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ottimismo ... italiano

2007-2010 > 2008 > STILLE


(18/02/2008)

Sono stato accusato di essere troppo realista;

forse un po’ pessimista;

certamente non ottimista.

Siamo sommersi dai rifiuti ma non vogliamo discariche, centri di stoccaggio o inceneritori.

Siamo un Paese industrializzato, consumatore di energia, ma non ne produciamo che in piccola quantità: non vogliamo centrali nucleari, termovalorizzatori, né centrali a carbone.

Siamo il Paese del turismo ma non vogliamo la TAV né nuove autostrade. Nessuno vuole aeroporti alle porte di casa.

Abbiamo un territorio fragile, friabile, in disfacimento: ogni pioggia diventa un uragano, un mese di sole è siccità e desertificazione. Le nostre montagne sono insidiate dalle valanghe e dai terremoti; le spiagge sono erose dal mare.
Coloro che chiedono (pretendono) di governare il Paese pensano allo stretto di Messina.

Spendiamo capitali immensi nell’istruzione e nella salute pubblica e, nonostante la bravura e l’impegno di tanti operatori, abbiamo gli studenti più impreparati d’Europa e servizi sanitari da 4° mondo.

E poi le mafie e le camorre;

lo strapotere dell’India e della Cina che ci sottraggono interi settori di attività produttiva;

gli assurdi privilegi degli eletti;

le montagne di immondizia che ci dilettano regolarmente all’ora di cena...

E il debito pubblico: ineffabile, nel senso etimologico del termine.

Eppure sopravviviamo.

Eppure continuiamo ad andare avanti.

Eppure ci riconoscono in tutto il mondo.

Eppure vengono a visitarci da tutto il mondo.

E continuano a chiamarci a partecipare alle riunioni del club dei Paesi più industrializzati del mondo ...

Non è un miracolo?

Come faccio a non essere ottimista?

E’ imperdonabile ...















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