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sberle da voto

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI

30 MARZO 2010


sberle da voto



Scrivo a caldo, senza aver ancora letto alcun commento, avendo dato una semplice occhiata ai risultati delle regionali.

Il voto ha decretato una consistente
avanzata della Lega al Nord: che è riuscita a far eleggere nel consiglio regionale lombardo perfino uno come il figlio di Bossi.

Il centro sinistra perde quattro delle regioni che amministrava precedentemente: Piemonte, Calabria, Lazio e Campania.

Quattro regioni 'pesanti' e importanti: se è vero che la precedente consultazione regionale che aveva dato al centro sinistra quasi tutte le regioni italiane si doveva considerare eccezionale e quasi abnorme, è anche vero che perdere in un colpo solo quattro popolose regioni quali quelle appena citate è pur sempre una bella botta.

A mio parere, quindi, da queste regionali esce sconfitto il centro sinistra:
vincono la Lega e, complessivamente, il centro destra.

Che dire?


*.

Il centro destra.


In questa fase sa interpretare meglio degli avversari le pulsioni profonde della maggioranza degli italiani.


Ha dei leaders spregiudicati, che sanno usare tutti i mezzi a loro disposizione, fin oltre i confini del lecito.

Ha in
Berlusconi un vantaggio innegabile: sia per le proprietà che gli appartengono che per l'uso che sa fare di ciò che, formalmente, non gli dovrebbe appartenere.

Il signore delle televisioni, tra l'altro, è anche favorito dalla
debolezza degli 'arbitri': che in parte sono inadeguati, in parte sono soggiogati e in buona parte sono già 'infiltrati' (vedi il mio piccolo pezzo di sabato 27/03 sulla politica delle assunzioni di Bertolaso).

Al di là di tutto, quando si tratta di chiedere e conquistare il potere, il centro destra sa fare squadra, sa parlare alla cosiddetta 'gente' nel modo più idoneo e sa portare a casa il risultato.


*.

Il centro sinistra.


Continua a rigirarsi nella sua crisi, che sembra non finire mai.


Soffre, certo, dello handicap del minore accesso ai media televisivi, ma patisce soprattutto le sue lacune e le sue debolezze.

Non ha un leader all'altezza, che sappia in qualche modo contrastare Berlusconi:
Bersani è certamente una brava persona, ma non ha carisma né la determinazione necessaria.

In quel ruolo mi sembrava più adatto
Franceschini.

E' poi
dilaniato al suo interno: ognuno corre per sé, nessuno pensa a fare squadra, tutti sembrano preoccupati o di crearsi un altarino personale o di tagliare le gambe agli alleati.

Grillo ha ottenuto un bel risultato personale in Piemonte: il risultato finale è di aver consegnato la regione alla Lega.

L'unico personaggio in grado di smuovere la 'famosa' gente e capace di riconquistare la sua regione, parlo di
Vendola, ha dovuto lottare fino alla fine contro i suoi stessi compagni di cordata (D'Alema in primis) che volevano farlo fuori.

E' ancora attualissima la maledizione che
Moretti ha lanciato anni fa a piazza Navona: 'con questi leader non vinceremo mai'.


*.

La gente.


Il popolo italiano vuole proprio questi leader.

Sembra incredibile ma è così.


Vuole Berlusconi che ha perso in Europa e nel mondo ogni credibilità e che, quando va all'estero, o dorme o fa le corna o bacia le mani dei dittatori.

Vuole Bossi, di cui, come ho detto, ha votato anche il figlio. Uno che avrebbe dovuto passare la sua vita appoggiato al bancone di un bar a bere aperitivi e a sparare cazzate da mattina a sera. Come ha fatto fino a quasi 40 anni, del resto.

Per fino
gli aquilani, nonostante tutto quello che è emerso nel dopo terremoto, non hanno rieletto la Pezzopane, l'unica che aveva cercato di salvare la dignità dei terremotati dalle barzellette e dalle rodomontate di B&B.

La gente non ama i Verdi perché vuole edificare dappertutto, senza alcun limite.

Vuole scaricare i veleni dove gli fa più comodo.

Odia le leggi e le regole e cerca di aggirarle, ogni volta che può.


Sappia, 'la famosa gente', che dovrà tenersi per molti altri anni il territorio colabrodo che ha, con le sue frane e le alluvioni, con gli smottamenti e le cementificazioni.

Dovrà prendersi in casa le
centrali nucleari: passate le elezioni verranno indicati i siti dove saranno costruite.

Dovrà tenersi le infrastruttute pubbliche fatiscenti che caratterizzano la nostra penisola, la burocrazia elefantiaca, i pronto soccorso da quarto mondo, la scuola inefficiente e tutto il resto.

Forse con il centro sinistra le cose non sarebbero andate molto diversamente ma, sicuramente, su certe questioni ci si sarebbe potuto e dovuto confrontare.

In ogni caso questa è
la gente italiana: che crede alle favole, che agisce in base ai propri egoismi, che si esalta alle fanfaronate sparate a tutto volume, che si scalda per sentimenti inesistenti o soltanto evocati, che - spinta dall'amore - odia a morte gli avversari, che ...

Chiedo scusa, ma io non mi sento parte di questa gente.


*.

Gli arbitri.


Gli arbitri sono le magistrature supreme: la
Corte di Cassazione, la Corte Costituzionale, la Corte dei conti, la Presidenza della Repubblica, le varie Autorities e, in generale, tutti gli organi di controllo.

Come ho già detto, in parte sono già stati colonizzati dal signore delle televisioni e in buona parte lo saranno ancor di più in futuro.

Per quanto sia inaccettabile, la cosa mi sembra, però, inevitabile.


Vista la concezione che della politica e della vita associata hanno certe persone.

Vorrei dire una sola parola sul
Presidente della Repubblica: mi auguro resista alle sirene e alle intimidazioni del presidente del consiglio. Cosa che finora ha fatto in maniera discontinua.

Temo che a furia di controllare la formalità dei procedimenti, il Presidente della Repubblica finisca per
far la guardia a un guscio vuoto.



In conclusione.


Ci sono popoli che, di fronte all'inadeguatezza, reale o presunta, di un leader, sanno ritornare sui loro passi e togliergli la fiducia.

Vedi lo smacco subito da
Sarkozy alle recenti elezioni regionali, in Francia.

Il popolo italiano è di un'altra razza: considera il leader un padre intoccabile e una volta elettolo lo conferma a vita.

Nonostante tutto (e per tutto intendo proprio TUTTO).


Riesce a rinsavire, questo benedetto popolo, solo quando tocca il fondo, quando è sull'orlo della rovina totale, quando è messa in pericolo la sua stessa esistenza.

Allora ha un sussulto liberatorio e si sbarazza del responsabile della catastrofe nel modo più brutale.


Dato che, a quanto pare, non siamo ancora sull'orlo del precipizio,
Berlusconi può stare tranquillo: continuerà a ottenere la fiducia di quel popolo che lui sa 'incantare' con facilità e con grande maestria.


Agli altri (a me) non resta che prenderne atto.

Per ricominciare (continuare) a ragionare

O per prendere altre strade.



PS

Visti i risultati conseguiti nei comuni di
Lecco (sconfitto il leghista Castelli) e di Venezia (sconfitto Brunetta), il centro sinistra ha almeno qualcosa di cui rallegrarsi.

E su cui riflettere con profitto.






























il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

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