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spigolature politiche

2007-2010 > 2008 > POLITICA

(07/06/2008)

SPIGOLATURE POLITICHE


1)

Metto subito da parte l'estrema sinistra e il centro sinistra.

Sembra non facciano più notizia.


L'estrema è letteralmente sparita: ogni tanto si sente Ferrero, ma sembra uno che parla di un altro pianeta. Certo non dell'Italia di oggi.

Deve ringraziare Fini che, bontà sua, è pronto a riservargli dei posti fissi tra il pubblico di Montecitorio.

Il centro sinistra, leggasi PD, è in totale crisi di identità.


Le sue mille anime non hanno ancora trovato un denominatore comune (lo troveranno mai?); sembra che i suoi leaders non abbiano mai fatto l'opposizione, tanto paiono smarriti nella nuova situazione.

Fassino è sempre più evanescente: evidentemente l'incarico in Birmania non gli ha giovato.

D'Alema è come tramortito: sussurra tra sé e sé delle formule incomprensibili, retaggio del potere perduto, cui era evidentemente molto affezionato.

Veltroni è alla disperata ricerca di una strada convincente e percorribile, che gli auguriamo di trovare al più presto.

Tutti devono sperare che tal Bruno Luverà (da quali armadi è mai sbucato costui?) li inserisca nel suo contraffatto temino ad uso e consumo della non informazione.

L'unico che sembra già calato nella parte è Di Pietro: probabilmente era preparato da lungo tempo all'evenienza.


2)

Mi ha fatto un certo effetto nella parata del 2 giugno vedere sulla stessa vettura scoperta il Presidente Napolitano, ex PCI e, seduto dietro a lui, il Ministro della difesa La Russa, ex MSI.

A salutare le forze armate e a riceverne l'omaggio.

Un segno dei tempi chiaro e inequivocabile.


Una volta ci si chiedeva con terrore: non ci toccherà mica morire democristiani?

No: era scritto che dovremo morire qualcos'altro.


Sul palco ad attenderli un'autentica marea di ex: di tutte le bandiere, di tutte le avventure, di tutti i personalissimi e interessati percorsi.

Sono stato preso quasi da un senso di vertigine, di totale spaesamento.

E poi Pansa, per continuare a rimestare le sue storie dell'altra Resistenza - quella cara alla destra -, rimprovera a Giorgio Bocca la sua giovanile (incauta fin che si vuole, ma incosciente) adesione agli ideali del fascismo. Che miseria! Bocca è stato poi comandante partigiano e dalla fine della guerra ai nostri giorni si è sempre battuto per valori alti e nobili.

Molti dei signori di cui sopra hanno cambiato più volte casacca nella loro vita senza mai testimoniare alcunché, senza mai fare ammenda di niente, per puro interesse, per brama di potere.

Ci sarebbe da riflettere un bel po' sul significato di ex.



3)

Un altro esempio luminoso di quanto sopra detto è incarnato dal neo Presidente della Camera Gianfranco Fini. Il 6 giugno scorso ha ricevuto alla Camera 300 studenti delle scuole medie superiori provenienti da tutta Italia.

Mi ha fatto un certo effetto ascoltare la sua esaltazione della Costituzione del '48, nata dalla lotta antifascista.

Anzi! Non contento del suo panegirico, ha addirittura citato Piero Calamandrei.

Che fu antifascista convinto, membro di Giustizia e libertà, fondatore del Partito d'Azione, padre costituente ...

Chissà se sarà sobbalzato dentro la tomba.


E' pur vero che Fini, che si è da tempo trasformato in un perfetto doroteo, di strada ne ha fatta e qualche ammissione l'ha concessa.
Anche recentemente, quando ha condannato le dichiarazioni razzistiche rilasciate a suo tempo da Giorgio Almirante.

Ma nessuno ha mai ascoltato dalla sua bocca, oggi così straripante di saggezza e di umanità, un rigoroso riesame critico di un passato che certo non manca di lati oscuri.


4)

Il 6 giugno è stato anche il giorno della visita di Berlusconi in Vaticano.

Il Nostro, che ormai ci ha abituati veramente a tutto, non ci ha risparmiato nessuna delle penose scene che pensavamo ormai sepolte nel lontano passato: vistoso inchino con bacio dell'anello; sfilata di politici a ricevere, tra inchini e ulteriori baci, la scatoletta del rosario; promessa di soddisfare tutte le richieste d'oltre Tevere ...

Tra queste ultime spicca l'aiuto dello Stato italiano alle scuole cattoliche: Berlusconi ha affermato che lo Stato italiano fornirà gratuitamente i libri di testo a tutti gli studenti delle scuole private.

Penso che nemmeno il Vaticano faccia molto affidamento su queste promesse: ormai si sa che l'attuale Presidente del consiglio è diventato l'imitatore più inimitabile di Totò. Qui lo dico e qui lo nego.

Tanto è vero che mentre si sprofondava in inchini e attestati di stima e devozione trovava anche il tempo e il modo di ripetere la frustra formula: lo Stato è laico.

Singolare a questo proposito mi è parso il resoconto del solito Bruno Luverà del TG1 (che certo non è stato tirato fuori a caso dalla naftalina in cui ha vegetato per lunghi anni).

Per esprimere un parere su questa affermazione della laicità dello Stato e più in generale sulla visita di Berlusconi al Papa ha chiamato due politici: uno di parte governativa e uno dell'opposizione.

Ha detto proprio così, per far vedere che presentava in modo imparziale due punti di vista contrapposti.

Per il PDL ha dato la parola al parlamentare Maurizio Lupi (uno che ha conosciuto personalmente don Giussani ed è di Comunione e liberazione); per l'opposizione laica ha chiamato l'ex ministro della P.I. Giuseppe Fioroni (che si è laureato in medicina e chirurgia all'Università cattolica del Sacro Cuore ed è, tra l'altro, ricercatore presso il Policlinico Gemelli).

Scambiare Fioroni per un laico è come affermare che un coccodrillo e una lucertola sono la stessa cosa.

Così va l'informazione in Italia.



5)

Questo governo si è finora distinto soprattutto per gli annunci reboanti.

I suoi ministri sembrano tutti Rodomonte.


* Tremonti lancia, contro banche e petrolieri, la Robin tax (nel senso di Robin Hood, quello che rubava ai ricchi per dare ai poveri). Dimentica di parlare, molto più semplicemente e seriamente, di un inasprimento fiscale generalizzato per i redditi alti. Anche quelli derivanti dalla pubblicità, per esempio. Cosa che gli farebbe mettere le mani nelle tasche del suo capo. Si può?

* Maroni strombazza il reato di immigrazione clandestina. Pur sapendo che peggiorerebbe la situazione e, quasi sicuramente, rallenterebbe le espulsioni.

* Bossi continua ad invocare il federalismo fiscale. Finge di ignorare che quella misura, così come si agita nella sua testa, non potrà mai essere introdotta. Perché non prova a dirglielo a Lombardo ciò che veramente ha in mente?

* Non passa giorno che Scajola, quello che ha definito Marco Biagi un rompiballe, non minacci non una ma cento, mille centrali nucleari.

Senza nessun senso della misura e della realtà.


E intanto, anche a Roma, si continuano a costruire quartieri immensi senza che nessuno riesca ad imporre l'installazione, sulle loro terrazze, di qualche pannello fotovoltaico.

* Posso finire con Berlusconi, tanto per non cambiare: via subito la mondezza dalle strade di Napoli; si costruiscano discariche e termovalorizzatori (intanto continua a mandarla in Germania, come prima, un po' più di prima); si dia inizio al Ponte sullo stretto (salvo poi a dire che è meglio liquidare la società che se ne occupa); cordata italiana per l'Alitalia (a qualcuno ha detto che sarebbe meglio dare tutto ad Air France); ...

L'unica cosa che vuole per certo, senza smentite né piroette, è che Rete 4 resti come e dov'è. Costasse pure un salasso di danaro pubblico.

(Senza tanti contorcimenti vuole anche, di sicuro, la fine delle intercettazioni telefoniche. Per non correre rischi).


6)

Si parla sempre più insistentemente di quoziente famigliare.


Pare che anche il Papa e il cardinal Bertone l'abbiano richiesto a Berlusconi che, naturalmente, ha subito promesso che verrà introdotto nel prossimo DPF.

Non è un sistema per far pagare le tasse a chi non le paga: anzi, chi solitamente non le paga non solo continuerà a farlo ma potrà pure godere di sovvenzioni e aiuti da parte dello Stato.

A fronte di un tenore di vita di tutto rispetto.



Con il nuovo sistema, due operai (o impiegati) che magari abitano in affitto e hanno due figli con lavoro precario, oltre a pagare le solite imposte rischiano di venir considerati ricchi a tutti gli effetti, soggetti da spennare ulteriormente.

Anche se nessuno di loro possiede uno straccio di casa, anche se i figli non possono guardare al loro futuro con una qualche tranquillità.

Tutto ciò mentre Fini propone per i parlamentari il mese di tre settimane (a fronte di quello reale che è di 4 settimane e mezza).

In cambio di onorari, privilegi e appannaggi che i soggetti che si apprestano ad essere ulteriormente tosati con il quoziente famigliare nemmeno si sognano.

Questo, sommato agli annunci di cui sopra, dimostra come ormai in Italia la demagogia regna sovrana.


PER FINIRE


Come mai Maurizio Gasparri continua a comparire ogni giorno in televisione per dire il suo nulla su tutto?

Nessuno l'ha informato che non sta più all'opposizione?

Che non c'è più bisogno della lezioncina quotidiana, visto che il potere è ormai saldamente conquistato?

L'hanno capito perfino Schifani, Bonaiuti, Cicchitto e Bondi.


Non solo non l'ha capito lui ma non lo vogliono capire nemmeno i telegiornalisti che sembra non abbiano di meglio da fare che piazzare i loro microfoni sotto le sue umide labbra oracolari.





















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