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Obama e ... noi

2007-2010 > 2008 > POLITICA


(07/11/2008)

Obama e ... noi

OBAMA

Ho letto su 'Le Figaro' un articolo a firma di Philippe Labro sul futuro nuovo Presidente americano.

Riporta alcuni episodi dell'infanzia e della giovinezza di Barack per far capire la sua personalità.

Per farci comprendere con chi abbiamo a che fare.

Racconta ad esempio che quando il futuro presidente aveva 6 anni e viveva a Giacarta, in Indonesia, ad un certo punto fu preso di mira dagli altri ragazzini che lo sentivano diverso a tal punto da considerarlo 'un animal'.

Era più alto di loro, diverso per costituzione fisica, per i capelli crespi, per il colore della pelle …

Così un bel giorno decisero di gettarlo in una pozza di acqua stagnante fetida: detto fatto lo afferrarono a tradimento e via dentro.

La buca non era profonda e il piccolo in pochi secondi era già con la testa fuori dall'acqua, in mezzo alle foglie morte delle palme.

Li guardava senza urlare né dire una qualunque parola: semplicemente sorrideva.

Il bambino aveva già imparato a controllare le proprie emozioni, o le governava d'istinto: fatto sta che già in tenera età dimostrava una capacità di auto gestione del tutto singolare.

Labro ricava da questo e da altri episodi alcune importanti indicazioni circa la personalità del neo eletto.

* Obama è un uomo universale: né bianco né nero, né blu né rosso.

E' il Presidente di un'America che si avvia a diventare sempre più meticcia, come il resto del mondo.

E' il simbolo di quella multi etnicità che è, ad un tempo, tanto famigliare e così misteriosa.

* Barack è sempre a posto nel vestire come negli atteggiamenti; sa scrivere, sa parlare, possiede il dono dell'eloquenza, è istruito e colto pur non essendo una testa d'uovo.

* Sa ricavare il meglio dai suoi collaboratori e valorizzarlo.

* Egli crede nei valori e negli ideali più alti ma sa anche essere pragmatico.

E' consapevole delle proprie forze e potenzialità: sa quello che può fare e ciò che non può ottenere. Sa riconoscere gli errori e correre ai ripari.



Per quanto mi riguarda, da tutto quanto ho sentito e dalla lettura dell'opuscoletto 'Si può fare' a cura di Lisa Rogak, ho ricavato questa impressione: Obama è sicuramente una persona capace e competente.

In poco tempo ha realizzato negli USA una rivoluzione pacifica epocale.

Ha calamitato su di sé gli entusiasmi e le speranze non solo della maggioranza degli americani ma anche di milioni di altre persone sparse in tutto il mondo.

Le premesse di partenza sono quindi le migliori che si possano immaginare.

Che cosa riuscirà a fare, concretamente, è tutto da vedere.

Dipende da molti fattori che in buona parte sono e saranno indipendenti dalla sua volontà.

E anche da qualche carattere della sua personalità che resta, a tutt'oggi, alquanto misterioso.

Le ultime cose di cui avrà bisogno saranno i consigli di Berlusconi.



e … noi


E qui siamo alle dolenti note.

Andiamo con ordine.

+ Gasparri dichiara: 'Con Obama alla Casa Bianca, al Qaeda è più contenta'.

+ Bossi lo spalleggia affermando che in Italia una cosa del genere (l'elezione di un nero) non accadrà mai.

+ Riassume e completa il quadro il grande capo con la nota battuta sull'abbronzato.

Tutto il mondo reagisce sconcertato e indignato.

Berlusconi non tenta nemmeno di spiegarsi, meno che mai si scusa: distribuisce, invece, dell'imbecille a tutti.

Il PD tappezza Roma con un manifesto che riproduce la faccia di Gasparri, la sua frase (imbecille?) e la scritta: VERGOGNA!

I sodali di Gasparri del PDL anziché invitare il loro amico a fare buon viso a cattivo gioco e magari a scusarsi apertamente o, almeno, a starsene allineato e coperto, si scatenano contro chi ha stampato il manifesto: chiedono che venga ritirato e che vengano porte al Gasparri le dovute scuse.

Sì, avete letto bene.

Non è Gasparri che si deve scusare per la frase proferita: offensiva, volgare e politicamente micidiale (anche per tutti noi).

Sono gli altri che si devono scusare per aver fatto conoscere ciò che l'incosciente ha sparato davanti ai soliti proni microfoni.

L'ex camerata Bocchino arriva addirittura ad affermare che quello di Gasparri voleva essere un paradosso.

Dimostrando di ignorare non solo l'abc della politica ma anche quello della sua lingua madre.


Questo è quanto.



Rassegniamoci: salvo rari casi non abbiamo mai avuto personale politico di rango. Solo intrallazzoni, profittatori, grassatori, portaborse e servitori. E tanti guitti.

Così da secoli, da dopo la caduta dell'impero romano.

Probabilmente siamo un popolo di mezze tacche visto che non sappiamo esprimere, come rappresentanti, nient'altro che mezze tacche.

O, forse, siamo un popolo di servi, di lacchè e di saltimbanchi: senza dignità e privi del minimo senso di appartenenza.

Sappiamo solo strisciare, fare i salti mortali, adulare, fare gli sberleffi dietro alle spalle.

Probabilmente non meritiamo niente di meglio dei politici da bar che abbiamo.


Ultima notizia: Obama ha telefonato, tra gli altri, a tutti i più importanti leader europei.

Non a Berlusconi.

Come poteva, dopo la carineria del Nostro!

Il quale, nonostante tutta la saggezza di cui si ammanta, non sa ancora che - ahinoi - gli americani non dimenticano.


Alla prossima.

























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