ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


tornaconto

2007-2010 > 2008 > POLITICA

(23 - 29/06/2008)

TORNACONTO


Spiace dirlo ma per certi aspetti non è più possibile parlare di GIUSIZIA né, tanto meno, di una sua improbabile amministrazione.

Questo, nonostante ci siano in giro tanti magistrati onesti e capaci.

Come ho già detto più volte è chiaro da tempo che tutto il sistema giustizia ha bisogno di un rinnovamento radicale.

L'entrata in politica di Berlusconi ha di fatto bloccato questa riforma e ha costretto anche coloro che erano più sensibili nei confronti di quelle problematiche ad arroccarsi in difesa della magistratura.

Il Cavaliere infatti, come ha sottolineato perfino Famiglia Cristiana, ha raccolto intorno a sé un vero e proprio esercito di avvocati, li ha fatti diventare deputati, li ha collocati al vertice del Ministero della Giustizia ed è partito lancia in resta proprio contro la parte più vitale e indipendente della magistratura.

Con il deliberato proposito di scompaginarla e distruggerla.

In questa opera ha cercato e alla fine trovato la solidarietà della Lega, di AN e anche di Casini (nonostante qualche anguillesco distinguo).

Quel che è peggio è che la sua azione si sta facendo strada anche dentro l'opposizione.

Per esempio quasi tutti stanno accettando l'idea che il capo del governo ed altre 4 - 5 persone ai vertici dello Stato, possano godere dell'immunità giudiziaria per tutto il periodo del loro mandato.

La giustizia viene quindi, di fatto, del tutto elusa.


Il principio costituzionale dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, già logorato nella sostanza, viene adesso del tutto cancellato anche quanto alla forma.

Se si hanno tanti soldi e si è capaci di far funzionare la macchina elettorale, si possono commettere tranquillamente dei reati: tanto, una volta al potere, ci si mette del tutto al riparo dai magistrati.

Non solo: si possono far approvare delle leggi che, poi, vanificano del tutto l'azione penale.

Non capisco perché, in questa temperie, il Presidente della Repubblica non abbia niente da dire.

Perché si limita alla solita prassi: un colpo al cerchio e uno alla botte.

Potrebbe, ad esempio, chiedere al Parlamento di non essere compreso tra le cariche istituzionali destinate a godere dell'immunità.

Basterebbe per mettere il Presidente del Consiglio con le spalle al muro.

Altrimenti è meglio non parlare più di giustizia ma di amministrazione del TORNACONTO.



















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu