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muri

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(02/03/2009)


MURI


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Ho letto su Time del 16 febbraio u.s. un articolo di Jyoti Thottam intitolato 'A Great Divide' , 'Il grande spartiacque', ma sarebbe meglio dire 'La grande barriera'.

Illustra con dovizia di particolari la costruzione, da parte dell'India, di una barriera di ferro e acciaio tutto attorno al Bangladesh: per impedire l'immigrazione illegale e, soprattutto, per proteggersi dall'attacco di gruppi terroristici islamici.

Questo muro, alla fine, sarà lungo più di 4000 km.


Divide paesi e pianure, separa popolazioni che hanno sempre intrattenuto tra loro rapporti di buon vicinato, passa a volte in mezzo alle case di uno stesso villaggio e allontana uno dall'altro nuclei famigliari imparentati tra loro.

Dopo la lettura del réportage ho fatto una breve ricerca per scoprire quali altri muri esistono nel mondo.

Non credo di averli individuati tutti, certo ne ho rintracciati parecchi: di alcuni si sapeva, di altri ero totalmente all'oscuro.


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Per restare in India bisogna ricordare che un muro esiste già da qualche anno, più a nord: è la barriera che divide il Kashmir pakistano da quello indiano.


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Il Pakistan, a sua volta, sta iniziando la costruzione di un muro per difendersi dai fondamentalisti islamici dell'Afghanistan.


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Tra Stati Uniti e Messico c'è un confine di 3100 km: decine di km di questo confine sono già stati trasformati dagli USA in una barriera di acciaio finalizzata ad impedire l'immigrazione dal Messico.
Sono già stati approvati progetti che prevedono l'innalzamento di muri per altre centinaia di chilometri.


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Poco si parla di un altro gigantesco muro costruito dagli americani e dai sud coreani a partire dall'armistizio del 1953.
Tra le due Coree non c'è solo una terra di nessuno che corre lungo il 38° parallelo, c'è anche una muraglia fortificata, eretta nel territorio della Corea del Sud, lunga non meno di 230 chilometri.


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Muraglie divisorie sono state erette a Cipro per separare i greco ciprioti dai turco ciprioti.


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Barriere divisorie presidiano in più parti il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica irlandese.
Muri sono stati eretti anche all'interno di Belfast, capitale dell'Irlanda del Nord.


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La Spagna ha innalzato nelle sue due enclave in terra marocchina, Ceuta e Melilla, delle barriere invalicabili per contenere la spinta dell'immigrazione illegale.


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Il regno del Marocco, dopo essersi annesso buona parte del Sahara Occidentale, ha innalzato una barriera fortificata lunga più di tremila km per difendersi dagli attacchi degli indipendentisti del Fronte Polisario.


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Il Botswana ha costruito una barriera fortificata lunga più di 500 km per impedire l'ingresso nel suo territorio di popolazioni provenienti dallo Zimbabwe.


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Gli olandesi hanno innalzato uno sbarramento fortificato attorno al loro porto di Hoek van Holland per impedire l'ingresso clandestino in Olanda agli immigrati che lavorano nel porto.


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Gli Emirati Arabi Riuniti hanno eretto un muro per impedire l'ingresso dei clandestini provenienti dall'Oman.


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Parecchie barriere divisorie sono state innalzate dagli americani dentro Baghdad, per difendere i luoghi frequentati dagli occidentali e per tentare di separare i sunniti dagli sciiti.


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E poi ci sono i muri eretti dagli Israeliani nei territori palestinesi per difendersi dagli attacchi terroristici.



E noi pensavamo che con la distruzione del muro di Berlino, nel 1989, tutte le barriere fossero state abbattute!


E invece, caduto il 'muretto' di Berlino che grazie ai media catalizzava tutta intera la nostra attenzione,
siamo entrati nell'era dei muri.

I muri hanno tante funzioni e nessuno può immaginare quale sarà il loro destino: il più grande di tutti, il primo e il più famoso,
la Grande Muraglia Cinese, adesso è considerato un'opera d'arte ed è stato proclamato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità.


A che cosa servono i muri?


Vorrei riportare la dichiarazione lapidaria di Adilur Khan, capo di una organizzazione umanitaria del Bangladesh, rilasciata al giornalista sopra citato:
'Fencing can't stop anything'.

I muri non fermano niente e nessuno: come ha dimostrato anche il recente attentato di Mumbai.

I muri sembrano fatti apposta per essere scavalcati, aggirati e, alla fine, distrutti.

Non c'è barriera che possa spegnere l'ingegno umano.

Se mai è vero il contrario.


In ogni caso i motivi che spingono le persone a muoversi in certe direzioni sono tanti e a volte imperscrutabili.

Non è certo questo il 'posto' idoneo per una trattazione approfondita ed esaustiva della questione.

Mi limito soltanto a due considerazioni: banali, se si vuole, ma a mio avviso di capitale importanza.


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Nell'economia capitalistica e in tutte le economie ad essa collegata, c'è una imprescindibile necessità: produrre di più e a costi sempre più bassi.
Per fare ciò si ha bisogno di una manodopera abbondante e a basso costo.
Una manodopera che non gravi più di tanto sulla collettività in termini di bisogni abitativi o di richiesta di servizi sociali.
Questo 'esercito' può essere formato solo dagli immigrati, meglio se clandestini.


#)

Esistono sulla Terra vaste regioni, a volte si tratta di vere e proprie aree continentali, in cui centinaia di milioni di esseri umani vivono come all'inferno.
E' chiaro che chi abita nell'inferno della fame, della malattia o della guerra farà di tutto pur di fuggire via.
Non si fermerà davanti a niente pur di tentare di raddrizzare la propria esistenza.


Finché non si agirà in modo incisivo su queste due contingenze, l'una interna al mondo sviluppato l'altra caratteristica degli altri mondi, non si potrà sperare non dico di risolvere ma neppure di intaccare il problema.

A poco serviranno i muri presidiati o le barriere elettrificate.

Per non parlare delle ronde.



















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