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Monti sì ... Monti no

2012


9 febbraio 2012


Monti sì ... Monti no



Non voglio ripetere quanto ho già più volte detto e scritto.

Cercherò di
riassumere e di chiarire il mio punto di vista.

Anche se, un consuntivo più preciso, si potrà fare solo alla fine.

Al di là di quello che penso io, su questo governo tecnico-politico, esistono
due scuole di pensiero.


*)
C'è chi vede in
Monti il salvatore della Patria, colui che ha risollevato l'Italia dall'abisso in cui era precipitata e l'ha riportata nel consesso delle grandi potenze europee.

In questa schiera militano gran parte dei più importanti media italiani, quasi tutta la stampa internazionale, uomini politici di varia estrazione, italiani e non.

*)
Ci sono poi coloro che pensano che
Monti sia il rappresentante, neanche tanto occulto, del capitale finanziario internazionale.

E' la longa manus delle grandi banche d'affari che vogliono rastrellare soldi per rimpinguare ulteriormente i loro già traboccanti forzieri.

Questo Monti è illustrato soprattutto dai media alternativi e da una robusta corrente di Internet.


Dove sta la verità?

Come sempre nessuno lo scoprirà mai.


Non so se sta nel mezzo ma credo fermamente che non stia, esclusivamente, in nessuno dei due punti di vista.

Qualcosa, in Monti, c'è di entrambi.

Quanto dell'uno e quanto dell'altro forse nemmeno lui lo sa.



Per quanto mi riguarda.


Com'è noto ho accolto quasi con entusiasmo l'arrivo di Monti: non ne potevo proprio più di Berlusconi e della sua cricca.

Vedere Monti che partecipa agli incontri con Sarkozy e Merkel, che ascolta e viene ascoltato, che offre contributi seri alla soluzione dei problemi e non battute o barzellette da caserma ... beh tutto questo quasi quasi mi riempie di orgoglio.

Per non dire delle conferenze stampa: non si sentono urla da osteria né risate da postribolo, ma persone che pongono le loro domande in inglese e un presidente del consiglio dei ministri che capisce ciò che gli viene domandato e che a sua volta risponde in inglese.


Converrete che, rispetto a prima, non si tratta di un semplice salto ma di una vera e propria palingenesi.



Poi è arrivata la
stangata, la tosatura, la bastonata secca tirata brutalmente sulla testa del popolo, i cui effetti, tra l'altro, sentiremo sempre di più con il passare del tempo.

Non che mi aspettassi il solletico.

Ero e resto convinto che qualcosa doveva fare anche il popolo perché, come ho già detto, dello stratosferico debito accumulato, ne hanno approfittato un po' tutti, popolo compreso.

Pensavo tuttavia, e lo penso ancora, che l'operazione 'sacrifici' dovesse cominciare dall'alto o, quanto meno, in contemporanea.

Invece no: 'i piani alti' resistono ancora quasi intoccati nella loro Fortezza Bastiani.

Per tutta una serie di motivi, si dice, di capziosità, dico io.


Ne elenco quattro.


*) I politici decidono per proprio conto su quanto e come tagliare dei loro privilegi.

La legge, quindi, non è uguale per tutti: la massa dei cittadini non può neanche aprire bocca sui provvedimenti che la riguardano, una minoranza può invece decidere personalmente sui propri 'sacrifici' (sic!)

*) Non si possono toccare i diritti acquisiti.

I diritti acquisiti delle categorie popolari sono carta straccia: si possono eliminare dalla sera alla mattina con poche parole.

I diritti acquisiti di una minoranza sono invece dei pilastri intoccabili e immodificabili.

*) Non è ben chiaro il sistema dei privilegi per cui non si sa bene dove e quanto colpire: per rastrellare soldi nei 'piani alti' ci vuole molto tempo, mentre era necessario reperire una cifra consistente in poco tempo.

Ci sono innumerevoli ricerche sociologiche, dati ministeriali, libri di successo che da anni dipingono e fanno piena luce sull'intrico dei privilegi, dei vitalizi, dei doppi o tripli incarichi, degli enti inutili, delle presidenze puramente decorative ma oltremodo onerose per le casse dello Stato …

Era tutto chiaro: bastava volerlo.


*) La quantità di danaro che si può raccogliere colpendo la parte alta della società è in fondo poca cosa: servono grosse cifre.

Non è vero: se si guarda bene si possono recuperare centinaia di milioni di euro con i quali si potrebbe, ad esempio, finanziare il lavoro di migliaia di giovani ricercatori.

Di fatto, a oggi, i soli veri colpiti dal nuovo governo sono le masse popolari.


Che cosa si è fatto per i 'piani alti'?


Qualche liberalizzazione (mezza abortita), qualche incursione della guardia di finanza (con grancassa dei mass media), alcuni tagli su ipotetici futuri aumenti (tanto hanno dato finora Camera e Senato) … :
molte parole, tante anticipazioni, poco 'arrosto'.


Di fatto è tutto fermo, tutto al suo posto: i doppi tripli incarichi dei magistrati, i privilegi degli alti burocrati, il feudale potere delle baronie universitarie e ospedaliere, i vitalizi e gli appannaggi dei politici …

Niente è stato ancora toccato.


Come
niente è stato fatto a proposito delle televisioni: per non scatenare le ire del principale sostenitore.

Si dice che, in fondo, questo governo ha solo pochi mesi di vita.


E' vero: ma in pochi giorni è stato capace di 'mettere a posto', tra l'altro, un capitolo intricatissimo come quello delle pensioni mentre non è stato in grado di intervenire in maniera efficace negli strati alti della società.

Aspettiamo!


Poi si è saputo che Monti, all'Epifania di quest'anno, ha trasferito dalle casse del Tesoro Italiano a quelle della Morgan & Stanley 2,5 miliardi di euro.

Un pagamento obbligato, si dirà, collegato tra l'altro ai disinvolti investimenti in derivati.

Ma quanto tempestivo!

Dalle tasche dei pensionati alle casse della Morgan & Stanley, nel breve lasso di qualche giorno, quasi una partita di giro.


Poi sono cominciate le esternazioni: sì, perché i tecnici-professori-politici hanno ad un certo punto deciso che dovevano anche fare la morale, insegnare a vivere, dire a tutti che cosa e come si deve operare nella vita.

Ha cominciato
Martone con la storia degli 'sfigati': un pluriraccomandato figlio di papà che dà dello sfigato a chi, per vari motivi, non si laurea prima dei 28 anni di età.

Ha continuato lo stesso
Monti con la 'monotonia' del posto fisso: uno che da sempre è stato piantato dentro i posti fissi e che da poco è pure senatore a vita (più fisso di così si muore, nel vero senso della parola).

Ci si è messa pure la ministro dell'interno
Cancellieri, già che c'era, con i giovani che vogliono il posto di lavoro 'vicino a mamma': lei che ha il figlio a capo della Fondiaria a più di 500.000 euro l'anno.

Non poteva mancare la
Fornero con le sue filippiche contro la rigidità dell'articolo 18: lei che ha la figlia che insegna all'università di Torino, la stessa dove insegnano pure lei, la mamma, e il papà (!).

Ah se fossero stati zitti, almeno!

Che cosa deve fare un governo dell'efficienza?

Fare la morale?

Assolutamente no.

Deve operare, fare fatti, appunto. E basta.



A proposito del lavoro: perché incaponirsi con l'articolo 18 invece di creare nuovi posti di lavoro?

Creino tanti posti di lavoro in modo da rendere effettiva la possibilità di passare da un'attività all'altra e poi si potrà anche eliminare l'articolo 18.

A me, la faccenda dell'articolo 18, sa tanto di
alibi.

Fossi il sindacato accetterei la sfida: aboliamo l'articolo 18 in cambio di qualche milione di posti di lavoro.

Ho paura che si scoprirebbe il bluff.



IN CONCLUSIONE

Questo governo, avrà anche salvato l'Italia ma deve ancora mostrare e fare tanto: soprattutto per tenere fede alle sue tre parole d'ordine.

RIGORE, EQUITA', CRESCITA.


Il
rigore c'è stato, unidirezionale per lo più.

Di
equità c'è stato solo qualche debole sprazzo.

La
crescita è di là da venire.

Spero che tenga fede ai suoi impegni.


E spero che non prepari la strada ad un trionfale ritorno di Berlusconi.

A quel punto, nonostante tutto, dovrei concludere che il suo avvento è stato solo
una macabra presa in giro.

Una immane iattura.
























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