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Susan Boyle

2007-2010 > 2009 > COSTUME


(22/04/2009)


SUSAN BOYLE


Ogni giorno siamo bombardati da notizie allarmanti.

Inquietanti.

Di ogni genere.


Una coppia tedesca, ad Aosta, si volatilizza dopo aver abbandonato al ristorante i suoi tre figli: 7mesi, 2 e 4 anni.

Ragazzi che imbracciano pistole o fucili e irrompono nelle scuole, nelle chiese, nei luoghi di festa per far strage di loro coetanei.

Ragazzi che sempre più numerosi, in una città solare e pacifica come Roma, si armano di coltello e si affrontano come fossero nella Chicago degli anni trenta.

Ragazzi che nella sperduta Bridgend si tolgono la vita in serie, senza un apparente motivo, per dar corso a qualche 'sparata' pubblicata in Internet.

Stephanie Parker, ragazza di 22 anni, protagonista della fiction Belonging, si suicida perché la BBC interrompe la serie televisiva di cui era interprete.

Padri all'apparenza integerrimi che stuprano per anni le loro figlie costringendole anche a numerose gravidanze.


… … … ... ... ... ... ... ...



Si potrebbe continuare all'infinito con questa 'musica', se solo volessimo gettare lo sguardo al di fuori del nostro mondo che, tutto sommato, gode di un certo benessere.

E c'è un altro tipo di cronaca, meno rumorosa ed appariscente ma sicuramente più allarmante in relazione a quello che potrà essere il futuro dell'umanità.

E' di questi giorni la notizia di un ricercatore americano che afferma di aver clonato un certo numero di embrioni umani e di averli poi impiantati nell'utero di donne - cavia.

Ha subito aggiunto, bontà sua, che nessuno degli embrioni formato a partire da un lembo di pelle dei donatori, ha portato ad una gravidanza effettiva ma, ha insistito, l'obiettivo potrà essere raggiunto nel giro di uno o due anni.

'Il mio desiderio, ha affermato, è di aiutare le persone'.



C'è poi il capitolo OGM, gli organismi geneticamente modificati, che alcune multinazionali vogliono a tutti i costi mettere nei nostri piatti: a parte le loro rassicurazioni, nessuno sa con certezza quali saranno gli effetti a medio - lungo termine dell'ingestione di quei cibi.

Ma ci sono anche i formaggi, gli oli extra vergine di oliva, i vini che vengono fabbricati a partire da sostanze chimiche che nulla hanno a che vedere con gli elementi naturali dichiarati.

E le verdure coltivate nei campi concimati con la diossina.

Il pesce al mercurio e i polli cinesi allevati in una delle aree più inquinate del pianeta.

E che dire dei gassificatori e dei loro fumi?

Delle fughe radioattive dalle centrali nucleari?


Tutti abbiamo subito l'effetto Chernobyl: non tutti alla stessa maniera ma certo tutti abbiamo respirato un po' di quell'aria, abbiamo mangiato qualcosa di quegli alimenti contaminati.

Sappiamo con certezza che dalle centrali nucleari ci sono spesso 'fughe radiottive', come gas o vapori o sotto forma di liquidi.

Fughe che, quasi sempre, vengono passate sotto silenzio o che una volta scoperte vengono certificate come innocue.

Tutto ciò va a prefigurare una umanità futura leggermente diversa da quella attuale: non tanto e non solo sotto il profilo culturale ed etico, cosa del tutto comprensibile, ma proprio dal punto di vista genetico.

Non oso pensare a quali aberrazioni potrà portare un uso scriteriato e spregiudicato della tecnologia e di certa scienza.

Anche perché stiamo già vivendo in prima persona e sulla nostra pelle il mutamento epocale indotto dalla televisione: che sta cambiando la 'mente' dell'umanità ad una velocità supersonica.



Bene! Di fronte a tutto questo, frastornati da questo mondo che sembra far di tutto per rendersi odioso e pericoloso, come non gioire in presenza di un fenomeno come quello rappresentato da Susan Boyle?

Tutti l'avrete vista (per chi ne fosse ancora all'oscuro riporto ancora una volta più sotto il link ad un video) e penso che quasi tutti abbiate gioito con lei e per lei.

Questa donna, apparentemente, ha ben poco di attraente: ho visto una foto da qualche parte in Internet che la presenta con un testone enorme, sovrastato da una chioma irsuta, sfrangiata, incontrollata e incontrollabile.

Una sorta di fusione tra la testa di Medusa e il capoccione di un Jack Nicholson particolarmente furioso.

Susan Boyle è nata nel 1961 a Blackburn, un villaggio scozzese posto tra Glasgow ed Edimburgo.

Alla nascita ha sofferto di una leggera anossia per cui le furono diagnosticate delle difficoltà di apprendimento.

Erano in dieci fratelli e la sua vita non è certo stata facile.

I suoi compagni di scuola la gratificavano dell'appellativo
'Susie simple': cosa che, lungi dal deprimerla, la aiutò ancor di più ad avere fiducia in se stessa.

Ha provato in più di un'occasione a farsi notare per le sue doti vocali ma ogni volta, per un motivo o per un altro, la sua prova non solo non suscitava entusiasmi ma non raccoglieva nemmeno quel minimo di consenso che le poteva permettere di giocarsi una chance.

Che invece è riuscita ad ottenere nel gennaio di quest'anno partecipando al 'Britain got talent'.

I video che illustrano la sua performance sono esemplari: mostrano la sua figura alta, tozza, assolutamente genuina ed autentica, ruspante vorrei quasi dire; mostrano un pubblico e una giuria molto scettici, per non dire del tutto maldisposti.

E poi mostrano il miracolo di quella voce forte, ferma e ben impostata, di quell'interpretazione così straordinaria e palpitante da trascinare pubblico e giuria prima allo stupore, poi all'emozione quindi ad un irrefrenabile entusiasmo.

A mio parere il suo successo è stato determinato anche dal tipo di testo interpretato, 'I dreamed a dream', un brano tratto dal musical 'Les Miserables' le cui parole sembrano attagliarsi magnificamente alla sua biografia.

Guardate attentamente come canta i versi finali:

I had a dream my life would be

So different from this hell I'm living

So different now from what it seemed

Now life has killed the dream I dreamed.



C'è tutta la sua vita, soprattutto il suo passato, così duro e grigio, in quelle parole.

Dotata di quella voce straordinaria, come poteva non cantare con passione e trasporto quella strofa!

Ecco, Susan Boyle è una realtà dei nostri giorni.

Una sorta di favola, vera, che ci riconcilia con la vita.


Che, anche se per poco, ci aiuta a metter da parte la cronaca distruttiva e auto distruttiva del presente e le prospettive 'radioattive' che si addensano all'orizzonte.

Non so a quale futuro andrà incontro la 'semplice Susan'.


Già le televisioni, i media e tutti i procacciatori di mezzo mondo le si sono avventati per strapparla al suo grigio presente di disoccupata e proiettarla nello scintillante mondo dello spettacolo e del successo.

Almeno per qualche tempo, fin che durerà l'incanto.


Un produttore di film porno, a quanto si dice, le avrebbe offerto un milione di dollari a patto che perda la sua verginità davanti ad una telecamera.

Non so, ripeto, che cosa farà Susan.

E non lo voglio nemmeno sapere.

Spero di non saperlo mai.


Mi piace immaginare che sappia resistere alla marea cinica, insensata ed oscena che la sta investendo.

Mi piace pensare che riesca a sfruttare l'improvvisa notorietà per quel tanto che basti, a lei e al suo gatto, di vivere dignitosamente nella natia Blackburn.

Voglio credere che sappia combattere e vincere contro
'le tigri che vengono di notte'.

Mi piace immaginare che continui a cantare al suo gatto stupito:

I dreamed a dream in days gone by

When hope was high and life worth living

I dreamed that love would never die




NOTA

Qualcuno ha ipotizzato che tutta la storia di Susan Boyle sia, in realtà, una sorta di invenzione della televisione o di Internet.

Non lo escludo e non mi scandalizzerei.

La televisione è titolare di ben altri 'misfatti'.


Vorrebbe dire che, oltre alle montagne di pattume con le quali solitamente ci sommerge, è capace, anche, di regalare un'emozione.


http://www.youtube.com/watch?v=wnmbJzH93NU&feature=related



















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