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televisione e ... chiesa

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(05/12/2008)

televisione e … chiesa



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Il presidente uscente della Rai Claudio Petruccioli ha invitato il governo ad innalzare il canone Rai.

Claudio Petruccioli era, un tempo, un dirigente del PCI: poi ha seguito tutta la vicenda di quel partito fino all'ultimo approdo.

Qualcuno si è accorto che la Rai ha un presidente di centro sinistra?

Qualcuno si è accorto che tra i consiglieri di amministrazione della Rai c'era anche Sandro Curzi, scomparso recentemente, che proveniva dalla sinistra più radicale?

Nessuno, credo.

Visto come stanno le cose, perché i partiti di centro sinistra non decidono di ritirarsi dal consiglio di amministrazione della Rai e non 'costringono', di conseguenza, anche gli altri a fare altrettanto?

E' vero che Villari si è dimostrato incoerente e tartufesco, ma siamo sicuri che sarebbe peggio dei su citati?

Che cosa hanno fatto per resistere alla berlusconizzazione della Rai?

Assolutamente niente.

Credo anzi l'abbiano favorita, consciamente o no.

Come quando Curzi si astenne sulla proposta di licenziamento del direttore di Rai fiction Agostino Saccà, coinvolto nelle indecenti telefonate con il solito Silvio. Impedendone, di fatto, la cacciata.

E adesso il 'sinistro' Petruccioli, nel pieno di una crisi economica senza precedenti, con le famiglie costrette a tirare la cinghia, con tanti vecchi ridotti a mendicare la tessera di povertà, con le decine di migliaia di disoccupati che si avviano a diventare legioni, in questa situazione drammatica ha il coraggio e la sfrontatezza di chiedere un aumento del canone Rai.

Per corrispondere gli onorari ai mille Saccà di cui la Rai è piena?

Per continuare a pagare i premi ai Luxuria di turno?

Per foraggiare le innumerevoli faraoniche trasferte in ogni angolo del pianeta di giornalisti e troupe?

Per tenere in piedi sine die trasmissioni di potere come Porta a Porta?

Davvero, in questo quadro desolante, Villari è il guaio peggiore?

Per non parlare dei concorsi inesistenti e della totale occupazione della Rai da parte di politici, burocrati ed esponenti di potere in genere.

Davvero la Rai non può fare a meno di una fetta di quel marciume che la avvelena?

Con quale faccia Petruccioli viene a chiedere a noi un aumento del canone, sapendo come stanno le cose dentro e fuori la Rai?

E se non lo sa o è cieco o è in malafede.

Non può, per esempio, decidere una corposa riduzione (dimezzamento?) dei budget destinati a chi prende più di 5000 € al mese?

Magari a cominciare dal suo?

O crede che la festa, alla Rai, non debba finire mai!


*)

L'altra notizia riguarda i fondi destinati alle scuole paritarie, leggasi cattoliche per il 90 %, che il governo aveva 'dimenticato' di rifinanziare.

A questo proposito c'è stato subito un intervento molto duro dei vescovi che hanno ingiunto allo Stato italiano di erogare i finanziamenti previsti.

Seguito da un'esortazione mirata del Papa che ha invitato i governi ad adottare 'misure a favore dei genitori che li aiutino nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose'.

Come si sa la nostra Costituzione prevede espressamente l'esistenza di istituzioni private dedite all'istruzione, ma sottolinea anche che quelle iniziative devono essere portate avanti 'senza oneri per lo Stato'.

Ora tutto si può dire tranne che i nostri governi non abbiano sempre e in molti modi foraggiato le mille istituzioni che fanno capo alla chiesa cattolica, tanto che qualche commentatore estero a proposito dell'Italia ha usato l'espressione 'Stato confessionale'.

Faccio solo un esempio.

Lo Stato ha immesso in ruolo e caricato sul suo libro paga 20.000 docenti che insegnano la religione cattolica nella scuola pubblica.

Nella stessa scuola in cui si aggirano precari cinquantenni con figli a carico, senza alcuna speranza di stabilizzazione definitiva.

Gli insegnanti di religione di cui sopra, non passano attraverso alcun concorso e sono selezionati direttamente dai vescovi: ad un certo punto possono anche rinunciare all'insegnamento della religione e andare ad occupare cattedre di altre materie che spetterebbero a precari che stanno facendo la gavetta da 20 anni.

E' solo un esempio tra i tantissimi che si possono citare.

Eppure non basta.

Non basta mai.

Anche gli uomini di chiesa dovrebbero conoscere il difficile momento che stiamo attraversando.

Non sarebbe auspicabile una maggiore discrezione?

Un briciolo di sensibilità?

Quanto meno dei toni meno ruvidi, un approccio più soft.

Dimenticavo: dopo qualche ora un portavoce del governo ha dichiarato che i finanziamenti previsti per le scuole paritarie saranno regolarmente erogati.

Quale attenzione!

Che tempestività!

I bambini possono pure perdere i loro maestri.

I disoccupati e i licenziati possono urlare la loro rabbia fin che ne hanno voglia.

I pensionati possono anche piangere sulla loro miseria.

La chiesa non può aspettare, neanche un giorno.

Tutto e subito.

Come chiedeva, un tempo, Lotta continua.
























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