ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


nota alla noterella

2007-2010 > 2009 > STILLE


08/10/2009



nota alla noterella


Rubo un po' di tempo al mio lavoro per tornare velocemente a quanto è successo ieri, dopo la 'noterella'.

La Corte Costituzionale ha bocciato il lodo Alfano: ha ribadito che, in base all'attuale Costituzione, tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.


Per approvare il lodo Alfano bisogna cambiare Costituzione: bisogna scriverci che sì, sono tutti uguali, ma c'è qualcuno che è più uguale degli altri, è 'primus super pares' e che quindi, in quanto tale ha diritto all'impunità.

Bene: il padrone delle televisioni non è riuscito a riempire la Corte Costituzionale di suoi fedeli servitori (come ha fatto con il Parlamento e con le TV) e non ha ottenuto ciò che disperatamente cercava.


Da qui le sue sguaiate, deliranti e indegne reazioni: che ha riversato nel salotto di quel Bruno Vespa che ancora si definisce giornalista, con sicumera, improntitudine e protervia.

Ha insultato Rosy Bindi (che spero lo quereli) senza che l'uomo dei nei, conduttore e padrone di casa, abbia avuto l'ardire di replicare alcunché (da buon lacché, che fa pure rima).

E poi ha detto una cosa gravissima, che tutti sapevamo ma che, fino a quel momento, era sempre riuscito a mantenere nel serraglio delle sue demenziali visioni: se l'è presa con il presidente Napolitano (fin qui anche troppo morbido nei suoi confronti, a mio parere) perché non ha fatto pressione sui giudici costituzionali di sua nomina, affinché approvassero il lodo Alfano.

Ecco che cos'è la politica per il suddetto: intrighi, pressioni, aggiustamenti ...: tutto a protezione degli uomini di potere.


A questo punto capiamo anche il significato della sua cena in casa del giudice costituzionale Luigi Mazzella (e poi anche l'altro giudice, Paolo Maria Napolitano): ricordate?

E ricordate anche la reazione scomposta e quasi minacciosa del Mazzella che ribadiva il suo diritto ad invitare a cena il signor Berlusconi: anche nel corso dell'esame del Lodo Alfano.

Lascio da parte queste miserie, per il momento, e prendo atto con soddisfazione del fatto che siamo ancora in uno stato di diritto.


Mi premono invece altre
due osservazioni (conclusive).


*)


Da quando è sceso in campo, 15 anni fa - una specie di eternità - il signore delle televisioni non ha occupato solo, interamente, la scena politica ma ha monopolizzato tutta la vita degli italiani, tutti i nostri pensieri, tutte le nostre conversazioni. le battute, i motti di spirito, i momenti tristi e quelli più lieti ...

Non ho avuto esperienza di Benito Mussolini (il precedente cavaliere) ma sono sicuro che nel dopo guerra mai nessun altro uomo politico (nessun'altra personalità) aveva 'militarizzato' a tal punto l'intera nazione.

Si può parlare di religione o del papa, delle donne e del sesso, del terremoto e delle alluvioni, dell'arte e del costume ... di tutto quello che volete: al centro c'è sempre e solo lui.

In maniera non solo eccessiva ma direi proprio ossessiva.


Prendete per esempio le
case ai terremotati: erano state costruite e definitavamente approntate con la partecipazione di più persone, Enti e Istituzioni, in particolare grazie all'intervento della Provincia di Trento.

Se Vespa fosse un giornalista avrebbe chiamato tutte quelle realtà, nel suo salotto, e invece che cosa ha fatto?

Ha imbastito una trasmissione (fallimentare!) tutta su di lui come se fosse stato l'unico artefice e realizzatore: 'abbiamo fatto, abbiamo costruito, abbiamo rifinito, abbiamo consegnato' ...

Tutta e solo sua la scena.


Neanche fosse il Dio della Genesi, nei giorni della creazione.


Capisco gli adoratori ma io, in quanto persona normale, non ne posso più.

Vorrei tanto che qualcuno o qualcosa sradicasse Berlusconi dai miei pensieri e dalla mia vita quotidiana.

Sembra che non si possa più vivere senza di lui: eppure sono sicuro che ho vissuto per molti anni senza la sua invadente presenza, anche se non me ne ricordo più.



Vorrei riassaporare quel piacere.

Non si potrebbe chiedergli i danni?

Siamo certi che non si può mettere in piedi una class action?





*)

Devo tuttavia riconoscere che Berlusconi è lo specchio di una certa Italia.

Di un'Italia che, ahimé, è numerosa e corposa, che è sempre stata maggioritaria.

Dal Nord al Sud, eccettuato forse un po' il Centro.



Una
minoranza ha accolto con entusiasmo gli ideali della rivoluzione francese: la maggioranza era sanfedista.

Una
minoranza ha fatto il Risorgimento: la maggioranza, ben che vada, era amorfa e indifferente.

Una
minoranza era antifascista: la maggiornaza era o fascista o silenziosamente acquiscente.

Una
minoranza ha fatto la Resistenza: la maggioranza aspettava gli eventi.

And so on.



Se non si prende atto di questo dato di fatto storico e di attualità, non si va da nessuna parte.

La maggioranza degli italiani, oggi, vota Bossi, Berlusconi e Lombardo.


Perché pensano che questi signori, tutti intenti in realtà a sistemare le proprie scacchiere, possano elargire anche ad altri qualche buon boccone.

Che importa se Bossi straparla, se ne frega dell'Italia in quanto entità politica, storica e culturale ed è tutto preso dal far accettare ai suoi elettori, come successore, quel figlio che può vantare come suo unico merito quello di essere stato bocciato alla maturità per tre anni di fila?

Che importa se Berlusconi è entrato in politica, l'ha detto lui, per evitare la fuga o la galera?

Che importa se Lombardo è a capo di una maggioranza talmente 'bulgara' da far nascere più di qualche sospetto?


Alla maggioranza degli italiani [ che vivono in presa diretta con i reality o con le trasmissioni della 'costanza' De Filippi, che ridono a crepapelle quando nei talk show furoreggiano i prevaricatori alla Sgarbi o che per informarsi si sintonizzano sull'indecoroso siparietto di Emilio Fede ] importa poco o nulla.

Non hanno idea di che cosa significhi il diritto, la dignità, la rigorosità morale, l'onestà e la trasparenza dei comportamenti, il rispetto delle persone ...


A tutto questo si deve aggiungere che la 'parte' progressista è sempre stata ed è profondamente divisa: non solo ma spesso è anche miope e inconcludente.

Il gioco è fatto.


Se non si provvede ad educare e istruire seriamente e a produrre cultura, quella vera, in modo da erodere in maniera significativa quella maggioranza storica, non ci sono molte speranze, non ci saranno alternative percorribili.

Invece dei Brandt e dei Mitterand avremo sempre dei Berlusconi.

E' dura da mandar giù ma dopo il 'cavaliere dei suoi interessi' ne avremo un altro: si spera un po' migliore, ma non è detto.

Naturalmente mi auguro di tutto cuore di sbagliare e voglio sperare che il popolo italiano sia molto meno becero di quanto io sia portato a credere.

Di quanto sta facendo vedere in queste ore con tutte le mail di incoraggiamento al 'premier di se stesso'.



















































il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu