ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


presidenziali 2013

2013


presidenziali 2013


Alcune brevi riflessioni per fare il punto della situazione: da febbraio a ieri.

*) Le forze in campo.

+) Berlusconi e il suo partito. Berlusconi ha come scopo quello di prolungare la sua era, evitando le condanne e garantendosi l'immunità.

+) Grillo e il suo movimento: Grillo-Casaleggio mirano a scardinare l'esistente e a fare il pieno di consensi.
Per che cosa non si è ancora capito.
Hanno bisogno di un nemico: Berlusconi è ideale.
Hanno bisogno di un serbatoio di voti da conquistare: quello del PD.

+) PD. E' l'unico partito tradizionale in campo.
Per difendersi dai due potentati che lo contrastano, avrebbe bisogno di una forte unità.
E' invece drammaticamente diviso in due: tra chi vede come male minore una collaborazione con il caimano (esiziale) e chi punta a un'alleanza con Grillo-Casaleggio (impossibile).
Fa la fine del vaso di coccio.

*) Le elezioni politiche di febbraio.

Ho salutato con entusiasmo quel risultato.
Pensavo che PD e M5S potessero finalmente scardinare il berlusconismo.
Bersani ha supplicato Grillo fin quasi a perdere la dignità: non c'è stato niente da fare.
Grillo non vuole spazzare via il berlusconismo mantenendo in vita il PD: vuole, prima, annettersi l'elettorato del PD, poi fare i conti con Berlusconi in prima persona.
Televisione contro Internet: uno scontro epocale.

*) Elezioni presidenziali.

Niente di nuovo: tutto è continuato come prima.

+) Berlusconi ha puntato tutto sulle divisioni del PD per ottenere un risultato accettabile. Napolitano non era il massimo ma neanche il minimo: se ne è accontentato e ha cantato vittoria.

+) Il PD si è presentato ancora una volta drammaticamente diviso nelle due anime sopra descritte.
Non ha saputo trovare l'unità, si è spappolato e ha pagato il prezzo più alto.
E' da vedere se riuscirà a risorgere e come.

+) Grillo-Casaleggio hanno perseguito il loro obiettivo (che non è quello del Paese) con il massimo di coerenza, di coesione e di determinazione.
Hanno usato i candidati per i loro scopi e si può dire che, assieme a Berlusconi, sono i vincitori di questa mano.

+) Un'attenzione particolare merita il caso Rodotà.
Come ho sempre detto, non mi è mai stato simpatico (è il 'castaro' per eccellenza) e tuttavia riconosco che poteva essere un candidato accettabile: nonostante tutto.
Ma è stato buttato in campo da Grillo-Casaleggio come un ariete per scardinare il PD: chi sa un minimo di politica dovrebbe capire che, visto come sono andate le cose da febbraio in qua, il PD (tutto intero) non poteva accettare una simile imposizione.
Mi dispiace che Rodotà non l'abbia intuito, dall'inizio alla fine, neanche di fronte alla ricandidatura di Napolitano, quando avrebbe dovuto farsi da parte.
Rodotà dice che i suoi amici di un tempo e il PD non l'hanno mai contattato: ma che cosa ha fatto lui per smarcarsi dalla greve marchiatura di Grillo-Casaleggio?
Niente.

*) Conclusione.

+) Ritorniamo a Napolitano.

+) Berlusconi avrà un governo se non amico almeno non nemico.

+) Grillo-Casaleggio possono presentarsi come i duri e puri e tentare di accaparrarsi l'elettorato del PD.

+) Il PD è a pezzi e deve pensare a rifondarsi: alla svelta, possibilmente, se non vuole scomparire.

Questo nell'immediato.

Il futuro è tutto da vedere.

I vincitori di oggi potrebbero non godere di tutti i vantaggi che si accreditano.

Come si è visto, le cose cambiano velocemente e non si può escludere niente:
* Berlusconi sembrava finito ed è resuscitato; * Grillo-Casaleggio sembravano in perdita e si sono ripresi alla grande; * il PD era il mezzo vincitore ed è risultato il perdente assoluto.

Tutto questo ieri.

'Del doman non c'è certezza.'






















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu