poi le cose sono cambiate, per l'area progressista direi che sono peggiorate: anche al vertice della sinistra si sono installati dei comitati di affari che hanno cominciato a interpretare il loro ruolo politico non tanto come servizio ma come occasione per profitti personali.

E così, anche dentro la sinistra, sono comparsi i ladri e i profittatori.


Lo riconosco, con fastidio e dolore ma lo ammetto senza alcun giro di parole.

E bene fa la magistratura a perseguire i reati, chiunque sia a commetterli, qualunque sia l'area politica di provenienza del delinquente.

E tuttavia continuo a pensare che la sinistra possa recuperare le sue tradizioni di moralità e di pulizia, visti gli ideali che sono condivisi da tanta parte del suo popolo.



Detto questo vorrei fare alcune osservazioni.


*
Proprio l'altra sera
La Russa, con la delicatezza e il self control che lo contraddistinguono, ha urlato dentro i microfoni di Linea notte che i magistrati di Trani sono degli agitatori politici avendo notificato a Berlusconi un avviso di garanzia, proprio alla vigilia delle elezioni.
Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa di questo arresto.

*
I fogli (ma come si fa a chiamarli giornali? quotidiani?) di casa Berlusconi oggi titolano: 'c'è chi telefona e chi ruba' (
Il Giornale); 'soldi e escort della sinistra' (Libero). Con quale credibilità due 'strumenti' che non hanno fatto altro che difendere a spada tratta il loro padrone investito da ben altre e più pesanti accuse, oggi vestono il saio dei moralizzatori e plaudono a quei giudici che hanno insultato, destabilizzato e vilipeso fino all'altro giorno?

*
Discorso analogo vale per il
Pdl. E' guidato dal signore delle televisioni che è stato ed è inquisito per una miriade incalcolabile di illeciti di ogni tipo e misura; ha al suo interno tipi come Cosentino di cui è stato perfino chiesto l'arresto per collusione con la camorra e che ha invece difeso con tracotanza fino al punto da non obbligarlo nemmeno a dimettersi da sottosegretario; ha applaudito in Senato quel tal Di Girolamo che è stato costretto alle dimissioni e che è subito stato arrestato per riciclaggio e collusione con la mafia.
Un partito del genere, che ha cercato in tutti i modi di screditare la magistratura, ora gongola perché dei magistrati (questi sì bravi!) hanno fatto arrestare un amministratore periferico dell'opposizione.


Questi sono i tempi.


E l'informazione televisiva, totalmente asservita, batte la grancassa a sostegno del capo.

Il re dei ladri bacchetta le mani del bambino che ha rubato il lecca lecca.


Sarebbe come (per rifarmi alla mia ultima riflessione) se una organizzazione di pedofili puntasse il dito accusatore contro la Chiesa per i casi di pedofilia che sono stati scoperti al suo interno.


E' l'ora dei briganti che rompono le ossa del viandante che per strada ha raccolto un grappolo d'uva.






DOMENICA 14 MARZO 2010

odio proiettato = amore


Ho già detto che parlare di odio e amore in politica non ha alcun senso.


Ma vista l'insistenza e la vera e propria pervicacia con cui una certa parte politica si ostina ad usare queste categorie, voglio offrire qualche altro chiarimento.

Chi ha studiato un po' di
Psicologia sa che uno dei meccanismi di difesa dell'io è la proiezione: un soggetto (o dei soggetti) attribuisce agli altri (gruppi, persone, simboli, istituzioni) pulsioni o sentimenti negativi che, in realtà, caratterizzano la propria personalità.

Cioé:
*. una persona o un gruppo sono talmente trasportati da passioni negative da non riuscire a liberarsene; *. non possono tuttavia ammettere davanti alla propria coscienza di essere così malvagi e così impotenti; *. allora attribuiscono quei sentimenti negativi agli altri, preferibilmente agli avversari, in modo da poter combattere quelle pecche senza doverle riconoscere come proprie.

Freud dice che l'operazione funziona fino ad un certo punto: ci sono infatti delle manifestazioni della persona (lapsus, gesti impulsivi, qui pro quo, atti mancati...) che, soprattutto in momenti di grande tensione psicologica, possono palesare la natura vera dei sentimenti e riportare ai legittimi 'proprietari' le 'negatività' attribuite agli altri.

E così vediamo
il principe dell'amore che con la mascella contratta, i denti schierati e gli occhi fuori dalle orbite urla al suo interlucotore, che tanto ama e da cui è odiato: 'vergogna!', 'villano!', 'lei si deve fare schifo!'

L'esegeta dell'amore, il piduista Cicchitto che, lui ex socialista Lombardiano, non sopportando il fatto di stare al governo con gli ex missini e i 'razzisti' della Lega, grida agli avversari: 'i veri fascisti siete voi!' Con un atto proiettivo spudorato, nell'estremo tentativo di liberarsi di quella che, evidentemente, nell'inconscio considera una scelta (la sua) dissennata.

Il 'dandy' dell'amore Gasparri, che dedica le 25 ore della sua giornata a preparare le 2 o 3 frasette televisive che poi quotidianamente riversa sui microfoni dei giornalisti compiacenti, con le sue labbra umide e gli occhi strabuzzati spara cannonate di insulti 'amorosi' all'indirizzo degli avversari che non capiscono la natura del suo amore.

Il guitto dell'amore Bonaiuti che per età dovrebbe evidenziare un qualche barlume di saggezza, è sempre alla ricerca dei termini più offensivi, delle espressioni più ingiuriose per gratificare con amore gli avversari del suo cavaliere, sguazzanti nell'odio.

Il monsignore dell'amore Bondi che sembra sempre sul punto di benedirti e di assolverti da tutti i tuoi peccati e che poi, senza alcun preavviso, lascia partire una tale raffica di insulti e di minacce che, probabilmente, scatenerebbero una qualche reazione perfino in Lorenzo, il santo che per amore si è fatto rosolare dai carboni ardenti.

L'Uriah Heep dell'amore, Capezzone, tutto occhiali e ipocrisia, che sprizza amore puntuto e pungentissimo da ogni poro della sua faccia di tolla, tanto che, a sentirlo, si entra in una tale confusione da non sapere più che cosa sia l'amore e che cosa l'odio.

L'alfiere dell'amore La Russa, che abbiamo visto in azione qualche giorno fa contro l'incauto free lance Carlomagno che osava porre all'Unto una domanda non concordata: tutti hanno constatato con quanto amore inveisse contro il malcapitato, con quanto amore lo spintonasse e con quanto amore continuasse a battergli in testa, trattenendo a fatica quella mano che voleva romperla, quella testa. Tutti hanno capito l'entità dell'amore da cui era mosso quando Carlomagno lo ha gratificato di un bel 'picchiatore fascista'.

Insomma.


Perché non la finiscono con questa storia grottesca e ridicola dell'amore e dell'odio?


Semplicemente
perché chi ama non la smette mai di amare i suoi avversari, di combattere l'odio fino alle estreme conseguenze.

Come i crociati che amavano talmente Gerusalemme da sterminare tutta la sua popolazione, una volta penetrati dentro la città.

Come i santi padri dell'inquisizione che amavano talmente i cosidetti eretici da torturarli fino a far assaggiare loro, prima della morte, tutte le infinite modulazioni del dolore.

Come i cardinali di santa romana chiesa che hanno amato talmente il libero pensatore Giordano Bruno da farlo bruciare nel rogo di Campo de' Fiori.

...


L'amore è incontenibile e non ha limiti: nella versione adottata dal signore delle televisioni ha una forza dirompente e distruttiva disposta a tutto, pur di trionfare.

La stagione dell'amore, è bene ripeterlo, non esisteva prima dell'avvento del cavaliere.

Nessuno ne sentiva il bisogno.


C'è solo da augurarsi che finisca al più presto portandosi via l'ideatore con tutti i suoi scudieri.





MERCOLEDI' 10 MARZO 2010

stop ai computer in aula


Sembra essere questo lo slogan dei professori di alcune Università americane.

Come può accadere?


Il Paese che più di ogni altro, dopo il Giappone, aveva spinto per la 'informatizzazione' dell'istruzione, che addirittura aveva costretto il mondo intero a misurare il grado di avanzamento di un popolo dalla quantità e dalla qualità dei computer usati, adesso fa marcia indietro?

Non saremo all'inizio di una nuova moda?

Di un revisionismo radicale che parte dal cuore stesso della civiltà più avanzata?

Non lo so: tutto è possibile.

So solo che tutto ciò che proviene dagli USA va preso con le pinze.


Là, tutto è commissionato dal privato e anche l'inchiesta o la ricerca più asettica e neutra possono nascondere un qualche interesse, possono grondare dollari, più o meno apertamente.

Per quanto mi riguarda ho sempre considerato il computer e internet una delle più grandi innovazioni dell'era moderna, pari solo all'avvento della televisione (a mio modesto parere e per quanto riguarda la mia sensibilità, addirittura superiori).

Non ho mai pensato, tuttavia, che computer e internet potessero supplire lo sforzo e la ricerca personali.

L'acquisizione del senso critico, l'esercizio della creatività, la messa in campo della propria originalità non possono essere sostituiti da nessuno, nemmeno dal computer o da internet.


Questi ultimi sono degli stumenti sublimi e impareggiabili la cui conoscenza e l'utilizzo sono indispensabili da parte di qualsiasi persona che voglia, non solo stare al passo con i tempi, ma anche esercitare nell'attuale società un qualche ruolo culturale.

Computer e internet, tuttavia, non possono pensare in proprio, non possono elaborare alcunché di propria iniziativa, non possono rimpiazzare il percorso individuale e l'esercizio critico che competono a ciascuno.

Quando ciò avviene siamo alle solite: siamo alla solita massa che, da sempre, pensa per procura, pensa ciò che altri hanno pensato per lei al suo posto, pensa ciò che 'si deve' pensare, ciò che il capo pensa.

E siamo all'oggi.







DOMENICA 7 MARZO 2010


viva le donne (viva gli uomini) viva l'umanità



John Stuart Mill diceva che la mancata partecipazione delle donne alla vita sociale e politica costituiva una perdita irreparabile per l'umanità intera: per le donne ma anche per gli uomini.



Non c'è dubbio che l'apporto delle donne è fondamentale in tutti i campi.

Sono sicuro che se ci fossero più donne al vertice del potere, anche la vita politica sarebbe diversa.


L'unica osservazione che mi sento di fare è questa:
le donne dovrebbero essere presenti ai vertici della società in quanto donne, come se stesse, non come imitatrici di modelli maschili.

Spesso le poche donne presenti sulla plancia di comando del mondo, forse proprio perché sono poche, si comportano come dei maschi, a volte si sforzano di essere più maschi dei maschi.

Questo non cambia di una virgola lo stato delle cose, se mai lo peggiora.


Ci vogliono molte più donne, in alto, ma donne vere, donne in tutto e per tutto.

E' questo, a mio avviso, il vero significato dell'8 marzo.


Senza parlare di tutto ciò che la donna può dare, a se stessa e ai maschi, in fatto di valori, di sentimenti, di visione della vita, di idee e di fantasia creativa.

Senza le donne il mondo sarebbe molto più grigio e brutto di quanto non lo sia adesso.


E' l'umanità è ancora così tanto sofferente e opaca anche perché si ostina a tenere le donne ai margini della vita sociale.

Viva le donne, quindi e viva tutti noi!


<!-- Inizio Codice ShinyStat -->
<script type="text/javascript" src="http://codice.shinystat.com/cgi-bin/getcod.cgi?USER=picianchrono"></script>
<noscript>
<a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top">
<img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=picianchrono" alt="Contatore utenti connessi" border="0" /></a>
</noscript>
<!-- Fine Codice ShinyStat -->

















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu