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valori essenziali

2011 > umanità


23/02/2011


valori essenziali




A questo proposito voglio essere chiaro e conciso.


Di tabelle di valori ne esistono tante: molte sono articolate, argomentate e condivisibili.

Mi limito quindi alla
enunciazione di tre valori fondamentali dai quali tutti gli altri derivano.

Forse, più che un discorso sui valori, sarebbe interessante una riflessione sulle conseguenze: ma di questo in seguito.


*. VITA

Il primo, supremo e indiscutibile valore è la vita: nessuno ha il diritto di togliere ad un altro la vita che ha avuto in dono.

Il diritto alla vita è universale e nessuno può metterlo in discussione o limitarlo in qualche modo.

Pena la messa in gioco della sua stessa esistenza.

Sia dal punto di vista dei credenti che da quello più strettamente laico, la vita terrena è l'unica che ci tocca in sorte: è un dono meraviglioso frutto dell'amore e del caso di cui tutti devono poter godere in maniera ottimale.

La vita umana non è una notazione meramente biologica, per essere piena deve sostanziarsi anche di storia e cultura.


Nessuno ha più diritto alla vita di qualcun altro, tutti devono poter godere delle stesse opportunità che una società in un determinato momento storico è in grado di offrire.

La persona è l'unica titolare della sua propria esistenza.



*. DIGNITÀ

Questo valore è
legato al primo in maniera essenziale: a questo tutti gli altri valori afferiscono, da questo tutti gli altri derivano.

Tutti gli esseri umani hanno pari dignità: negare questa evidenza vuol dire entrare nella barbarie, nella guerra di ognuno contro tutti, nel tunnel che porta la specie all'autodistruzione.


Che cosa implica?

Che tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Non solo.

Che tutti aspirano al benessere e rifuggono le malattie e il dolore.


Vuol dire che tutti, indistintamente, bramano la felicità.

Che nessuno può essere fatto schiavo o maltrattato.

Chi calpesta la dignità nei suoi simili, la offende anche nella sua stessa persona.


Da qualunque parte si consideri la questione, non esiste valore più 'ragionevole' di questo.

Ed è tale perché è il più autenticamente universale.


Chi rispetta la dignità della persona in tutti i suoi simili, vedrà rispettata anche la sua; chi la offende espone se stesso o i suoi discendenti a pagarne le conseguenze, spesso drammatiche e terribili.


*. LIBERTÀ - UGUAGLIANZA

Questi due valori sono interdipendenti, li tratto quindi come un unicum, come due aspetti della stessa realtà.

Per essere precisi il valore vero è la libertà, l'uguaglianza è una conseguenza del vivere sociale degli uomini.

Una conseguenza che, in forza della dignità, assurge a sua volta al rango di valore.

La libertà è un'esigenza insopprimibile di tutti gli esseri umani, che sentono forte dentro di sé la spinta all'autorealizzazione e l'avversione verso tutto ciò che ostacola o impedisce il raggiungimento della felicità.

Essere libero, per l'essere umano, è importante quasi come il cibo o l'aria.


Se gli uomini avessero scelto di vivere, ciascuno, totalmente isolato da tutti gli altri, avrebbero potuto esercitare la libertà al massimo grado.
Ma così non è stato:
fin dalle loro prime apparizioni sulla faccia della Terra, gli esseri umani hanno preferito vivere in associazione.

Hanno formato famiglie, clan, tribù: fino alle odierne sterminate nazioni.

La vita comunitaria ha comportato grandi vantaggi sia per la sopravvivenza della specie che rispetto alle conquiste della scienza, della tecnica e dell'arte.

Se gli uomini fossero restati isolati, vivrebbero, ancora oggi, come i loro 'primitivi' progenitori.

Tutto ciò che abbiamo, in fatto di cultura e di benessere, lo dobbiamo alla vita associata.


Che, naturalmente, ha comportato e
comporta anche delle rinunce.

La più importante riguarda proprio la libertà.


Nessuno può pensare di condurre una vita associata conservando tutta intera la sua libertà.

Sarebbe un controsenso, una contraddizione logica prima che pratica.

La libertà cui ognuno è costretto a rinunciare per godere delle conquiste della comunità, va a costituire il patrimonio dell'uguaglianza.

Ognuno può e deve essere libero in tutto ciò che non va a ledere l'uguale diritto di tutti gli altri.


Quando qualcuno vuole imporre la propria libertà sugli altri e pretende di esercitare sugli altri un potere che non è disposto a subire (reversibilità), rompe, di fatto, il patto sociale: se fosse conseguente, a quel punto, dovrebbe ritirarsi dalla società e andare a vivere per proprio conto in un luogo sperduto, rinunciando a tutte le conquiste che l'umanità ha realizzato proprio in quanto associata.

Nessuno può stare dentro la società e comportarsi come se la società non esistesse.


Uguaglianza non vuol dunque dire uniformità e livellamento: tutt'altro!

Significa consapevolezza e rispetto.


Godimento della più larga libertà possibile in un contesto sociale.

Vuol dire realizzare se stessi senza prevaricare gli altri.


In un contesto sociale nessuno ha solo diritti e nessuno ha solo doveri; non c'è qualcuno che ha più diritti degli altri né ci sono individui che nascono solo per subire prepotenze.


Rispetto per la vita, pari dignità e uguale diritto a godere della maggiore libertà possibile: sono i valori cardine che garantiscono la stabilità e il benessere di una comunità.


Prossimamente parlerò delle conseguenze.




















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