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mitridatizzazione

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13/09/2009


mitridatizzazione


Il termine deriva da Mitridate VI° Eupatore, il Grande, re del Ponto (132-63 a.c.).

Cercò di costituire un regno indipendente, comprendente le regioni orbitanti attorno al mar Nero e l'Anatolia (l'attuale Turchia).

In questo suo progetto, che lo vedeva opposto alla sempre più invadente potenza romana, tentò di coinvolgere tutto il mondo greco.

Fu sconfitto da
Silla, dal console Lucullo e, definitivamente, da Pompeo.

Temendo di essere avvelenato a tradimento, fin da giovane cominciò ad assumere piccolissime dosi di tutti i veleni allora conosciuti in modo da diventare immune rispetto alla loro letale azione.

Fu così che quando cercò di darsi la morte con il veleno, perché era inseguito da vicino dai romani, non riuscì a conseguire il suo scopo data la precedente 'cura'.

Dovette implorare un ufficiale della sua guardia affinché lo trapassasse con la spada.



Da questo re del Ponto derivano i termini italiani mitridatizzazione e
mitridatismo.

Che significano assuefazione, abitudine, immunizzazione.


Vuol dire che assorbendo giorno dopo giorno piccole dosi di idiozie, di falsità e di volgarità diventiamo 'capaci', ad un certo punto, di ingoiarne delle quantità massicce: senza battere ciglio, senza manifestare il minimo segno di rigetto.

Le stesse dosi, se proposte prima dell'allenamento', avrebbero, invece, scatenato una reazione di rifiuto immediata e radicale.

Questo è il principio su cui si basa
il successo di Berlusconi.

Che spiega come mai milioni di persone seguono certe trasmissioni che non dovrebbero attirare nemmeno un teleutente.

Che giustifica i fragorosi battimani che hanno accompagnato le parole usate da Berlusconi per ricordare Mike Bongiorno in piazza duomo a Milano.

Anche quando ha definito il defunto presentatore televisivo un
'eroe partigiano' (vedi il mio precedente intervento).

Nessuno ha pensato che forse, all'origine dei guai di Mike, c'è stata anche
la traumatica rottura di ogni rapporto con Mediaset, di cui Silvio Berlusconi è ancora il padrone.

Nessuno ha osservato che quell'eroe partigiano' era francamente eccessivo, una
smaccata adulazione post mortem messa in atto per ricavare, anche da un evento luttuoso, il massimo dei risultati.

In un momento non particolarmente felice sia sul piano privato che su quello pubblico. Per non parlare del 'clima' internazionale.

Perché tutto questo?

Perché non c'è stata in questa, come in mille altre occasioni simili, alcuna reazione?

Perché, invece, c'è consenso e, addirittura, adesione entusiastica?


Perché il popolo italiano è stato, a sua insaputa, mitridatizzato.

Questa tendenza a farsi mitridatizzare sembra una sorta di
malattia genetica del nostro popolo, visto che già è successo con il fascismo.

Per liberarsi di quella specie di
auto ipnosi oppiacea, ci volle la seconda guerra mondiale con le sue decine di milioni di morti e le devastanti distruzioni.

Di che cosa ha bisogno, oggi, il popolo italiano per 'lavarsi' il cervello dal berlusconismo?


















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