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viva le elezioni!

2013


viva le elezioni!



Il popolo italiano è fatto per le fasi elettorali, non ama la normalità.


Gli altri popoli non lo vogliono capire questo fatto: di qui le incomprensioni.

I periodi elettorali partoriscono dei
leader ad hoc, che sanno fare tutto nel migliore dei modi.

Nei due mesi della campagna elettorale
*) la corruzione è stroncata, *) l'evasione è praticamente eliminata, *) non si pagano tasse (anzi, vengono restituite quelle già pagate) e *) si hanno tutti i servizi, *) si esce dall'euro e si fanno vedere i sorci verdi all'Europa, *) le pensioni e gli stipendi vengono aumentati, *) non c'è più disoccupazione e tutti i giovani trovano l'occupazione sognata (possibilmente in televisione).

E' un periodo in cui
*) tutti possono comprare la casa di proprietà su cui non pagheranno mai un centesimo di tassa, *) le banche concedono mutui e prestiti senza troppe garanzie, *) ogni famiglia può avere almeno una badante o una donna di servizio e persino *) gli immigrati trovano lavoro e ottengono la cittadinanza.

Il guaio è -
maledizione!- che ad un certo punto le elezioni ci sono davvero e, obtorto collo, si è costretti -tutti, popolo e imbonitori- a vivere la disgraziata, infame, nuda normalità.

Qua cominciano i problemi: molto seri.


E' come ricevere una sberla in piena faccia subito dopo aver aperto gli occhi la mattina.

Non ci sono i soldi per fare tutte quelle belle cose meravigliose che, prima, erano a portata di mano.


'Ce li danno gli svizzeri', dice il piazzista capo.

Gli svizzeri, noti in tutto il mondo per regalare miliardi a go go al primo che li chiede, fanno sapere che da quella parte non ci sentono.

'Eliminiamo gli stipendi e le pensioni erogate dallo Stato', gli fa eco l'altro capopopolo, 'e diamo a tutti un sussidio di cittadinanza'.

'Come', si chiedono quelli che l'hanno votato, 'mi togli la pensione che ho maturato in decine di anni di lavoro, per darmi un sussidio di sopravvivenza? Siamo matti?'

E così via.

Non va meglio con l'Europa.

Se chiediamo di avere
più sussidi e di pagare meno contributi dobbiamo vedercela con gli altri 25 e più Stati che non hanno alcuna intenzione di stenderci il tappeto rosso.

Per non parlare dell'
uscita dall'euro: un vero e proprio azzardo che potrebbe precipitarci in un abisso senza fondo. Che, nella migliore delle ipotesi, richiederebbe un periodo di durissima austerità (altro che l'attuale!).

Insomma, che si può fare?


L'ideale sarebbe prolungare all'infinito i periodi elettorali, eliminando la normalità.

L'alternativa -obbligata- è quella di ragionare, di rimboccarsi le maniche e di mettersi al lavoro guardando in faccia la realtà.

Cosa che il popolo italiano e i suoi leader elettorali non vorrebbero assolutamente fare.

Che, tuttavia, dovranno fare, volenti o no.

Perché sarà il mondo intero -il resto del mondo, esclusi gli italiani- a farglielo fare.

Con tanti auguri.
























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