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migrazioni (1)

2007-2010 > 2007 > SOCIETA'


Terzo articolo definitivo per la pace perpetua

(Immanuel KANT) -
Biblioteca Universale Laterza.

'Qui ... non si tratta di filantropia, ma di diritto, e perciò ospitalità significa il diritto di uno straniero di non essere trattato ostilmente quando arriva sul suolo di un altro ... Sinché quello straniero sta pacificamente al suo posto, non lo (si) può accogliere ostilmente...; ma questo diritto di ospitalità, vale a dire la facoltà dei visitatori stranieri, non si estende oltre le condizioni di possibilità di tentare un commercio con gli antichi abitatori. In questo modo continenti lontani possono entrare pacificamente in rapporti reciproci che in seguito vengono regolati da leggi, e così possono infine condurre il genere umano sempre più vicino ad una costituzione cosmopolitica.'



Questo articolo andrebbe letto attentamente nella sua completezza. Kant ha di mira, soprattutto, la politica coloniale e predatoria delle grandi potenze europee che, dice, 'fanno gran mostra di devozione, e ... mentre compiono ingiustizie come si trattasse di bere un bicchier d'acqua vogliono essere considerate elette quanto all'ortodossia di fede.'
Il problema è antico quanto la specie umana e, insieme, di piena attualità. Si potrebbe dire che quella umana è una specie itinerante visto che fin dalle sue origini africane è stata dominata dall'impulso a migrare.
Le ragioni sono state diverse nelle differenti epoche, come pure le modalità: costante, tuttavia, è stato l'impulso allo spostamento, al trasferimento di singoli e popolazioni in terre lontane.
Probabilmente solo nelle prime fasi dell'esistenza della specie umana questo evento è stato indolore, non ha cioè prodotto lotte intra specifiche: le prime comunità si saranno dovute confrontare con le condizioni ambientali e con la presenza di altre specie viventi, non con i propri simili.
Mano a mano che i nostri antenati esploravano il Pianeta, le migrazioni si sono trasformate in occupazioni, conquiste, guerre e massacri.
Come dice Kant, essendo la Terra rotonda, le popolazioni che si spostano sono destinate ad incontrarsi, prima o poi.
Sembra che l'estinzione degli umani di Neanderthal sia da attribuire a questo tipo di scontri.
Dal secolo scorso e fino ai nostri giorni le migrazioni hanno assunto forme e caratteri diversi. Non si può dire che siano cessate ma hanno assunto connotazioni più 'pacifiche'. Non solo, hanno anche invertito la direzione.
Mentre prima erano i popoli più forti e ricchi che si spostavano per occupare, depredare e risolvere i loro problemi demografici, dalla seconda metà del 19° secolo è cominciato un flusso ininterrotto dai paesi più poveri e deboli verso le aree più ricche e 'sviluppate'. Un esodo che si è via via rafforzato nel tempo e che pare a tutt'oggi inarrestabile.
Che crea tensioni e reazioni scomposte, che alimenta rifiuto e razzismo e che potrebbe anche preludere ad un bel bagno di sangue.
Il problema è delicato e va esaminato con attenzione: tenendo presente il maggior numero possibile di fattori in gioco, senza infingimenti o demagogia.
Prendendo a modello la pacata disamina di Kant.


(31/10/2007)

(SEGUE)























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