ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


principi pratici

2011 > vario


PRINCIPI PRATICI



Nonostante lo scetticismo di qualche filosofo, io penso, con Kant, che esista qualcosa che caratterizza fin dall'inizio e indistintamente tutti gli esseri umani.

Lo stesso Hume del resto, così restio ad ammettere principi universali e necessari, affermava che ogni persona, per sua natura, è strutturata in modo tale da provare gli stessi sentimenti degli altri suoi simili.

Siamo diversi, alla nascita: per temperamento, per attitudini, per capacità intellettive; altre differenze si sovrappongono e si frammischiano poi, in forza delle interazioni con l'ambiente.

E tuttavia siamo tutti in grado di soffrire e gioire allo stesso modo anzi, per dirla con Hume, siamo capaci di 'capire' se e quanto gli altri soffrono e gioiscono.



Sono quindi convinto che, al di là delle molte differenze reali e ipotetiche,
gli esseri umani sono tutti titolari della stessa dignità, hanno tutti diritto a godere di quel benessere che le conquiste della specie sono in grado di garantire, devono tutti poter perseguire la felicità, come solennemente affermato nella Dichiarazione delle Tredici colonie americane.


Da queste constatazioni derivano
tre caratteri universali cui dovrebbe ispirarsi l'azione delle singole persone, dei popoli e, soprattutto, dei governanti.



*) Ragionevolezza.

Non si tratta della razionalità di cui parlavano Socrate, Platone e Aristotele.

Affermando senza tanti giri di parole che l'uomo 'è un essere razionale', l'hanno di fatto consegnato indifeso al dominio degli istinti.

Non è nemmeno la ragione normativa di Cartesio o di Leibniz.


Quella ragione si attribuisce prerogative che non ha, crede di poter creare dal nulla come dio e corre il rischio di generare mostri.

E non è sicuramente la 'ragione strumentale', tanto deprecata da Horkheimer e Adorno.


La ragione strumentale è la 'razionalità' capitalistica, vorace e distruttiva, incline a sfociare nel suo contrario, l'irrazionalità.


Ragionevolezza è la razionalità critica di Hume e di molti Illuministi.



E' la capacità di riflettere, di argomentare, di confrontarsi.

E' consapevolezza e autocoscienza.


E' una ragione che conosce la forza degli istinti e delle passioni, che non nega le emozioni, che si fa infiltrare dai sentimenti.

Sa che non può eliminare le spinte dell'egoismo, che non può dominare a piacimento le forze più distruttive e proprio per questo cerca di rafforzarsi: per non soccombere.

La ragionevolezza è quella 'forza dolce': +. che si alimenta di esperienze e conoscenze positive; +. che ci spinge al dialogo e al confronto; +. che ci fa cogliere ciò che di profondo ci accomuna ai nostri simili e ci induce ad accrescere non solo il nostro ma anche l'altrui benessere.

Ragionevolezza è indubbiamente una qualità della nostra natura che, per diventare decisiva, deve essere coltivata e rafforzata attraverso i processi formativi.



*) Universalità.


Parafrasando Spinoza potremmo dire che siamo delle piccole onde, interconnesse le une con le altre, fragili e nello stesso tempo tutte necessarie a formare il grande oceano della vita.



Il principio è molto semplice e immediatamente evidente.

Dice che, per quanto riguarda le aspirazioni fondamentali - la liberazione dal dolore e dal bisogno, il godimento di un benessere elementare, il perseguimento della felicità - tutti gli esseri umani sono uguali, sono sullo stesso piano.


'Sentono' allo stesso modo.


Hanno gli stessi doveri e gli stessi diritti.

Indipendentemente dal posto in cui nascono o dalla classe sociale di appartenenza.

E' chiaro che tra il principio e la realtà c'è un abisso, che non è certo stato colmato con il passare dei secoli e dei millenni.

Ed è di conseguenza evidente che nessuno può immaginare che il principio trovi concreta e immediata attuazione.

C'è bisogno di un percorso che, tuttavia, deve essere delineato e intrapreso: pena la sconfitta dell'umanità, intesa come specie.

Per cominciare, intanto,
è importante ribadire il principio e riconoscerne la fondatezza.



*) Reversibilità.

Anche questo principio, spesso trascurato e ignorato, è presente da sempre nella nostra cultura.

E' stato addirittura banalizzato in una espressione di uso comune e frequente:
'non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te'.

E' legato alla ragionevolezza e alla universalità ed esprime una verità talmente forte ed evidente che dovrebbe avere sugli animi un ben altro vigore cogente.

*) Siamo capaci di provare dolore e benessere; *) siamo anche in grado di 'capire' che cosa significa per gli altri esseri umani questo 'sentire'; *) non possiamo non volere per i nostri simili la stessa liberazione dal dolore e lo stesso godimento di benessere che auspichiamo per noi.

L'espressione appena citata 'non fare agli altri …' va infatti integrata con la stessa, volta al positivo:
'fa e dà agli altri ciò che vuoi sia fatto e dato a te'.

Chi pensa che i suoi simili godano della sofferenza o accettino come normale il dolore, di qualunque natura esso sia, o è un depravato o è in malafede.

Ciò che non si accetta per sé e per i propri cari non lo si può volere nemmeno per gli altri: ciò che si desidera per sé e per i propri cari, lo si deve volere anche per gli altri.



E' importante incamminarsi verso l'attuazione di questi principi, non solo per motivi di natura altruistica ma, soprattutto, per una finalità che definirei prettamente egoistica (
ecco a che cosa serve la 'ragionevolezza!).

Nessuno può pensare di godersi il suo benessere in mezzo a una moltitudine angosciata e sofferente: quella massa farà di tutto per partecipare, per strapparne almeno una parte.


E saranno uccisioni, terrorismo e forse anche guerre.

Può darsi che una generazione la faccia franca, ma prima o poi a qualcuno toccherà un prezzo molto salato: perché quando l'esclusione arriva a certi livelli, allora salta tutto.

Ridurre la sofferenza e condividere il benessere non è un optional, ma un'esigenza imprescindibile e una necessità.




















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu