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una testa ... una badante

2007-2010 > 2008 > COSTUME

(28-07 _ 03-08 / 2008)

una testa - una badante


Ho camminato per le strade di alcune città tedesche e ho visto schiere di anziani in movimento.

C'erano vecchi che passeggiavano da soli aiutandosi con bastoni da sci.

Altri che flottavano sui marciapiedi appoggiati a dei carrelletti molto funzionali.

Ho visto mariti anziani che provvedevano da soli a sospingere la carrozzina della moglie invalida.

Ho visto arzille signore sorreggere e sostenere i loro partner malmessi.

Tutti entravano ed uscivano tranquillamente dai tram e dagli autobus.

Tutti usufruivano senza tanti problemi dei treni della metropolitana.

[Se è per questo ho pure visto dei cani salire indisturbati e senza padrone su un tram e scendere qualche fermata dopo, come qualsiasi altro passeggero]

Tutti fatti che, di per sé, non dovrebbero destare meraviglia.

Una società che crede in se stessa abitua le persone all'autosufficienza.

Le cresce intraprendenti e volitive, fino al limite delle capacità.

La cosa ha, invece, destato in me una certa meraviglia perché ciò che vedo a Roma e in tante altre parti italiane è totalmente diverso.

Da noi gli anziani non vanno quasi mai in giro da soli: eccetto rare eccezioni che, proprio perché tali, confermano l'andazzo generale.

Gli anziani stanno a casa: se va bene si recano al bar o al negozio che sta vicino al portone del palazzo e quando sono in gamba vanno fino al circolo che dista 200 metri dalla propria abitazione.

Oppure sono scortati da una (un) badante.

Solitamente straniera.


Quasi sempre extra comunitaria, almeno fino a non molto tempo fa.

Con l'entrata nella UE di Paesi come la Polonia, la Moldova, la Romania ... la situazione è un po' cambiata.

Chi è anziano, da noi, deve avere una badante: un tempo era filippina, oggi è molto spessa romena.

Ormai è diventato uno status symbol.

Se sei più vicino agli 80 che ai 70 e non hai la badante sei proprio un pezzente.

Sei uno che potrebbe anche morire su un marciapiede senza che nessuno si fermi nemmeno a guardare.

In certi posti del nostro Paese tutti gli anziani hanno una badante: in certi momenti della giornata se vai in un qualche parco cittadino troverai più badanti che anziani.

In alcuni palazzi delle zone centrali della città, allo stesso numero civico, a volte vivono anche 10 o più badanti.

La ricca e prospera Germania provvede a se stessa e ai propri anziani con le proprie forze.

La traballante e 'allegra' Italia mantiene senza batter ciglio intere legioni di badanti.

Che mantengono più di una famiglia, al loro Paese.

Che edificano case e ville, al loro Paese.

Che mandano i nipoti all'Università, al loro Paese.


E' una situazione tutto sommato marginale, questa, ma significativa ed illuminante.

Che mette a nudo, soprattutto, due aspetti deleteri del nostro carattere nazionale.

*.) La tendenza al piagnisteo, all'auto commiserazione e all'abbandono.

Che ci impedisce di provvedere a noi stessi, che ci spinge a gravare sugli altri, che mina alle fondamenta le nostre capacità fisiche e psichiche al punto da trasformarci in persone bisognose di aiuto anche quando potremmo essere auto sufficienti.

*.) L'esasperato individualismo.

Una testa - una badante.


Se in una scala ci sono 10 anziani, ognuno di essi dovrà avere la sua badante.

Quando magari ne basterebbero 2 o al massimo 3 per l'intera scala.

Siamo incapaci di pensare alla soluzione comunitaria dei problemi.

Non solo: ma qualora ci venisse prospettata la respingeremmo sdegnati e offesi.

Non basta che una persona controlli più anziani in modo da venire loro incontro in caso di bisogno.

No: una persona deve restare vicino ad un solo anziano per l'intera giornata, magari annoiandosi a morte, facendo i salti mortali per far passare il tempo.

Il risultato è un oneroso salasso per le famiglie italiane che, si dice, non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese.

A che punto devono arrivare le difficoltà economiche per spingere la nostra società ad organizzarsi in modo diverso?

Per costringere le famiglie a prendere accordi tra loro?

Per convincere i giovani italiani a guardare all'assistenza agli anziani come ad una attività lavorativa degna di essere presa in considerazione?




















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