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morire per Clooney?

2007-2010 > 2008 > POLITICA

(05/05/2008)

George Clooney è un attore americano di successo che ama l'Italia.

Ha comprato quattro ville sul lago di Como, per una delle quali ha anche ottenuto la concessione governativa della spiaggia.

Si batte per l'integrità delle rive del lago di Como.

Sostiene il Partito democratico.

Si impegna in difesa dell'ambiente.

E' amico di Veltroni, a quanto si dice.

Che lo ritiene un eccezionale veicolo per illustrare l'immagine di Roma e dell'Italia nel mondo.

Non piace ad Alemanno, a quanto pare.

Che non capisce l'utilità di sperperare danaro pubblico per le icone di Hollywood.



La Sinistra italiana, fin dalla nascita, ha pagato dei prezzi altissimi per consentire ai suoi leaders di accedere alle alte sfere del potere.

All'inizio fu il Ministero della Giustizia attribuito a Palmiro Togliatti: di fatto impedì ogni tipo di azione nei confronti di coloro che si erano pesantemente compromessi con il Fascismo.

Tutta la burocrazia dello Stato rimase intatta al suo posto, salvo qualche personaggio più compromesso sul quale non si poterono chiudere entrambi gli occhi.

Poi ci furono le Presidenze della Camera dei deputati (Pertini, Ingrao, Iotti, Napolitano, Violante: fino a Bertinotti); e le Presidenze della Repubblica (Saragat (?), Pertini e Napolitano).

Senza tacere le Presidenze del consiglio dei ministri: Craxi prima, Amato e D'Alema poi.

Più altri incarichi 'minori'.

Quali vantaggi ne sono derivati al popolo della sinistra da tutte queste investiture?

Quali impressionanti mutamenti hanno prodotto quegli 'storici cambiamenti'?

Davvero, oggi, il popolo starebbe molto peggio se non si fossero date quelle contingenze?

La striminzita democrazia che ci viene concessa sarebbe ancora più risicata?

Davvero saremmo ritornati alla schiavitù o ai campi di lavoro forzato?



A ben vedere il cambiamento più radicale ha, invece, riguardato i dirigenti della sinistra.

Che a forza di inseguire riconoscimenti e di ricoprire cariche importanti si sono, come si usa dire, 'auto sdoganati'.

Si sono cioè sentiti sciolti da ogni vincolo, liberi dai vetusti, frusti e ingombranti moralismi di un tempo.

Basta con le noiosissime serata di sezione ad intossicarsi di fumo per confrontarsi con i compagni di base ignoranti e presuntuosi.

Molto meglio i salotti dei VIP, i liquori di marca, le dritte sugli investimenti più redditizi.

Basta con i vestiti trasandati, le case spartane, le berlinette del segmento basso-medio.

Vestiti alla moda, panni inglesi, case accoglienti e vetture di rappresentanza.

Basta con i sogni fatui, gli ideali fumosi, il sol dell'avvenire sempre di là da venire.

Meglio il Paese normale, quello di tutti: quello in cui i politici ai vertici vanno in barca e frequentano il jet set; dove chi può infila in Parlamento anche la moglie o i figli; dove una parola, una spinta, una raccomandazione non si negano mai agli amici e agli amici degli amici: servono a creare la rete, con la quale si è tutti più sicuri.

Così fan tutti, insomma, e fare politica non è poi come entrare in convento.

Il fatto è che, alla fine, qualcosa l'ha capito anche il cosiddetto popolo: che ha agito di conseguenza.

Se sono tutti uguali allora c'è libertà di scelta.

Allora ci si può regolare come sembra meglio.

Di volta in volta.

Forse qualcuno, nel centro sinistra, è pure contento di aver perso questa mano.

Con tutte le gatte da pelare ...

Molto meglio starsene defilati, a godere dei privilegi senza farsi in quattro per tentare di risolvere problemi incancreniti e scottanti.



Un caro amico mi ha chiesto di Rutelli, della sua sconfitta.

Gli ho riferito questo semplice aneddoto.

Io abito nell'estrema periferia sud - est della capitale.

Rutelli ha già portato a termine due mandati da sindaco, ancor prima di Veltroni.

Bene: in quel periodo il bel Francesco è venuto da noi ad inaugurare la nuova metro C di Roma.
Si parlò, allora, come data conclusiva, del 2007: ci sembrò un anno parecchio lontano.

Siamo nel 2008 e adesso si parla del 2014: ma non è detto.

Il Rutelli che ritorna da noi a domandare per la terza volta il voto è ancora credibile?

E difatti ...

In ogni caso il mio amico si mostrava un po' preoccupato per l'eterno bamboccione: che farà? Come camperà, adesso, che gli hanno tolto il banco da sotto il naso?

L'ho tranquillizzato immediatamente: il giorno dopo lo spoglio delle schede che lo davano perdente nella corsa al Campidoglio, Rutelli ha varcato la soglia di Palazzo Madama per prendere il suo posto di senatore della Repubblica nella nuova legislatura.

Non è il solo, naturalmente.

La stessa cosa fanno altri suoi colleghi di schieramento, i leaders degli altri partiti.

E quando non c'è il Senato c'é la Camera oppure la presidenza di una qualche regione.

In extremis c'è sempre il Parlamento europeo.

Così fan tutti, appunto.



Ma, almeno, abbiate il buon senso di non chiederci di morire per Clooney.

Moriteci voi per Clooney, una buona volta.

Questa volta.

E se ci tenete, pensate ad un rinnovamento totale.

I giri di valzer non ci incantano più.

Se non ce la fate, abbiate il coraggio di cambiar casacca o di farvi da parte.

Abbiamo bisogno di gente nuova.

Veramente diversa.

Che recuperi il tanto di buono che è stato prodotto nel passato.

Che sappia parlarci del futuro.

E riesca ad allargare la democrazia reale.

Ad incrementare, anche se di poco, il benessere del popolo.

Oltre che il proprio.















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