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ottimismo ... italiano (2)

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(07/03/2008)

Finalmente una buona notizia !

Finalmente qualcosa di incoraggiante !

Qualcosa che funziona !

(Possiamo addirittura segnalarlo ai politici, in fregola per le elezioni)

Da qualche mese non percorrevo l'ultimo tratto di una nota via commerciale.

L’altra mattina ci sono capitato per caso e sono entrato dal tabaccaio per delle caramelline.

L’esercizio era stato rinnovato: un tempo buio e dimesso, era adesso luminoso, ben arredato ed efficiente in tutti i suoi componenti.

Personale compreso.

Di tanto in tanto si udiva un trillo elettronico ovattato seguito subito da ‘serviamo il numero ...’
I numeri si succedevano ad intervalli irregolari, tutti comunque sostenibili.
E non riguardavano la vendita vera e propria: tabacchi, cancelleria, dolciumi, articoli da regalo... ma degli sportelli che luccicavano giù in fondo.

Mi sono avvicinato ed ho constatato che si trattava di banconi riservati al gioco.
Quando erano chiamati dalla voce sintetica, i giocatori si avvicinavano per consegnare le schedine del lotto e del superenalotto o per richiedere una qualche cartella gratta e vinci.

Erano pensionati e donne, ragazzi e ragazze, artigiani ed extra comunitari, migranti di tutte le etnie.

Lasciavano sul vassoio dai 10 ai 20 euro, qualcuno anche 30 o 50: un pensionato ha pagato 120 euro. Si trattava probabilmente di una giocata di condominio o di centro anziani.

Arrivato in fondo mi sono accorto che il locale era di fatto raddoppiato: dall’altra parte lungo una parete erano disposti dei botteghini iper moderni presidiati da impiegati super professionali; alla parete opposta erano addossate una serie di slot machine. Lo spazio centrale era pieno di tavolini con sedie, disseminati di cartelle e di penne.

Agli sportelli si avvicendavano giocatori che puntavano sugli sport di squadra o sulle corse.

Le ‘macchinette’ erano occupate da gente di mezza età o da ragazzi in fuga dalla scuola. Inserivano nervosamente i gettoni e facevano scorrere meccanicamente le piccole clip alla ricerca dell’abbinamento vincente. Ad un tratto un cinese fece scendere un bel gruzzolo di monete: la prolungata pioggia metallica attirò alla sua postazione gli altri giocatori e coloro che stavano seduti ai tavolini. Congratulazioni e pacche sulle spalle.

All’improvviso mi ricordai che in realtà, prima, gli esercizi commerciali erano 2: il tabaccaio e, accanto, il negozio di informatica.
Quindi la nuova sala gioco occupava quella che poco tempo prima era stata una rivendica di articoli per l’informatica.

Avevo notato che negli scaffali del negozio gli articoli invenduti andavano progressivamente aumentando: avevo visto che, in particolare, nessuno comprava più quei ponderosi manuali che illustravano il funzionamento dei più importanti programmi applicativi o che insegnavano l’arte della programmazione.

Dopo la prima fase di grande interesse ed entusiasmo, l’informatica aveva mostrato il suo volto autentico: di modalità operativa straordinaria fin che si vuole ma, nello stesso tempo, complessa, impegnativa e gravosa. Nessuno allungava più le mani su quei volumi.
Nemmeno per sfogliarli un po’.
Meno che mai i giovani.

Via l’informatica e largo al gioco !

Che crea nuovi posti di lavoro.

Spalanca ai giovani le porte del futuro.

Tiene accesa la speranza degli anziani.

















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