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stupri, televisione e ... sicurezza

2007-2010 > 2009 > COSTUME


(24/02/2009)



STUPRI, TELEVISIONE E ... SICUREZZA


In che cosa consista materialmente lo stupro, lo sanno tutti.

Come sia vissuto dalle vittime è difficile dirlo, almeno per me.

A parte le conseguenze 'fisiche', non sempre irrilevanti, credo che solo una donna può riuscire a comunicare i devastanti effetti psicologici che quella violenza produce.

E solo una donna può comprenderli fino in fondo.

Perché, a mio parere, siamo nel campo di quella unicità di genere che è assolutamente specifica e, di conseguenza, incomunicabile.

Può un maschio capire fino in fondo la maternità?

Io penso di no.

Così come, secondo me, una donna non potrà mai afferrare l'essenza dell'atto sessuale maschile.

Hanno detto che è un po' come essere sodomizzati contro la propria volontà.

Se penso a quel tipo di violenza sento una repulsione totale e radicale.

Ma siamo sicuri che si tratta di una analogia credibile?

Perfettamente rispondente?

Io penso che nello stupro ci sia qualcosa di più, qualcosa che le parole non possono comunicare, qualcosa che, in ogni caso, deve essere assolutamente brutale e profondamente lesivo.

E' quindi un reato molto grave, non adeguatamente prevenuto né efficacemente contrastato dalla società e dalla legislazione.



Non so se in questi ultimi tempi ci sia stato un incremento di simili delitti, so solo che la loro incidenza è stata enfatizzata dal coro unanime dei media (di cui parlerò più sotto).

E importante, innanzi tutto, capire da quali contingenze sono originati questi assalti violenti.

Qui le risposte possono essere tante e diversificate.

*

Mancanza di una vera e completa educazione sessuale: di una educazione che tratti la sessualità non dal punto di vista della repressione o come finalizzata, unicamente, alla riproduzione.

Ma tale da considerarla una componente essenziale dell'espressione della personalità e della propensione sociale degli individui.

*

La trasformazione della donna, operata soprattutto dalla televisione, in puro e semplice oggetto di godimento.

Facile da ottenere e semplice da usare.

Come tutti vedono, le trasmissioni che manipolano la donna, che la spogliano della sua personalità trasformandola in qualcosa di sommamente appetibile e facilmente conquistabile, sono aumentate negli ultimi anni.

Per il piacere di un pubblico che non ha nella capacità di pensiero e nell'auto controllo i suoi punti di forza.

Sfortunatamente, anche questo bisogna dirlo, ci sono sempre più donne che si prestano a questa commercializzazione.

Anche donne che poi, nel giro di pochi anni, smettono i panni delle 'provocatrici' mediatiche, vestono le castigate grisaglie ministeriali e senza spendere una parola di auto critica o di approfondimento, si impancano a severissime moralizzatrici.

*

Il disagio psicologico e sociale in cui sono costrette a vivere tante persone, anche tanti ragazzi.

Il disagio è la fonte prima della devianza.

Porta inevitabilmente alla vita di gruppo, che si forma e si consolida proprio sulla devianza.

Si tratta in genere di gruppi chiusi, formati di soli maschi, che sopravvivono nella società grazie ad una serie ininterrotta di atti delinquenziali, più o meno gravi, a volte al limite della punibilità legale.

E' chiaro che questi gruppuscoli sono destinati, rispetto all'esplicazione della loro sessualità, a trasformarsi in branchi.

*

Si dice che a commettere gli stupri sono soprattutto stranieri, prevalentemente romeni (prima erano albanesi).

Non so quanto questo sia vero, da un punto di vista strettamente statistico.

So per certo che spesso, attori di abusi sessuali, anche su minori, sono italiani, talmente italiani da essere gli stessi famigliari.

E in ogni caso, se è vero che l'assalto violento è commesso soprattutto da chi vive in condizione di forte disagio, non solo psicologico ma anche socio economico, ne deriva che, in proporzione, saranno più gli stranieri a compiere gli assalti.

E, viste le condizioni in cui molte volte li costringiamo a vivere, non c'è da aspettarsi, per il futuro una recessione del fenomeno.



Si potrebbero fare tante altre riflessioni, in merito, sia in rapporto alle cause scatenanti che rispetto ai possibili rimedi.

Ma non mi voglio dilungare su una materia che richiede, naturalmente, altri meditati approfondimenti.

Le soluzioni da adottare sono poi implicite in quanto ho già detto a proposito dei motivi scatenanti.



Voglio solo aggiungere qualche altra considerazione circa il ruolo della televisione.

La televisione, come si sa, nel nostro Paese, è nelle mani e nella disponibilità di chi gestisce attualmente il potere.

Voglio ricordare che, prima delle elezioni politiche e amministrative romane dello scorso anno, il centro destra ha usato la devianza in generale (gli stupri, ma anche le rapine, anche i crimini efferati, le morti violente …) per conquistare il potere (in Italia e nell'amministrazione della città di Roma).

Ci si sarebbe aspettato che da allora in avanti i crimini sarebbero non dico spariti ma quanto meno vistosamente diminuiti di numero.

E invece così non è stato (come del resto non è avvenuto per l'arrivo dei clandestini). Sono anzi aumentati.

C'è stata forse una campagna delle televisione scatenata per sottolineare l'incapacità di governo del centro destra?


Assolutamente no, né poteva esserci, essendo il padrone delle televisioni a capo dell'attuale governo.

Che cosa è successo invece?

Che il centro destra ha usato e usa questi stessi crimini per introdurre nella legislazione italiana una serie di norme che qualche anno fa si sarebbero definite liberticide.

Prima, per vivere in maggiore sicurezza il popolo italiano è stato spinto a dare il governo al centro destra; ora, sempre al fine di conquistare questa chimera della sicurezza, il popolo italiano è costretto a subire pesanti limitazioni alla libertà personale nonché un continuo e inarrestabile salasso di denaro pubblico.

Non solo ma la stessa televisione (3+3) che è nella disponibilità del signore della pubblicità che è anche a capo del governo, continua imperterrita (come e più di prima) a sfornare quei programmi osceni che, di fatto, favoriscono la mentalità dello stupro.

Perché fanno cassetta, attirano pubblicità, incrementano in modo esponenziale la ricchezza di chi si è impadronito a man salva dell'Italia.

Il groviglio, come si vede, appare inestricabile anche se è molto chiaro nelle sue linee essenziali.


Finché il popolo italiano godrà di trasmissioni quali 'Il grande fratello' e simili e finché non avrà colto l'intrinseca amoralità di personaggi televisivi che sono, invece, portati sugli scudi, non c'è molto da sperare né per quanto riguarda il fenomeno degli stupri né, più in generale, in relazione alle sorti del nostro disastrato Paese.











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