ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


morale, moralismo, moralità

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI


06/02/2010



morale, moralismo, moralità



Il nostro Paese, nonostante il solito ottimismo ostentato da B., non se la sta certo passando bene.

Oltre tutto occupa il centro di un sistema (
il Mediterraneo) che fa acqua da tutte le parti, che anzi minaccia di scoppiare da un momento all'altro.

A est la
Grecia, in caduta libera; a ovest la Spagna e il Portogallo in crisi profonda.

Per non parlare dell'
Irlanda.

Al centro
Berlusconi e Tremonti (l'avete visto scorrazzare nella slitta trainata dai cani sui ghiacci canadesi?): che prima hanno negato la crisi, poi hanno spergiurato che l'Italia ne sarebbe stata toccata solo marginalmente infine, da parecchie settimane, si ostinano a ripetere che la crisi (allora c'era, c'è …) è ormai alle spalle.

Intanto molte
fabbriche chiudono, altre boccheggiano, tutte le multinazionali fanno fagotto, i call center si spostano in altri lidi: se si ferma l'automobile chiudiamo tutti, anche noi.

Fino a qualche anno fa l'Italia aveva un'industria chimica degna di questo nome; aveva un'industria informatica competitiva.


Siamo quasi nella poco invidiabile situazione di non produrre più niente.

In conseguenza di ciò aumenta la
disoccupazione e, soprattutto, diminuiscono drasticamente le possibilità di lavoro per i giovani.

In questo frangente molti esponenti politici si affannano a
farci la morale, a dirci come ci dobbiamo comportare, a urlarci in faccia a muso duro che dobbiamo ancora stringere la cinghia.

Gente che continua a
spolpare lo Stato senza alcun ritegno, senza mai avvertire il bisogno di ridurre privilegi e appannaggi, si presenta in televisione a fare la predica, a insultare e a mettere zizzania.

Lo fa tutti i giorni
Brunetta, uno che ha vissuto e si è fatto ricco con le elargizioni dello Stato e che, anziché mettere in discussione i propri introiti e i principeschi appannaggi, si ingegna a creare conflitti sociali mettendo artatamente i figli contri i padri.

Lo fa
Tremonti che con il suo studio di commercialista ha sempre operato affinché, chi doveva, pagasse meno tasse possibile.

Lo fa
Dell'Utri, che ha definito il mafioso Vittorio Mangano 'un eroe'.

Lo fa il sottosegretario
Paolo Romani che, adesso, vorrebbe mettere il bavaglio a Internet mentre ai suoi tempi, inventava programmi per soli adulti, conditi di sesso e di numeri telefonici speciali, di quelli che svuotavano i risparmi delle famiglie.

Lo fa la
Mara Carfagna che predica contro ogni presunta 'deviazione' sessuale, dopo aver inanellato calendari e aver alzato le gambe ai quattro venti.

Lo fa naturalmente la
Maria Stella Gelmini che si propone come esempio di serietà nello studio, dopo essersi trasferita da Brescia a Reggio Calabria per riuscire a superare l'esame da procuratore.

And so on ...


Lo fanno tutti, insomma: seguendo l'esempio del
capo supremo, grande signore e maestro di tutti gli impicci, che, avendo arraffato il potere grazie alle leggi compiacenti, non si sottrae una sola volta al compito di indicare la strada e di proporsi come esempio vivente di retta esistenza.

Quanta morale!

Quanto vieto, trito, misero e odioso moralismo!


Basterebbe invece un po' di moralità, un briciolo di onestà, un minimo di coerenza.

Fare la morale non costa niente; così come costa poco spargere un po' di frusto moralismo.

Per la moralità ci vorrebbe qualcos'altro.


Ci vorrebbero, innanzi tutto, delle
persone diverse, che purtroppo mancano del tutto.

Le poche in circolazione sono tenute rigorosamente lontane dalle stanze del potere, difese con le unghie e con i denti dalla guardia pretoriana.

Ci vorrebbe quella che Manzoni avrebbe chiamato 'la coerenza tra il pulpito e la predica'.



















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu