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testamento biologico

2007-2010 > 2009 > COSTUME


(14/02/2009)


TESTAMENTO BIOLOGICO


E' l'argomento del giorno.

Quello che i media impongono, pur che non si parli della disastrosa situazione economica che ci sommerge.

Questione, tuttavia, di grande rilevanza culturale ed etica: sulla quale mi permetto di esprimere qualche idea.

Non sono un medico né un tecnico specialista in materia.

Sono uno che si informa, che riflette su ciò che acquisisce e poi, su quelle basi, matura una propria convinzione.

Come tanti altri cittadini italiani.

Come tali, io credo, abbiamo il diritto di esprimere una meditata opinione personale.

*)
Testamento biologico vuol dire, se ho ben capito, che ciascuno può decidere, fin che è nel pieno possesso delle sue facoltà, come gestire i suoi ultimi momenti, il suo distacco dalla vita.

A questo proposito bisogna mettere subito in chiaro che nessuno, ripeto
NESSUNO, può pretendere di avere l'esclusiva.

Sia esso singolo o Istituzione.

Sia che faccia appello alla natura umana o a qualche divinità.

La mia convinzione è questa: tutti coloro che pensano e parlano lo fanno da persone umane, qualunque sia il loro punto di riferimento.

Tutti, quindi, hanno pari dignità e peso in vista della decisione finale.

Se non si accetta questo punto di vista è meglio non iniziare nemmeno il confronto.

*)
Nel trattare la questione bisogna tenere in considerazione sia le esigenze della società che i diritti degli individui.

La prima deve poter mantenersi nel tempo e, possibilmente, migliorarsi.

I secondi devono poter disporre di un ambito di decisione che tuteli la loro dignità e salvaguardi uno dei cardini della loro essenza: la libertà.

Per questo le leggi impediscono sia il suicidio che l'eutanasia.

Perché si tratta, in entrambi i casi, di un eccesso di libertà del singolo che va a ledere in maniera consistente le esigenze della società: che, per tutto quello che offre ai suoi componenti, ha il diritto di pretendere da essi che non si sopprimano senza motivo.

Che restituiscano alla società tutto ciò di cui dispongono in fatto di operosità e creatività, fintanto che le forze vitali li sorreggono.

*)
Detto questo, che cos'è il testamento biologico?

In materia, credo si debba tener conto di due documenti fondamentali.

La nostra
Costituzione innanzi tutto che con l'articolo 32 afferma chiaramente: 'la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana'.

( http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html)


In secondo luogo, in ambito europeo, la
Convenzione di Oviedo.

( http://www.iss.it/binary/coet/cont/ConvOviedo.1128329819.pdf)


Riporto qui, per brevità, soltanto alcuni articoli.

Articolo 2

L'interesse e il bene dell'essere umano debbono prevalere sul solo interesse della società o della scienza.

Articolo 5

Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato.
Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell'intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi.
La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.


Articolo 9

I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione.

Il testamento biologico è, quindi, il diritto garantito dalla legge di poter decidere sullo svolgimento degli 'interventi medici' cui possiamo essere sottoposti, soprattutto in relazione alle ultime fasi della nostra esistenza.

I documenti sopra citati non parlano solo di questa fase della vita ma l'interpretazione comune è orientata ad applicarli a quei momenti in cui l'esistenza è di fatto avviata alla fine, senza alcuna possibilità di miglioramento o di recupero.

La possibilità di decidere è data a tutti, basta sia espressa quando si è nel pieno possesso delle proprie facoltà.

*)
A proposito degli ultimi eventi relativi ad Eluana vorrei segnalare due interventi di specialisti che mi sembrano piuttosto significativi e che vanno entrambi nella stessa direzione.

Si tratta del Dottor Riccio, l'anestesista che ha seguito Piergiorgio Welby nelle ultime fasi della sua vita e del Professor Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri e farmacologo di fama mondiale.

Hanno affermato con assoluta chiarezza:
+. che l'idratazione e la nutrizione artificiali sono interventi terapeutici a tutti gli effetti: richiedono un ambiente 'medico' e una equipe medica; +. che attraverso il famoso sondino nasogastrico vengono introdotti, non solo acqua ed elementi nutrizionali, ma anche diverse specialità farmacologiche.

Il padre di Eluana ha avuto la grande delicatezza di non pubblicare (e di non permettere a nessuno di farlo) le foto di sua figlia dopo 17 anni di stato vegetativo.

Se l'avesse fatto, non il 60% di italiani ma il 90 % sarebbe stato dalla sua parte.

Vedendo le foto di Eluana giovane e bella, quelle che sono sempre state mostrate, qualcuno ha pensato che si trattava di imboccare con il cucchiaino la poveretta.

Nulla di più falso.

Per esperienza diretta ho constatato in che cosa consista il famoso (benedetto? Famigerato?) sondino nasogastrico: si tratta di una sacca contenente principi nutrizionali e farmacologici munita di tubo che, inserito nel naso, dopo un percorso piuttosto accidentato, raggiunge l'esofago e quindi lo stomaco.

E' una tecnica fortemente invasiva che implica una notevole (violenta) forzatura del paziente.

Come si faccia a sostenere, nonostante il buon senso, i documenti e gli autorevoli pareri di cui sopra, che non si tratta di un intervento terapeutico io proprio non lo so.

Meno ancora capisco perché si vuole imporre a tutti, per legge, questa pratica, andando a ledere profondamente la dignità delle persone.

*)
Nella discussione in corso, tutti si aspetterebbero (io per primo) che il PD assumesse una posizione chiara a difesa della dignità della persona e in linea con i principi fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione.

E invece pare che così non sia.

Non basta che Veltroni e molti altri del PD dicano che sono contrari ad ogni intervento 'forzato' sulle persone: conta che il partito dica sull'argomento una parola inequivocabile.

Che cosa vuol dire lasciare libertà di voto?

Che ci dovremmo prendere tutti il sondino, a suo tempo, volenti o no?

Ciò che è ancora più inquietante è il fatto che a presentare la posizione ufficiale del PD non sarà più il professor Ignazio Marino ma la senatrice Dorina Bianchi: ex UDC e teodem, come si dice.

Una, cioè, che era pronta a votare il ddl della maggioranza per impedire ad Eluana di 'raggiungere la casa del Padre' e che ha votato la mozione della stessa maggioranza che impone a tutti il sondino di Stato obbligatorio.

Sono poi andato a leggere le
'Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario - Mozione presentata in Commissione dal gruppo PD del Senato'. Il punto undici è il seguente:

11) [il disegno di legge deve contenere il seguente punto qualificante] l
a previsione che l'idratazione e l'alimentazione, indicate nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, in quanto fisiologicamente finalizzate al sostegno vitale, non sono assimilate all'accanimento terapeutico e sono comunque e sempre garantite al paziente fino alla fine della vita, nonché la previsione che nell'ambito del principio di autodeterminazione è ammessa l'eccezionalità dei casi in cui la sospensione di nutrizione e idratazione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento.

( http://www.senato.it/pd/documenti/090210.htm)



Che cosa vuol dire?

Non suscita forse più di una perplessità?

C'è da sperare nel Presidente della Repubblica o, in seconda battuta, nella Corte Costituzionale.

Altrimenti non rimane che il Referendum.

Poi magari si potrà fare ricorso agli organismi europei.

Dovremo arrivare a tanto per vedere rispettata una visione non dico laica ma 'umana' della vita?















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