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politica e antipolitica

2012


4 gennaio 2012


politica e antipolitica



Di fronte alla richiesta dell'intera nazione italiana, di procedere ad una riduzione delle proprie 'spese', i politici sono insorti e hanno accusato giornali e cittadini di essere fautori dell'antipolitica, in sostanza di essere qualunquisti.

Il fatto è che
la casta suprema, quella che sta al vertice di tutte le altre innumerevoli consorterie, non vuole cedere alcuno dei suoi privilegi, non intende arretrare nemmeno di fronte all'impoverimento dell'intera nazione.

Si impone dunque un chiarimento.


Politica deriva dal greco 'polis': termine con cui si indicavano le persone che costituivano una comunità, i loro beni e le loro realizzazioni.

All'interno di una polis i cittadini si dividono per famiglie e per associazioni: esercitano attività economiche in concorrenza le une con le altre, aderiscono a fedi diverse, tendono, ognuno, a realizzare per sé il massimo di benessere, anche a scapito degli altri.

Proprio perché a livello di società civile si creano molte divisioni e contrapposizioni, è nata l'esigenza di una
super-organizzazione che in qualche modo contemperi le diverse esigenze e trovi un denominatore comune nel quale tutta la comunità si riconosca.

Questo è il compito della Politica: un ufficio alto e assolutamente indispensabile.


Credo che nessuno, dotato di una minima capacità di raziocinio, può disconoscere l'importanza di questa attività.

Gli antichi - Platone e Aristotele su tutti, ma anche Cicerone, Quintiliano e Seneca tanto per fare solo qualche nome - hanno sempre pensato e scritto che 'il personale politico' *) deve essere al servizio della polis, *) deve agire sempre per il bene comune, *) deve impedire che all'interno della comunità si acuiscano le divisioni, anzi: deve impedire che si creino, tra i cittadini, differenze di ricchezza troppo ampie.

Se tutto questo è vero, se dunque
la politica è l'arte della 'composizione' (non del 'compromesso' come pensa D'Alema) quali caratteristiche devono avere gli uomini politici?

Dovrebbero essere colti, preparati e interessati al bene della collettività: sopra ogni altra cosa.


E' facile considerare i nostri politici in rapporto alle definizione appena date.

Tralasciando la 'degnità morale' che la carica richiederebbe, bisogna dire che la maggior parte: *) non è minimamente colta, *) è del tutto impreparata *) ed è interessata quasi esclusivamente al tornaconto personale (esteso eventualmente agli appartenenti alla propria conventicola).

In queste condizioni: non è lecito criticare il personale politico?

Criticare i politici vuol dire militare nell'antipolitica o essere qualunquisti?

O non vuol dire, piuttosto, richiedere una politica degna del suo nome?

Come possiamo pensare che uno Scilipoti sia un 'uomo politico'?

Critichiamo i politici perché vogliamo più politica, quella vera.



La Commissione che ha studiato le retribuzioni dei nostri Parlamentari in rapporto a quelle dei loro colleghi europei, non è arrivata ad alcuna conclusione e ha chiesto altri tre mesi di tempo.

Da quello che si è saputo (e che già si sapeva)
si evince tuttavia che gli eletti del popolo sono retribuiti dallo Stato (da tutti noi) in maniera principesca.

D'altra parte come farebbero, se così non fosse, a mandare i loro figli a studiare all'estero, a comprare case a Londra e a New York, ad acquistare barche da regata?

Quanti di noi se lo possono permettere? Anche tra quelli che se la passano meglio?

E come mai ci sono persone che spendono centinaia di migliaia di euro anche solo per essere eletti alla carica di consigliere comunale di una grande città?

Eppure gli interessati negano: sono così compresi del bene comune che approvano senza colpo ferire le leggi che colpiscono la gran massa dei cittadini, anche i meno abbienti, ma, nello stesso tempo, non intendono rinunciare ad alcuno dei loro privilegi.


Lo fanno perché sanno di non essere soli: sono spalleggiati e sostenuti *) dalle migliaia di persone che siedono nei consigli comunali, provinciali e regionali, *) dagli impiegati del parlamento e delle regioni, *) da buona parte dell'alta magistratura e dell'esercito, *) da tutti i percettori di doppi e tripli appannaggi, *) dai giornalisti che scrivono su giornali finanziati dal danaro pubblico (Giuliano Ferrara, vi dice niente?), *) da tutti coloro che dirigono enti inutili, *) da tanta parte del personale rai ( Minzolini si porta a casa 500 mila euro l'anno … e ci hanno aumentato il canone, anche quest'anno ... non è uno scandalo?) … *) etc., etc. …

Si calcola che si tratti di centinaia di migliaia di persone.


Che vivono ad un livello assolutamente superiore rispetto al resto della popolazione e che non intendono arretrare di un millimetro.

E' tollerabile tutto questo?

Noi diciamo di no.


E ci chiediamo: com'è possibile tosare in un sol colpo milioni di cittadini privandoli di tutti i diritti che erano stati loro precedentemente garantiti dalle leggi vigenti, mentre è impossibile toccare i diritti acquisiti delle caste?

Dov'è l'uguaglianza, presidente Napolitano?

Dov'è l'equità, presidente Monti?

E' anti politica, questa, caro Bersani?


Ebbene!

Nonostante la
demagogia di molti politici e la loro 'interessata' retorica, noi continueremo a batterci contro il privilegio, contro la corruzione, contro la patente ingiustizia che viene ogni giorno perpetrata nel nostro Paese.

Non ci interessa se ci accuseranno di essere qualunquisti: noi sappiamo che è un'accusa 'interessata' e senza senso.


Se si devono fare sacrifici, li devono fare tutti: per primi coloro che, fino ad oggi, hanno goduto, più degli altri, della munificenza dello Stato.

Se non ci sono diritti acquisiti per le masse, non ne devono esistere per nessun altro.


Se si possono innalzare le tasse e decurtare pensioni e retribuzioni della gran parte dei cittadini, con lo stesso metodo si deve poter intervenire nei confronti dei privilegiati.

(Le caste, invece, pretendono di dover decidere in proprio i sacrifici da fare e di non poter rinunciare a ciò che leggi e contratti hanno loro assicurato per il passato).

Vogliamo una Politica vera, non dei politici incapaci e corrotti.

E vogliamo, soprattutto, che tutti i cittadini siano trattati allo stesso modo.

Vogliamo equità.

E continueremo a chiederla.

Nonostante tutto e tutti.

Per amore della Politica.


Contro coloro che ne esercitano 'abusivamente' l'ufficio.





















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