ACRONIA


Vai ai contenuti

Menu principale:


tutti schiavi!

2007-2010 > 2010 > RIFLESSIONI


14 giugno 2010

tutti schiavi!



L'amministratore delegato della FIAT, Marchionne, ha sottoposto ai lavoratori di Pomigliano, una bozza di contratto molto chiara: se volete mantenere il posto di lavoro, dovete accettare di lavorare di più e, in generale, di avere meno garanzie.

Non voglio entrare nel merito delle questioni che sicuramente sono molto complesse: ricordo semplicemente che la proposta è stata
accettata da CISL e UIL e rifiutata dalla CGIL.

I ministri del governo Berlusconi,
Tremonti in particolare, si sono affrettati non solo ad approvare ma anche ad elogiare entusiasticamente il 'modello Marchionne'.

Non sto qui a ricordare
i fiumi di danaro che, in varia forma, lo Stato italiano ha riversato nelle casse della FIAT, dalla sua nascita a oggi: e a sottolineare, di conseguenza, come quel gruppo dovrebbe dimostrare una maggiore sensibilità sociale verso il Paese che finora l'ha tenuto in vita.

Certo! Quando
Marchionne dice che o gli operai di Pomigliano accettano il suo diktat o la FIAT andrà a produrre altrove, non solo rivela una 'ferocia' da capitalista ottocentesco ma sputa con grande villania dentro il piatto che ha permesso all'industria torinese di sopravvivere.

A parte questo è invece un'altra la riflessione che vorrei fare.


Quando sono arrivate dalla
Cina le prime notizie circa le condizioni in cui gli operai sono costretti a lavorare, mi sarei aspettato da parte dei governi occidentali e dell'opinione pubblica mondiale una forte indignazione, una ribellione e un rifiuto verso un modello che, di fatto, riporta l'umanità ad un sistema schiavistico.

Le reazioni sono state invece molto soft: complice anche quel sistema di informazione che è dominato dalla stessa alta finanza che ha reso schiavi milioni di cinesi.


Nemmeno la sinistra e il mondo progressista si è stracciato le vesti: qualche servizio giornalistico, alcune notizie fatte filtrare di tanto in tanto, il resoconto di alcuni suicidi … Ma poco di più.

Il risultato?


Cominciamo a intravederlo da quello che potremmo definire
'il lodo Marchionne'.

Il modello cinese, che già funziona abbastanza bene anche nei Paesi dell'Est Europa, comincia ad essere introdotto anche nelle altre nazioni occidentali.


Se le cose marceranno speditamente in quella direzione, se non ci sarà quindi una sorta di netto rifiuto da parte delle popolazioni,
si ritornerà all'antico.


^)

Avremo al vertice
un'élite, non più nobiliare ma della finanza, che condurrà una vita super agiata e godrà di tutte le libertà possibili e immaginabili.

^)

Al di sotto si collocherà
un ceto un po' più vasto, costituito da gente istruita, che, con il beneplacito e sotto la guida e la protezione dei nuovi signori, provvederà a mandare avanti l'organizzazione sociale ricevendone in cambio una certa dose di benessere.

^)

Alla base della piramide si collocheranno le masse sterminate, senza diritti né benessere, che dovranno lavorare per produrre i beni di consumo che poi acquisteranno con il misero salario che verrà loro concesso.

Non sarà certo la schiavitù di una volta: niente nella storia, nonostante Nietzsche, si ripete mai del tutto uguale.


Ma si tratterà, mutatis mutandis, di qualcosa di tremendamente simile.


D'altra parte
l'aveva già previsto, nella prima metà dell'ottocento, il nobile Alexis de Tocqueville che scriveva in 'La democrazia in America' (Rizzoli).

'L'aristocrazia nata dall'industria non vive mai in mezzo alla popolazione industriale che dirige: il suo scopo non è di governarla ma di servirsene …

L'aristocrazia terrirera dei secoli andati era obbligata dalla legge, o si riteneva obbligata dai costumi, a soccorrere i propri servi e alleviarne le miserie; l'aristocrazia industriale dei nostri giorni, dopo aver impoverito e abbruttito gli uomini di cui si serve, li abbandona in tempo di crisi alla carità pubblica …

Io penso che nel suo complesso l'aristocrazia industriale, che vediamo sorgere sotto i nostri occhi, sia una delle più dure che mai sia apparsa sulla terra …
'

E Tocqueville non conosceva l'aristocrazia finanziaria che ha soppiantato quella industriale!


Non c'è scampo, dunque.

In un futuro prossimo, che può essere più o meno lontano, avremo, come popolo,
due sole alternative.

*) Prendere coscienza e costringere la politica a opporsi alle pratiche lavorative altamente degradanti e, in una parola, schiavistiche.

*) TUTTI SCHIAVI.




















il sito di Saltas (saltas@tiscali.it) | saltas@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu