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oh ... bama

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(05/11/2008)


OH ... BAMA



Non voglio certo aggiungere banalità all'orgia di chiacchiere da cui siamo stati investiti.

Le reti televisive hanno fatto a gara per enfatizzare l'evento.

La Rai, poi, che dipende direttamente anche dalle nostre tasche, ha mandato in America schiere di giornalisti accompagnati da squadre di operatori.



Tutti in America!




Non so se l'operazione è stata calcolata a tavolino: distogliere lo sguardo dalle questioni nostrane che stanno diventando troppo fastidiose e negative, anche in fatto di sondaggi.


Comunque.

Le elezioni americane sono ormai diventate (lo sono sempre state?) uno scontro tra due potentati economici che sborsano, per il loro candidato, milioni di dollari.

Lo fanno, naturalmente, per averne un ritorno.

Il popolo è chiamato a scegliere a quale dei due affidare il potere.

E' ancora una 'democrazia' questo sistema?

In ogni caso questa è la democrazia americana: non so se è meglio o peggio della nostra, ma è così.

Chiunque vinca le elezioni è, quindi, vincolato in partenza da tutta una serie di ineludibili impegni.

Ancor di più nell'attuale momento storico: Bush ha 'legato' il suo successore ad un risanamento epocale del sistema finanziario.

Quei miliardi di dollari da qualche parte dovranno pur saltar fuori.

Non solo: lascia in eredità una situazione internazionale alquanto ingarbugliata.



Soprattutto lascia due guerre disastrose, non vinte ma quasi perse.






Qualcuno ha paragonato la vittoria di Obama a quella di J. Kennedy, all'inizio degli anni 60 del secolo scorso.



Le analogie sono molte e anche le diversità.



Kennedy, tra l'altro, fu più bravo nei discorsi e nell'alimentare l'immaginazione che nella pratica politica.

Mi auguro che le decisioni di Obama incidano anche sulla seconda e non restino confinate soltanto nei primi.



In ogni caso queste elezioni americane hanno qualcosa da insegnare anche a noi.

*) Nonostante tutto ciò che possiamo dire di negativo degli USA, bisogna riconoscere che là la società civile - attraverso la stampa, internet, le televisioni - ha un peso e riesce a farsi valere.

Una Sarah Palin da noi non solo sarebbe partita con i favori del pronostico ma li avrebbe pure mantenuti e magari incrementati.

Là è finita stritolata: affogata nella sua nullità.

Qua succede che le nullità vengono fatte ministro delle Repubblica: non solo.

Anziché prendere coscienza della propria inconsistenza, diventano pure arroganti: al punto da ricorrere alla magistratura contro coloro che osano riportare dei puri e semplici dati di fatto.

*) L'informazione in genere, là, è un'altra cosa.

Vespa e Fede, negli USA, nel giro di poco tempo si troverebbero ad ascolti zero: qua, scodinzolano tutto il giorno dietro ai potenti e passano per opinion leaders.

I Gasparri, i Bocchino, i Cicchitto, i Bonaiuti non troverebbero nessuno, oltre Atlantico, cui affidare i loro quotidiani compitini al veleno: qui hanno sempre la bocca piena di microfoni, sollevati da 'giornalisti' compiacenti.

Quotidiani come 'Libero' potrebbero, al più, passare per giornaletti satirici, fogli goliardici; qui vengono considerati dei veri e propri giornali e inseriti in tutte le rassegne stampa televisive.

*) La piaggeria nei confronti del potere non sempre paga.

Come tutti avranno notato il nostro Silvio Berlusconi è stato l'unico capo di governo europeo a recarsi in visita da Bush subito dopo il terribile tonfo delle banche e delle borse.

Nell'imminenza, tra l'altro, della prevedibile disfatta elettorale.

Abbiamo tutti visto quei filmati penosi e umilianti e tutti abbiamo ascoltato quelle parole stonate e del tutto insensate pronunciate dal Nostro con il suo sorriso da squalo.

E' pur vero che, mantenendosi fedele alla tradizione della sibilla cumana, ha detto al suo caro George: 'entrerai sicuramente nella storia'.

Senza precisare a che titolo.

Perché passerà alla storia, ma come uno dei peggiori presidenti .

Quella comparsata ci costerà certamente un bel po' di purgatorio, presso la nuova amministrazione americana: nonostante gli auguri e il miele che viene versato adesso a risultato acquisito.


Per concludere: ritengo che l'esito di queste elezioni sia senz'altro positivo ed era il massimo che ci si potesse aspettare dalle circostanze.

Non mi faccio eccessive illusioni ma Obama rappresenta comunque una speranza.



Una grande speranza.




E, dati i tempi, non si può certo dire che sia poco.































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