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su me stesso

2007-2010 > 2007 > presentazione

(31/10/2007)


Ci sono state persone che hanno illustrato la storia dell’umanità:
nel campo dell’arte, della scienza, della cultura in genere.

Alcune hanno dedicato la propria esistenza a nobili cause.

Altre hanno sacrificato la propria vita per gli altri.

Queste persone hanno meritato un posto nel calendario di Bacone.

In quello della rivoluzione francese.

Nel calendario di Comte.

Ci sono esseri umani che vengono al mondo minati dalla malattia.

Che muoiono dopo un flash di indicibile sofferenza.

E ci sono persone che nascono nella parte sbagliata della Terra.

Per una vita piena di stenti e di interminabili afflizioni.

Ci sono bambini che nascono in un buco maledetto
della parte fortunata della Terra.

A loro toccano privazioni e dolori nell’indifferenza generale.

Tutti costoro sono degni di essere ricordati.

Le loro vicende dovrebbero essere studiate e meditate.

Meritano tutti il Pantheon, indistintamente.


Oggi ...

La mia esistenza ...

Oggi il mondo trabocca di gente che vuole lasciare il segno,

che pretende visibilità,

che aspira all’immortalità.

Gente che urla in modo indecente la propria presenza.

Gente che mostra la propria volgarità su ogni superficie.

Gente disposta a tutto pur di comparire in TV.

Gente che scorrazza su è giù per Internet come un cane incontinente.

Il potere ha capito questo bisogno.

L’hanno capito anche tutti coloro che in Internet e fuori devono vendere qualcosa.

Tutti chiamano tutti a dire, a raccontare e a scrivere.

Ad inviare un video, a spedire un suono, a sparare un’opinione.

Ad esprimere un desiderio, ad avanzare una richiesta, a formulare un giudizio.

Ad emettere una condanna, a pronunciare una assoluzione, a fare un gesto.

Ad affermare: ‘faccio qualcosa – qualunque cosa – dunque sono’.

'Imbratto i muri, quindi esisto.'

'Voto per un sondaggio, quindi esisto.'

'Passo al volo in TV, quindi esisto.'

'Urlo più forte di tutti, quindi esisto.'
...

Quanto a me, non faccio parte di questo mondo.

Non ho mai avuto niente da questo mondo e
ho cercato di dargli lo stretto indispensabile.

La sua attrattiva su di me
è presso che nulla.

Non posso dire che odio questo mondo,
perché sarebbe un po' troppo forte;
ma che mi dà fastidio, questo sì lo dico,
a chiare lettere.

Che lo disprezzo,
questo deve essere chiaro.

Una persona non è importante per il numero di anni accumulati,
non conta per quello che ha
né per quello che ha arraffato in fatto di titoli, incarichi o ricchezza.

Conta per quello che dice
e per quello che fa.

Se le sue parole fanno centro,
allora quella è la persona giusta.

Se poi le parole sono seguite da una vita coerente,
allora quella è una persona degna di attenzione e rispetto.

Io intendo propormi solo per quello che dico,
per come lo dico.

Capisco la brama di notizie.

La sete di conoscenza.

Il prurito della curiosità.

La prurigine da guardone

Ma non posso farci gran che.

Per onore di verità e di completezza
dirò che nel 1968 avevo vent’anni.

L’undici settembre 1973 la mia vita è cambiata radicalmente.

E' tutto.


























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