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Mina, Grillo e la politica

2012


7 maggio 2012


Mina, Grillo e la politica




Chi è, in Italia, l'esponente più autentico dell'antipolitica?

Beppe Grillo?

Assolutamente no.

Chi allora?


L'interprete per eccellenza è la sublime Mina Anna Mazzini, in arte
MINA.

Ma andiamo con ordine.

Mi rifaccio a
due brani del blog di Beppe Grillo (cui rimando per chi volesse verificare e approfondire): il primo è una sorta di editoriale che spiega le ragioni del Movimento 5 Stelle; il secondo è una lettera di Mina a Grillo, in sostegno del suo movimento.


Quanto al PRIMO.


Si denunciano alcuni
misfatti delle forze politiche: #) mancato rispetto della volontà popolare espressa nei referendum; #) rifiuto del Parlamento di mettere in discussione le proposte di legge popolare; #) approvazione di una leggere elettorale che dà potere ai capi partito togliendolo al popolo elettore.

Quindi si avanzano delle
proposte di massima: §) abolizione del finanziamento pubblico dei partiti; §) riforma della legge elettorale per dare al popolo la possibilità di scegliersi i suoi candidati; §) introduzione del referendum propositivo senza quorum di sbarramento; §) obbligo di discutere le leggi di iniziativa popolare; §) bilancio partecipativo (immagino significhi l'introduzione di una discussione pubblica sul bilancio dello Stato).

Il documento si conclude constatando che
o il Movimento 5 Stelle avrà modo di affermarsi o ci sarà una nuova dittatura con 'ricerca furiosa dei colpevoli'.

Che dire?


Nulla di sconvolgente per una forza politica che si presenta come radicale alternativa a tutte le altre.

In fondo
la Lega, quando comparve (e anche dopo, per molto tempo, e ancora adesso) usò linguaggio, argomenti e metodi molto più incisivi e radicali.

Com'è finita la Lega?

A non fare quasi niente di quanto aveva promesso e agitato.


A fare molto per sé, sfruttando a proprio vantaggio tutti i meccanismi e le pratiche della 'vecchia politica' che intendeva affossare.

Non voglio certo demonizzare il Movimento di Beppe Grillo (anche se a lui piace tanto scovare nemici dappertutto).

Voglio solo dire che
si tratta di un movimento politico come tutti gli altri e che va valutato per ciò che propone (non mi riferisco tanto agli slogan, ma alle proposte operative vere e proprie) e per come ha operato o opera.

Ricordo che, nonostante il Movimento sia ancora in fasce, è già riuscito più volte a dividersi (in Piemonte, per esempio, e a Trento e magari anche in Emilia) e su questioni non di poco conto.

D'altra parte '
à la guerre comme à la guerre': se tu entri nell'agone politico, devi essere giudicato per quello che dici e per quello che fai, in rapporto alla gestione della 'cosa pubblica'.


Quanto alla SECONDA.


Mina imposta la sua lettera in chiave di ristrutturazione fisico-sessuale dei politici, in vista di una nuova battaglia nell'arena politica.

Nel senso che
i 'vecchi politici' sono tutti intenti a rifarsi il look, a ricostruirsi una verginità che inganni ancora una volta il popolo e lo induca a votare i soliti noti: che potranno così, poi, continuare a pascere la loro infinita brama di ricchezza e di potere.

In questa chiave Mina non ritiene di fare alcuna distinzione: coloro che fanno politica
sono tutti uguali e costituiscono un'indistinta ammucchiata pronta solo a spartirsi ancora una volta la torta.

Secondo lei, tuttavia, qualcosa è cambiato radicalmente: c'è una nuova maggioranza nel Paese che non è più disposta a farsi prendere in giro.

Questa maggioranza è costituita: +) da coloro che sono intenzionati a non votare; +) dagli indecisi; +) dagli aficionados della scheda bianca.

Spauracchio dei politici corrotti e interprete della nuova maggioranza è
Beppe Grillo che è destinato a scompaginare l'attuale scena politica.

Il potere ne ha così paura che ha decretato nei suoi confronti una sorta di ostracismo:
i giornalisti non ne scrivono mai, i politici non lo nominano nemmeno, le televisioni lo ignorano come se non esistesse.

Mi permetto
qualche osservazione, circa questo scritto di Mina che, naturalmente, rimane la più superba interprete della canzone italiana.

_-) L'ammucchiata: è un termine che usano solitamente coloro che vogliono fare piazza pulita dei politici esistenti per prenderne il posto.

Capisco che
l'attuale classe politica è di basso livello e che buona parte dei politici dovrebbe andare a fare un altro mestiere, ma l'idea dell'ammucchiata, del 'tutti uguali', proprio non mi va giù.

Sono sempre stato contrario alle definizioni sociologiche usate come clave.

Non accetto che si dica che i giovani d'oggi sono tutti indolenti o che i professori sono tutti ignoranti o che i medici sono dei macellai o che i preti sono tutti pedofili …

Lo stesso dicasi dei
politici: non è vero che sono tutti uguali.

Credo per esempio che ci sia una bella differenza tra un Donadi e un Gasparri, come pure tra una Finocchiaro e una Gelmini.

Saranno tutti di profilo abbastanza basso, manca il grande interprete, il trascinatore: siamo d'accordo.

Ciò non toglie che si debba necessariamente fare delle distinzioni tra coloro che i tempi mettono sul 'proscenio'.


Anche perché non è assolutamente detto che 'i nuovi' siano necessariamente migliori.

(Vedere il personale politico selezionato dalla Lega, tanto per non andare fuori tema).


_-) La nuova maggioranza ipotizzata da Mina corrisponde, nei fatti, alla famosa 'maggioranza silenziosa': personalmente non mi dà molta fiducia e mi fa anzi sentire un certo brivido giù per la schiena.

Se c'è una maggioranza, nella storia recente degli Stati europei, che ha veramente combinato 'le peggio cose', per dirla alla romana, questa è proprio la cosiddetta maggioranza silenziosa.

Che, a mio avviso, non va incoraggiata né tanto meno blandita ma, se mai, va erosa.


Nel senso che va resa consapevole, così da diventare protagonista sempre più attiva e responsabile della vita pubblica: quindi sempre meno 'silenziosa'.


_-) L'ultima osservazione riguarda Beppe Grillo.

Non mi pare che attorno a lui si sia steso una sorta di cordone sanitario che lo ha nascosto ai più.

Il suo non è certo un Limbo, ma è una platea sempre gremita e sempre in primo piano.

Lo so che Mina vive in Svizzera e forse non ha ben chiara la situazione italiana, ma le poche volte che accendo il televisore, 'incoccio' molto spesso in Grillo, così come lo ritrovo sfogliando giornali e siti internet.

Certo non tutti ne parlano in termini entusiastici ma non si può chiedere a chi è assalito di fare lo sponsor dell'assalitore.

In ogni caso le sue ragioni mi pare emergano chiaramente e chi vuol farsene un'idea meditata ne ha la possibilità.




PER CONCLUDERE


*. Beppe Grillo ha tutto il diritto di formare un movimento politico e di presentarlo alle elezioni.

Non si impanchi a martire perché non lo è: si prepari invece a governare, qualora gliene venga data la possibilità.

Si sottoponga al giudizio degli elettori e accetti di essere valutato per quello che è e per quello che dice: senza scagliare addosso a chi non lo vota accuse infamanti o lazzi inverecondi.

Il bello verrà dopo, quando si tratterà di operare le scelte.


In ogni caso
mi auguro che la sua 'irruzione' induca i politici, suoi avversari o suoi amici, non all'incipriata superficiale di cui parla Mina, ma ad un rinnovamento radicale di mentalità e di comportamenti: li spinga a riscoprire quell'idea di servizio che dell'azione politica dovrebbe essere l'essenza.


*. Mina. Nessuno le contesta il diritto ad esprimere le sue idee e ad accordare il suo appoggio a chi crede.

Mi permetto solo di suggerirle di usare con
maggior cautela certi concetti e di guardare alla realtà sociale e politica italiana con più attenzione. Magari anche con più empatia.

Lei, in fondo, (come anche Grillo) è sempre stata una privilegiata di quel complesso sistema su cui adesso spara ad alzo zero.


Personalmente la preferisco molto di più come interprete canora.

Usi la sua voce come sa e lasci stare la penna: non sono la stessa cosa.






















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