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scuse agli aborigeni

2007-2010 > 2008 > COSTUME

30/06 - 06/07 _ 2008

SCUSE AGLI ABORIGENI


Anche il Canada, dopo l'Australia, ha chiesto scusa agli aborigeni.

Termine orribile che sta per nativi, per abitanti originari.

Le cose sono andate in modo diverso nei due Paesi.

In Australia il primo ministro Kevin Rudd ha chiesto scusa per il trattamento che i bianchi hanno riservato agli indigeni, in particolare per i danni morali e fisici causati dalla politica dei rapimenti.

Sì, perché i bianchi, non contenti di aver tolto ai legittimi proprietari l'intero continente, si sono messi, ad un certo punto, a rubar loro anche i bambini.

I figli di queste popolazioni native venivano rapiti e allevati dai bianchi: venivano strappati ai loro cari e alla loro cultura per essere cresciuti nella 'civiltà' dei conquistatori.

Molti di questi bambini erano sottoposti a crudeltà e ad abusi di ogni tipo.

Scuse pubbliche e via: per il resto tutto inalterato.

Il Canada ha chiesto ufficialmente scusa con un discorso del Primo ministro davanti al Parlamento.

Scusa per le efferatezze compiute dai bianchi, soprattutto per il rapimento, la 'civilizzazione' e la 'cristianizzazione' forzata di migliaia di bambini.

Qua i piccoli sono stati tirati su in istituti religiosi, all'interno dei quali molti di loro hanno subito abusi di ogni genere, soprattutto sessuali.

Per chiudere la questione il Canada ha anche stanziato due miliardi di dollari da destinare a coloro che sono stati vittima di violenze e discriminazioni.

Hanno fatto molto, Canada e Australia?

Hanno fatto qualcosa, un primo passo di un cammino che potrebbe e dovrebbe essere molto più lungo.

Che forse si fermerà qua o che andrà poco più avanti.

Un passo che dovrebbe essere fatto da molte altre popolazioni: dai bianchi degli USA, per esempio e da tutti gli altri bianchi d'America; dai cinesi e dai malesi colonizzatori dell'Indonesia; dai bianchi del Sudafrica; dai Russi conquistatori della Siberia …

Tanto per citare alcuni tra i casi più noti.

La storia delle conquiste coloniali è fatta di massacri e di veri e propri genocidi.

Se ne dovrebbero ricordare tutti coloro che non perdono una occasione per condannare i genocidi del '900.

Un genocidio non è meno esecrabile perché è stato perpetrato un secolo prima.

E il fatto che i genocidi continuano ad essere attuati in diverse parti della Terra significa che l'umanità, nel suo complesso, non ha ancora fatto i conti con i suoi misfatti.

Significa, ahinoi, che nessun popolo può ancora ritenersi definitivamente al riparo da una simile minaccia.



















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