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migrazioni (fine)

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07/12/2007

(precedente)

Come detto il fenomeno non è di poco conto.
Nemmeno si può dire che sia facilmente gestibile.
Potrebbe essere governabile ad alcune condizioni.
Non facilmente realizzabili.
In ogni caso nessuno può farsi illusioni, sia che pensi alla repressione sia che faccia lo struzzo e ricorra alla demagogia.
Chi fugge dal buco nero, non si farà riportare indietro.
Preferirà morire, piuttosto.
Comunque, riproverà a scappare finché avrà forze e fiato.

Si può dare una risposta alle questioni sollevate ?

A) E’ necessario, anzitutto, che le grandi Istituzioni (per noi l’UE) sovra nazionali affrontino il problema con grande realismo.
Bisogna cominciare da subito una politica diversa nei confronti del cosiddetto sud del mondo.
Una politica che non può più essere di rapina ma di sviluppo e di benessere.
Bisogna fare in modo che le nazioni più povere, soprattutto se ricche di materie prime, arrivino ad un generale livello di tranquilla sussistenza che permetta loro di mantenere dignitosamente i propri figli.
Molti di coloro che fuggono non lo farebbero se potessero sopravvivere discretamente a casa loro.
D’altra parte la storia del ventesimo secolo ha dimostrato chiaramente che l’unica arma veramente efficace contro l’esplosione demografica è il benessere.
Per arrivare a questo bisognerebbe tagliare le unghie allo strapotere delle multinazionali.
E’ chiaro che non lo possono fare i governi nazionali.
Certamente potrebbero ottenere dei risultati organizzazioni come l’UE.

B) E’ urgente che qualcosa cambi anche all’interno dei singoli Stati.
Si devono introdurre cambiamenti nell'istruzione, nell’educazione, negli ambiti del lavoro e dell’assistenza.
Bisogna recuperare rapidamente alcuni valori fondamentali: di solidarietà, di rispetto, di reciprocità.
Bisogna fare in modo che i giovani possano seguire fin da piccoli le loro attitudini, che possano perfezionarle adeguatamente in modo da poterle spendere efficacemente sul mercato del lavoro.
E’ necessario provvedere ad una diversa distribuzione di stipendi, salari e appannaggi abbattendo privilegi e rendite di posizione.
Abbiamo tantissimi giovani disoccupati e tanti posti di lavoro che nessuno vuole più occupare: se fossero diversamente retribuiti quegli impieghi, non resterebbero scoperti neanche per un attimo.

Il problema non sta nell'invocare una più prolifica natalità (una riduzione delle nascite a livello planetario sarebbe una vera e propria benedizione per tutti) ma nella gestione di coloro che ci sono: dei bambini, dei giovani e degli anziani.
Se ci fosse più razionalità e più giustizia ci sarebbe anche un livello maggiore di autosufficienza.
E’ evidente che questi problemi non si possono risolvere con la sfera di cristallo.
E’ altresì chiaro che le iniziative da intraprendere sono impegnative e radicali.
Ma è pure lampante che se non ci si mette per quella strada, nessun’altra ricetta risulterà efficace.
A meno che non si voglia ricorrere a qualche calcolato sterminio di massa.
Ma allora sarà un’altra storia.

(FINE)

























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